Vertice Med9: Cipro, Turchia e sfide per l’Europa

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A Spalato i Paesi mediterranei discutono di sicurezza, caro energia, flussi migratori e integrazione di Nicosia nello spazio comune

Cipro, rapporti tra Unione europea e Turchia, energia, migrazione e futuro dell’area Schengen. Sono stati questi i principali dossier al centro del vertice del Med9, conclusosi a Spalato, in Croazia, in una fase caratterizzata da forti pressioni sulla stabilità del Mediterraneo e sulle economie europee. I nove Paesi mediterranei dell’Unione europea hanno concentrato le loro consultazioni soprattutto sulla questione cipriota, confermando che la divisione dell’isola rappresenta una questione di interesse europeo e ribadendo il sostegno a una soluzione globale nel quadro delle Nazioni Unite.

Nel documento e negli interventi dei leader è stato confermato l’impegno a sostenere le iniziative del segretario generale dell’Onu, accogliendo positivamente anche la sua intenzione di convocare una riunione ampliata con tutte le parti coinvolte nella questione cipriota. Un passaggio specifico è stato dedicato alla nomina del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Rafael Fito, quale rappresentante speciale per Cipro, inserita nel quadro degli sforzi internazionali ed europei per favorire la ripresa del dialogo.

Il messaggio ad Ankara

Dal vertice di Spalato è arrivato anche un messaggio rivolto alla Turchia. I Paesi del Med9 hanno sottolineato che il contributo concreto di Ankara alla ripresa dei negoziati rappresenta una condizione fondamentale per lo sviluppo delle relazioni tra Turchia e Unione europea. I leader hanno inoltre chiesto di evitare iniziative unilaterali, con particolare riferimento alla situazione di Varosha e alla Linea Verde, ribadendo la necessità di rispettare il diritto internazionale e il diritto del mare. Il rispetto di tali principi è indicato come un elemento essenziale per la sicurezza e la stabilità del Mediterraneo orientale, area nella quale negli ultimi anni si sono intrecciati diversi dossier geopolitici e strategici.

La questione cipriota resta dunque strettamente collegata al più ampio rapporto tra Ankara e Bruxelles. Per i Paesi mediterranei dell’Unione, la ripresa del dialogo e il rispetto degli impegni internazionali rappresentano elementi centrali per favorire progressi nelle relazioni euro-turche.

Cipro verso Schengen

Un altro risultato considerato importante per Nicosia riguarda il sostegno espresso dai Paesi del Med9 al percorso di adesione completa di Cipro all’Area Schengen. I leader hanno accolto con favore gli esiti positivi del rapporto 2025-2026 della Commissione europea e l’avvio delle discussioni in sede di Consiglio. L’obiettivo indicato è quello di arrivare rapidamente alla conclusione dei passaggi ancora necessari per completare il processo. Per Cipro, l’integrazione piena nello spazio Schengen rappresenta quindi uno dei principali dossier europei, sostenuto anche nell’ambito del vertice dei Paesi mediterranei.

Nel quadro della cooperazione regionale è stata inoltre accolta con favore l’istituzione della Stazione Regionale dei Vigili del Fuoco di Cipro (Crafs), considerata uno strumento destinato a rafforzare la protezione civile nel Mediterraneo e la capacità di risposta comune di fronte alle emergenze.

Energia, famiglie e competitività

Il primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs ha posto invece l’accento sulle conseguenze dell’aumento dei costi energetici per famiglie e imprese. Secondo il premier, l’Europa deve continuare a sostenere concretamente i cittadini di fronte alle pressioni sui prezzi dell’energia, mantenendo allo stesso tempo la stabilità delle finanze pubbliche e salvaguardando la competitività dell’economia europea. Il tema energetico è così inserito in una prospettiva più ampia che riguarda la capacità dell’Unione di proteggere cittadini e imprese senza compromettere gli equilibri di bilancio.

Mītsotakīs ha inoltre sottolineato l’importanza di adottare iniziative europee che garantiscano la possibilità di perfezionamento all’interno dell’Unione, anche in vista dei negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale.

Migrazione, la proposta greca per un meccanismo di emergenza

Tra i dossier affrontati dal premier greco anche quello della migrazione. Mitsotakis ha accolto con favore l’atteggiamento positivo mostrato dalla Commissione europea nei confronti della proposta greca per la creazione di un meccanismo europeo di emergenza. L’obiettivo della proposta è mettere a disposizione dell’Unione strumenti capaci di offrire risposte rapide nei momenti caratterizzati da un forte aumento dei flussi migratori.

Il meccanismo dovrebbe inoltre contribuire a fronteggiare situazioni nelle quali la migrazione è strumentalizzata e quelle in cui emergono nuove minacce ibride lungo i confini esterni dell’Unione Europea.

Il vertice di Spalato ha quindi riportato al centro dell’agenda dei Paesi mediterranei una serie di questioni strettamente interconnesse: la sicurezza e la stabilità del Mediterraneo orientale, il dossier cipriota, il rapporto con la Turchia, l’energia, la protezione civile e la gestione dei flussi migratori. Per Atene e Nicosia, il confronto all’interno del Med9 ha rappresentato anche l’occasione per ribadire la necessità di un maggiore coinvolgimento europeo sulle questioni che riguardano direttamente il Mediterraneo orientale, mentre sul fronte economico la priorità resta quella di conciliare il sostegno a famiglie e imprese con la stabilità finanziaria e la competitività dell’Unione.

 

George Labrinopoulos

Foto © Consilium.europa.eu, Wikipedia, Euronews

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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