Meloni: «Il presidenzialismo è una mia priorità»

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Le dichiarazioni più rilevanti rilasciate dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della conferenza stampa di fine anno

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto la consueta conferenza stampa di fine anno, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, con il sostegno dell’Associazione della Stampa parlamentare. Le tematiche affrontate dal capo dell’esecutivo sono state diverse. Nel corso di più di tre ore, senza soluzione di continuità, si è dimostrata in grado di rispondere in maniera esaustiva alle quarantacinque domande previste dall’organizzazione. In apertura ha commentato in maniera favorevole la recente e definitiva convalida in Senato della legge di bilancio.

A tal proposito ha affermato che, «la manovra è stata approvata con un giorno di anticipo rispetto a quelle degli ultimi due anni. I condoni non ci sono. Abbiamo fatto una norma che chiede a tutti di pagare il dovuto, con una maggiorazione, consentendo una rateazione. Le uniche cartelle stralciate sono quelle vecchie più di 7 anni e inferiori a 1.000 euro banalmente perché conviene allo Stato di più la loro distruzione. Vogliamo si immaginare un nuovo tipo di dialogo con i contribuenti ma senza favorire assolutamente l’evasione fiscale».

Meloni, Ue: «L’Europa che può dare soluzioni migliori è di stampo confederale»

In merito all’Unione europea, il presidente del Consiglio ha reso noto che il fine ultimo dell’organizzazione sovranazionale non dovrebbe comportare la nascita di una federazione di Nazioni, che si delinei in modo affine alla forma di Stato presente negli Stati Uniti d’America. Perché l’inevitabile e progressiva cessione di sovranità amplificherebbe la farraginosità burocratica in sede decisionale. Di contro, si è mostrata propensa ad accettare un percorso che conduca alla costituzione di una confederazione di Stati: «L’Europa che può dare soluzioni migliori è un’Europa di stampo confederale».

Relativamente all’ipotesi di dare vita ad un esercito europeo, con l’obiettivo di superare il sostegno americano che trova compimento nell’Alleanza atlantica, ha dichiarato che, «sulle grandi materie è più facile trovare soluzioni comuni. E la questione difesa è una di queste. Non credo che l’Alleanza atlantica e l’esercito europeo siano in contraddizione, sono complementari. Ferma restando la necessità e l’utilità del Patto atlantico».

La gestione del Pnrr

A proposito della tematica cruciale dell’amministrazione dei fondi provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, Meloni si è detta soddisfatta degli obiettivi raggiunti dal proprio esecutivo, «sono contenta che il Governo italiano sia riuscito a raggiungere tutti i 55 obiettivi previsti per inviare ora la lettera all’Ue. E richiedere la tranche di 19 miliardi di euro. Quando siamo arrivati, dei 55 obiettivi, erano stati conseguiti 25. Abbiamo lavorato per terminare gli altri 30. Questa staffetta ha funzionato, sono contenta che si sia riusciti».

Il presidente del Consiglio alla domanda di come l’esecutivo sia stato in grado di conseguire i risultati suddetti, ha risposto che la soluzione si è trovata attraverso il superamento della frammentazione delle pertinenze: «Con la scelta politica di concentrare le competenze del Pnrr sotto la guida di un unico ministero. E di mettere sotto la stessa competenza i Fondi di coesione europei, per evitare sovrapposizioni».

Il conflitto russo ucraino

Meloni sul conflitto in Ucraina ha voluto rimarcare la volontà di scindere le questioni attinenti alle violazioni del diritto internazionale, da parte della Russia, da quelle che sono le relazioni di carattere culturale esistenti con l’Italia: «Confermo che storicamente i rapporti culturali con la Russia sono antichi e solidi. Infatti ho difeso la scelta della Scala di dedicare la sua “prima” a un’opera russa. Le scelte del Governo russo non devono ricadere sul suo popolo e sui suoi cittadini. Voglio distinguere le due cose ma quelle scelte ci sono, sono di violazione del diritto internazionale che se fossero accettare farebbero crollare la costruzione della legalità internazionale.

MeloniTemo che il principio di chi con l’uso della forza possa invadere il vicino sia poco conveniente per tutti. Per noi è inaccettabile». Riguardo la delicata questione di coloro che non possono più beneficiare degli introiti provenienti dal turismo russo e viceversa, il premier ha rivelato che, «a noi può mancare il turismo russo, i turisti in Russia. Ma ci sono cose che non si possono piegare ai nostri desideri. Spero che la Russia fermi questa inaccettabile guerra di aggressione. Sino a quando non accadrà noi non ci fermeremo».

Il presidenzialismo

Meloni non ha nascosto la propria propensione ad intraprendere un percorso legislativo che culmini con la trasformazione dell’attuale forma di governo parlamentare in presidenziale. Ha reso noto in particolare che, «il presidenzialismo è una mia priorità, punto a farlo entro questa legislatura. Può solo fare bene all’Italia. Consente stabilità e Governi frutto di indicazioni popolari chiare. Sono sempre partita dal sistema francese non perché sia il mio preferito ma quello più condiviso. Penso a una riforma condivisa».

