Usa-Ue, ritorsioni commerciali e gas russo: nuova tensione

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Washington minaccia Bruxelles su accesso al mercato e valuta il ritorno delle forniture energetiche moscovite in Europa nel quadro della pace

Le relazioni tra Stati Uniti e Unione europea attraversano una nuova fase di tensione, tra minacce di ritorsioni commerciali, competizione tecnologica e un possibile cambiamento della strategia energetica americana nei confronti della Russia. Da una parte, Washington avverte Bruxelles che eventuali restrizioni alle imprese statunitensi potrebbero provocare conseguenze pesanti per le aziende europee. Dall’altra, l’amministrazione di Donald Trump valuta la possibilità di riaprire i canali di approvvigionamento del gas russo verso l’Europa, inserendo l’energia tra gli strumenti economici di un possibile accordo per porre fine alla guerra in Ucraina.

Due sviluppi distinti, ma che evidenziano una linea americana sempre più orientata a difendere gli interessi economici degli Usa e a ridefinire i rapporti con gli alleati europei, anche sul terreno della sicurezza energetica.

La minaccia di ritorsioni contro le imprese europee

Usa UeIl primo fronte riguarda la competizione commerciale e tecnologica tra Washington e Bruxelles. L’ambasciatore statunitense presso l’Unione europea, Andrew Puzder, ha avvertito che le imprese europee potrebbero subire ritorsioni «catastrofiche» qualora l’Ue adottasse misure capaci di limitare l’accesso delle aziende americane a determinati settori del mercato comunitario.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il diplomatico ha espresso la preoccupazione dell’amministrazione americana per le iniziative europee che puntano a rafforzare le imprese locali a discapito dei concorrenti statunitensi. Il messaggio rivolto a Bruxelles è chiaro: eventuali provvedimenti discriminatori nei confronti delle società americane potrebbero provocare una risposta particolarmente dura da parte di Washington.

Al centro della controversia c’è la decisione della Commissione europea relativa allo spettro disponibile per le comunicazioni satellitari mobili. Bruxelles intende destinare la maggior parte delle risorse disponibili alle aziende europee, limitando la quota alla quale potranno accedere i fornitori statunitensi. La misura si inserisce nella più ampia strategia dell’Unione europea volta a ridurre la dipendenza dai grandi gruppi tecnologici americani, sostenere la competitività industriale del continente e rafforzare la propria autonomia nei settori considerati strategici.

Per Washington, tuttavia, queste scelte rischiano di trasformarsi in barriere commerciali contro le imprese statunitensi. Le dichiarazioni di Puzder mostrano quindi quanto la questione dell’accesso al mercato europeo sia diventata un punto sensibile nei rapporti transatlantici, già segnati da divergenze sulle politiche industriali, tecnologiche ed energetiche.

Trump valuta il ritorno del gas russo in Europa

Parallelamente alle tensioni commerciali, l’amministrazione Trump starebbe considerando un’iniziativa destinata a riaprire il dibattito sulla sicurezza energetica europea: il ripristino delle forniture di gas russo attraverso l’Ucraina. Secondo un articolo del New York Times, gli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero presentato una proposta a funzionari ucraini ed europei e al presidente Volodymyr Zelensky durante i colloqui svoltisi a Kiev il mese precedente.

Il piano prevederebbe la riapertura dei gasdotti utilizzati in passato per trasportare il gas russo attraverso il territorio ucraino verso i mercati europei. L’obiettivo sarebbe offrire a Mosca un incentivo economico per interrompere le ostilità, inserendo il commercio energetico all’interno di un più ampio accordo di pace. Secondo l’impostazione americana, la ripresa dei transiti potrebbe produrre vantaggi anche per Kiev, attraverso le entrate derivanti dalle tariffe pagate per il passaggio del gas. Allo stesso tempo, un aumento dell’offerta energetica potrebbe contribuire a ridurre i prezzi per i consumatori europei, sottoposti negli ultimi anni a forti pressioni sui costi dell’energia.

La questione energetica si intreccia così con quella diplomatica

La proposta presenta tuttavia un aspetto particolarmente delicato per gli interessi economici degli Usa. Il ritorno del gas russo sul mercato europeo potrebbe infatti ridurre la domanda di gas naturale liquefatto americano, diventato una componente importante delle forniture energetiche europee dopo la riduzione degli acquisti dalla Russia. La questione energetica si intreccia così con quella diplomatica: un eventuale accordo potrebbe offrire nuove entrate a Mosca e Kiev, ma allo stesso tempo modificare gli equilibri commerciali tra Stati Uniti ed Europa. La Casa Bianca ha dichiarato di lavorare a una proposta di pace complessiva che comprenda incentivi economici sia per la Russia sia per l’Ucraina. L’eventuale ripresa delle forniture di gas rappresenterebbe, in questa prospettiva, uno degli strumenti da valutare nell’ambito di un’intesa più ampia.

Mosca e Washington discutono anche di tecnologia e investimenti

Il dialogo economico tra Washington e Mosca, stando alle dichiarazioni provenienti da Mosca, non si limiterebbe al settore energetico tradizionale. L’inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ha riferito che i due Paesi stanno discutendo una serie di progetti, tra cui la possibile realizzazione di centri dati alimentati da energia nucleare russa. Dmitriev ha anticipato nuove iniziative per il prossimo futuro, sostenendo che «il ghiaccio è finalmente stato rotto». Le dichiarazioni indicano la volontà di esplorare opportunità di cooperazione economica anche in settori tecnologici strategici, nonostante le profonde divergenze politiche e le conseguenze della guerra in Ucraina.

Particolare attenzione è rivolta anche al Nord Stream 2, il gasdotto sottomarino progettato per collegare direttamente la Russia alla Germania e danneggiato dalle esplosioni del 2022. Un investitore statunitense avrebbe manifestato interesse ad acquisire l’infrastruttura, pur dichiarando di non essere attualmente coinvolto nelle trattative in questione. La Casa Bianca ha precisato che Nord Stream non sarebbe stato al centro dei colloqui più recenti e che qualsiasi eventuale accordo richiederebbe consultazioni con i partner europei.

Un nuovo equilibrio nei rapporti transatlantici

Le due vicende delineano un quadro complesso per l’Europa. Mentre Bruxelles cerca di rafforzare la propria autonomia tecnologica e industriale, Washington rivendica condizioni favorevoli per le proprie imprese e valuta nuove opportunità economiche nei rapporti con Mosca. Il possibile ritorno del gas russo, se inserito in un accordo di pace, potrebbe incidere sui prezzi dell’energia e sulle rotte delle forniture europee, ma anche sulla competitività del Gnl americano. Allo stesso tempo, le minacce di ritorsioni commerciali evidenziano il rischio che le divergenze sulle politiche industriali si trasformino in un nuovo terreno di scontro tra alleati.

Per l’Unione europea, la sfida sarà conciliare la ricerca di maggiore indipendenza strategica con la necessità di mantenere rapporti economici stabili con gli Stati Uniti, senza compromettere la sicurezza energetica e gli obiettivi di sostegno all’Ucraina. Molto dipenderà dall’evoluzione dei negoziati diplomatici e dalla capacità di Washington e Bruxelles di trovare un equilibrio tra interessi nazionali, cooperazione transatlantica e prospettive di pace.

 

George Labrinopoulos

Foto © IA, Politico, Metropolitano.it

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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