Proteste all’Eid di Lakemba contro Albanese e Burke

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Tensione nella moschea di Sydney durante l’Eid al-Fitr, tra richieste di dialogo, accuse politiche e divisioni nella comunità musulmana australiana

Il rapporto tra la comunità musulmana australiana e il Governo federale torna sotto pressione. A Sydney, nella moschea di Lakemba, uno dei principali centri religiosi islamici del Paese, il primo ministro Anthony Albanese è stato contestato durante le celebrazioni per l’Eid al-Fitr, che segnano la fine del Ramadan.

Albanese era presente insieme al ministro degli Interni Tony Burke, che rappresenta proprio l’area di Lakemba. L’evento, molto partecipato, ha visto la presenza di migliaia di persone, ma anche momenti di forte tensione. Durante un discorso alla comunità, un piccolo gruppo di partecipanti ha iniziato a gridare contro i due politici. Si sono sentite frasi come “vergogna”, “disgrazia”, “sostenitori del genocidio” e “cacciateli via”. In alcuni casi sono stati rivolti attacchi diretti, con accuse molto dure legate ai conflitti internazionali, in particolare a Gaza e al Libano. Nonostante questo, una parte significativa dei presenti ha mantenuto un atteggiamento positivo e rispettoso. Lo speaker ha invitato più volte alla calma, e la maggioranza della comunità è rimasta seduta, permettendo al discorso di proseguire.

Entrambi sono rimasti al loro posto per tutta la durata dell’intervento, circa 15 minuti, prima di essere accompagnati fuori dalla moschea. Secondo il primo ministro, la situazione è stata gestita dalla stessa comunità e non si è trattato di un allontanamento forzato.
«C’erano oltre 30.000 persone e la grande maggioranza ha avuto una reazione molto positiva», ha dichiarato Albanese, minimizzando l’accaduto.

Una comunità divisa tra dialogo e protesta

L’episodio evidenzia una frattura interna alla comunità musulmana australiana. Da una parte c’è chi ritiene importante mantenere il dialogo con le istituzioni. Dall’altra, cresce il malcontento verso il Governo, accusato da alcuni di non aver gestito in modo adeguato le crisi internazionali e di non aver contrastato abbastanza l’aumento degli episodi di islamofobia in Australia. Il segretario della Lebanese Muslim Association, Gamel Kheir, ha difeso la scelta di invitare il primo ministro.
«Non apriamo le porte per fare presenza o per le foto. Lo facciamo perché il dialogo è necessario e la nostra comunità deve essere ascoltata direttamente», ha spiegato. Allo stesso tempo ha riconosciuto che la decisione è controversa e che una parte della comunità si sente frustrata e distante dalle istituzioni. Negli ultimi mesi, la moschea di Lakemba ha ricevuto anche lettere di odio e minacce, segno di un clima generale di tensione che va oltre il singolo episodio.

Proteste e sicurezza

Durante l’evento, la polizia del New South Wales è intervenuta per gestire un momento di disordine. Un uomo di 33 anni è stato allontanato senza ulteriori incidenti. Tra i manifestanti c’era anche Mukhlis Mah, vicino al gruppo Stand for Palestine, che ha criticato la presenza dei politici nei luoghi religiosi. Dobbiamo chiederci perché sono nei nostri luoghi sacri, nei nostri momenti sacri, davanti a tutti a sorridere per le foto», ha dichiarato in un video sui social. Alcuni gruppi chiedono apertamente di vietare la presenza dei politici durante eventi religiosi come il Ramadan e l’Eid, ritenendo queste occasioni incompatibili con la politica.

Il Governo, da parte sua, collega parte delle proteste anche alle recenti decisioni legislative contro organizzazioni estremiste, come Hizb ut-Tahrir, recentemente dichiarata illegale dopo l’attacco terroristico di Bondi.

Un precedente che si ripete

Non è la prima volta che si verificano tensioni di questo tipo. Anche nel 2025, durante le celebrazioni di Eid in piena campagna elettorale, diversi politici furono contestati. In un caso, l’ex esponente della Coalition Jason Wood fu accompagnato fuori da un evento vicino Melbourne dopo forti proteste. Lo stesso Tony Burke aveva cancellato la sua partecipazione a una preghiera a Lakemba per timore di disordini.

Il nodo politico e sociale

Proteste Eid Lakemba AustraliaLa questione resta aperta: è giusto invitare i politici nei luoghi di culto?
All’interno della comunità musulmana australiana non c’è una risposta unica. Alcuni vedono la presenza delle istituzioni come un segnale di inclusione e dialogo. Altri la considerano inappropriata, soprattutto in un momento segnato da tensioni internazionali e da una crescente sfiducia verso il Governo.

Intanto, Albanese ha ribadito sui social il suo messaggio di apertura: “È stato un onore partecipare alle celebrazioni”. Ma quanto accaduto a Lakemba dimostra che il rapporto tra politica e comunità resta fragile. E che, oggi più che mai, serve un equilibrio tra ascolto, rispetto e rappresentanza reale.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © SMH, MSN, Amust

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