La Bicamerale sarebbe il mezzo attraverso cui giungere a questo obiettivo, sebbene il presidente del Consiglio abbia rivelato che l’iniziativa possa scaturire da una proposta dell’esecutivo: «Sullo strumento, bene Bicamerale se utile, altrimenti è dilatorio. Entro gennaio colloqui tra Casellati e opposizione: quindi decideremo. Non escludo iniziativa del Governo, ma se è più coinvolgente nessun problema a partire dal Parlamento. Vorrei fosse mia eredità».

Il Meccanismo europeo di stabilità

MeloniIn merito alla questione del Mes, ossia del fondo monetario finalizzato a conservare la stabilità finanziaria dei Paesi facenti parte dell’Eurozona, nei confronti del quale l’Italia si trova impegnata a percorrere l’iter di ratifica nell’ambito di un processo di riforma, Meloni ha denunciato di nuovo una posizione concorrente: «Credo che sul Mes la ratifica sia secondaria: il tema è che, atteso che l’Italia non accederà mai al Mes finché io conti qualcosa. Temo che nemmeno gli altri vi accederanno. Dopo la Grecia non è stato attivato da nessuno. Che la riforma vada in porto o meno credo che quel fondo non verrà utilizzato».

La questione sollevata dal presidente del Consiglio attiene allo squilibrio che si verrebbe a creare nel momento in cui la misura venga attivata nei confronti di uno Stato membro: «Ha condizioni troppo stringenti, è un creditore privilegiato. Produce problemi significativi di spendibilità dei tuoi titoli di Stato. Ti si alzano i tassi di interesse. Noi siamo nella posizione di tenere bloccati di decine di miliardi quando servono soldi? No. Ma vorrei capire se esistono i margini che piuttosto che ratificare una riforma, lavorare a qualcosa di diverso, con condizionalità diverse e magari con obiettivi più centrati. A questo dedicherò il mio lavoro nelle prossime ore».

La riforma fiscale

Il capo dell’esecutivo ha rilasciato una serie di dichiarazioni degne di nota anche a proposito della riforma fiscale. Tra i vari obiettivi di maggior rilievo che si vorrebbero raggiungere vi sarebbe l’abbattimento del costo del lavoro: «Sulla riforma fiscale vogliamo andare avanti, secondo direttrici visibili già in manovra finanziaria, con le poste in bilancio le direttrici su cui la riforma si deve muovere ci sia il taglio del costo del lavoro e su questo si deve fare molto di più. Abbiamo dato un segnale con il taglio del cuneo fiscale, ma su questo vorrei andare avanti. l nostro obiettivo di legislatura sono 5 punti di taglio e vedremo se riusciremo a fare questo, qualcosa di più o di meno»

Un altro traguardo che si è prefissato l’attuale esecutivo sarebbe quello di realizzare una fiscalità in grado di applicarsi a seconda della tipologia di microcosmo familiare che si prende in esame: «Il secondo obiettivo è la tassazione che tenga conto della composizione del nucleo familiare. Consideriamo il tema del sostegno alla genitoralità una priorità e anche la tassazione deve tenerne conto». Secondo Meloni, in conclusione, si dovrebbe concepire un sistema fiscale che vada incontro a chi risulta virtuoso nel settore della produzione: «Il terzo obiettivo è quello di promuovere una tassazione che incentivi di più chi si mette in gioco e crea ricchezza: il tema è più assumi e meno paghi».

L’emergenza Coronavirus

In relazione alla nuova ondata pandemica che sta colpendo la Cina e alle conseguenti contromisure adottate dall’Italia, ha affermato: «Ci siamo mossi immediatamente. Abbiamo disposto il tampone per tutti coloro che provengono dalla Cina. Ma è una misura efficace se viene presa da tutta l’Europa. Per cui abbiamo scritto a Bruxelles. Ci aspettiamo che l’Ue voglia operare in questo senso. Abbiamo bisogno di capire se quello che sta arrivando è coperto da vaccini o no». Il premier tuttavia ha fatto intendere che a seguito di una prima osservazione dei casi rilevati in Asia si tratterebbe di una variante del virus coperta dai vaccini.

«Dei primi casi sequenziati di Covid su persone provenienti dalla Cina 15 sono di variante Omicron, già presente in Italia, e questo dovrebbe essere abbastanza tranquillizzante. Il caso cinese lo dimostra: lavoro su responsabilità e non coercizione. La situazione è abbastanza sotto controllo». L’esecutivo sembrerebbe orientato a concepire un sistema apposito in grado di monitorare la diffusione del coronavirus, «penso a un osservatorio sul Covid. C’è la campagna del Governo che invita alla vaccinazione soprattutto gli anziani e i fragili che sono i soggetti più a rischio e su cui mi sento di fare un invito più deciso a vaccinarsi. Per gli altri l’invito è di rivolgersi al medico che ne sa qualcosa più di me».

Per chi volesse rivedere l’intera conferenza, è possibile sui canali social di Eurocomunicazione, dove rimarrà visibile:

  • YouTube: primi 40 minuti https://www.youtube.com/watch?v=Rl8OiDVKzYA
  • YouTube: Seconda parte: https://www.youtube.com/watch?v=9yVvdiB9Bhg
  • Facebook: https://www.facebook.com/Eurocomunicazione/videos/6373306226016130
  • Twitter: https://twitter.com/Euro_comunica/status/1608410495773724672
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Federico Gasparella

Foto © Eurocomunicazione, Opinione.it, Avvenire, Milano Finanza

Video © Eurocomunicazione

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