Ponte dell’Immacolata da (quasi) tutto esaurito

0
525
Ponte dell'Immacolata

Il flusso di turisti è previsto per tutte le varie tipologie di destinazione, anche se località montane e le mete culturali restano le più gettonate

Nonostante i rincari e l’inflazione galoppante si facciano indubbiamente avvertire la voglia di viaggiare è più forte che mai. A maggior ragione dopo i mesi di chiusura e restrizione causa Covid-19. Il Ponte dell’Immacolata apre di fatto la stagione invernale e sono oltre 12 milioni gli italiani partiti tra l’8 e il 9 dicembre, per approfittare di un ponte che è particolarmente lungo. Gran parte di questi rimarranno prevalentemente in Italia.

La montagna è “sold out”

La montagna è la meta prediletta e fa registrare il tutto esaurito, dalle Alpi all’Appennino. A incentivare il turismo montano è sicuramente l’apertura prevista in molti poli sciistici proprio, in occasione del giorno di festa nazionale per l’Immacolata concezione. La quasi totalità delle località alpine infatti, dalle Alpi Occidentali con Sestriere, a quelle orientali con Tarvisio, passando per le Dolomiti, aprono ufficialmente i battenti. Il tutto per la gioia dei tanti sportivi che possono rimettere ai piedi sci e tavole da snowboard, ma anche per le tante famiglie che si accontentano di un panorama mozzafiato, da immortalare magari con qualche foto ricordo, e di qualche discesa con lo slittino. Nelle ultime settimane fortunatamente alcuni fronti freddi hanno favorito il verificarsi di consistenti fenomeni nevosi, che hanno reso possibile il carico di neve tanto a valle, quanto, soprattutto, in quota.

Durante il weekend previste altre nevicate già a partire dai 500/700 metri, consentendo così di non dover ricorrere all’innevamento programmato. La giornata di oggi è stata comunque all’insegna del sole quasi su tutte le Alpi, con lunghe file per accedere agli impianti di risalita. Intanto negli alberghi quasi tutto esaurito. E quest’anno anche le lezioni di sci vanno prenotate in anticipo, in alcuni comprensori si cercano figure di maestri a causa dell’eccesso di domanda da parte dei visitatori. I costi per gli skipass lievitano e sciare costa in linea generale circa il 10% in più rispetto alla scorsa stagione.

Le città d’arte “un must”

Ponte dell'ImmacolataPoi c’è la cultura che traina il turismo nelle città d’arte. Boom a Venezia, ma anche Ferrara, con lunghe code per entrare al Castello Estense. Secondo Federturismo le città d’arte continueranno a fare la parte del leone nella scelta dei soggiorni di italiani e stranieri che fino a Capodanno godranno di una solida domanda negli hotel non solo di camere base, ma anche di suites da parte di turisti europei (tedeschi e francesi innanzitutto) e americani che pernotteranno in Italia 3-4 notti con una media dei prezzi che rimane per adesso coerente con lo scorso anno. Anche le località termali rappresentano una valida alternativa per chi vorrà concedersi qualche giorno di relax.

Se il 90% dei viaggiatori rimarrà come detto all’interno dei confini nazionali, ma ci sarà anche una piccola percentuale, soprattutto composta da giovani e giovanissimi, che trascorrerà il lungo weekend in qualche capitale europea: Parigi, Barcellona e Amsterdam su tutte.

Le località marine

Il fascino del mare d’inverno. I numeri sono leggermente inferiori rispetto alla montagna, ma in tantissimi hanno scelto le bellissime coste della Penisola per qualche giorno all’insegna del relax e del clima mite. Da una passeggiata sul litorale di Rimini, alla Sardegna, dove molta gente si è concessa una corsa sulla spiaggia e chi, addirittura, per una nuotata. Folla anche lungo le vie dello shopping a Cagliari, tutti alla ricerca dei regali di Natale. Buono il flusso di entrata anche ad Alghero, dove in tanti hanno apprezzato le bellezze artistiche di una città che gode di un clima particolarmente tiepido durante il periodo invernale. Qui gli hotel sono pieni al 90%.

Il pienone non ci sarà

Un’analisi effettuata dal Cst per Assoturismo Confesercenti riporta che “il turismo è sì in crescita, ma il pienone non c’è. In generale, la saturazione dell’offerta ricettiva tra il 7 e l’11 dicembre dovrebbe attestarsi al 71%, per un totale di circa 4,5 milioni di pernottamenti”. Il flusso di turisti per il Ponte dell’Immacolata è previsto per tutte le varie tipologie di destinazione, anche se località montane e le mete culturali restano le più gettonate. Il tasso di occupazione nelle strutture delle zone montane si assesta all’82%, mentre per le città d’arte si è attorno al 78% con picchi che superano il 90% per alcune realtà. Al di sotto rispetto alla media, invece, le prenotazioni per strutture delle mete balneari, termali e in prossimità dei laghi. “In assoluto” – rivela l’analisi del Cst – “le Regioni che presentano un maggior dinamismo sono quelle del Nord Italia e del Centro”.

In base ai numeri provvisori relativi ai primi 8 mesi dell’anno (gennaio-agosto 2022), il numero di pernottamenti in Italia è aumentato notevolmente, si parla di un +46,2%, avvicinandosi ai livelli del 2019 (-11,5%), quando si era in pre-pandemia e senza il tema inflazione. Le presenze dei turisti stranieri, rispetto all’anno precedente (2021), sono cresciute esponenzialmente, +110,8%), anche se la distanza con i valori del 2019 segna ancora il -15,5%. Invece, la presenza degli italiani è aumentata del +14,9%, con una variazione rispetto al 2019 del -7,6%.

 

Giulio Catalucci

Foto © Italiaatavola, attgitalia, adnkronos, paesionline, fanpage

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui