Il Rinascimento secondo Bosch

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Bosch

Una grande mostra mette in dialogo i capolavori del maestro con innumerevoli opere coeve, ispirate dalla sua iconografia

La sfrenata fantasia del linguaggio figurativo di Jheronimus Bosch deflagra come un ordigno nelle lande dell’Europa meridionale, sicuro albergo dell’estetica rinascimentale. Parte da qui la mostra ospitata presso le sale del Palazzo Reale milanese, dall’idea di un altro Rinascimento, del tutto peculiare e distante dal gusto dominante. La diffusione di tale cifra visiva viene testimoniata da un percorso espositivo ricco di opere di ogni genere e foggia, direttamente derivate da quell’inesauribile scrigno che è l’ispirazione di Bosch. Mostra ardua da confezionare, per la fragilità delle opere del maestro, raramente oggetto di prestito. Merito dei curatori aver ottenuto alcune presenze di grande rilievo, incastonandole in un allestimento dalle molteplici suggestioni.

Le tentazioni di Sant’Antonio

BoschMagnifico esempio dell’immaginario di Bosch è il trittico delle Tentazioni di Sant’Antonio di Lisbona, prestito raro e di enorme pregio. Il paesaggio reale viene trasfigurato da una pletora di spelonche, torri, rovine, nelle quali la leggenda trova collocazione; un luogo inquietante e spettrale. Strane navicelle veleggiano nel cielo dandosi battaglia come navi spaziali, mentre orrendi cortei mostrano un campionario inesauribile di demoni e bestie. Nessuno fino ad allora aveva rappresentato questa tematica con tale potenza visionaria e allucinatoria. Il medesimo soggetto, nella tavola del Prado, si spoglia delle orgiastiche ridde infernali per assumere un carattere meditativo ed enigmatico. L’iconografia del santo oggetto di molteplici tentazioni trova pregevole incarnazione nella tavola di Bernardo Parentino dalla galleria Doria Pamphilj, in un’opera fiamminga di bella fattura derivata dalla celebre stampa di Martin Schongauer e in altri lavori presenti in mostra.

Il trittico dei santi eremiti

Appartenuto al cardinale veneziano Domenico Grimani, e proveniente dalle gallerie dell’Accademia, il trittico dei santi eremiti testimonia la fascinazione del collezionismo italiano verso un mondo altro“, totalmente nordico. Elementi maligni circondano i tre anacoreti: San Gerolamo, Sant’Antonio e Sant’Egidio. Paesaggi notturni screziati da bagliori di incendi infernali definiscono il paesaggio. L’ascetismo è insidiato da una messe infinita di tentazioni diaboliche.

Grottesche

Refrattaria a qualsiasi schematica definizione, la storia dell’arte è sempre più complessa di quanto comunemente si creda. Così il Rinascimento non appare come un fenomeno univoco, ma è in realtà composto da illimitate suggestioni. Ad esempio la decorazione a grottesche, ispirata dalla scoperta della Domus aurea neroniana, spalanca le porte a un’infinità di minuzie espressive. In Spagna Alfonso Berruguete, nel Retablo de San Benito, costruisce una vera e propria macchina scultorea in legno policromo fortemente influenzata dall’arte peninsulare. Modi “alla fiamminga”, pregni di motivi fantastici, investono in ampia misura l’architettura italiana quanto quella iberica. La grottesca diviene terreno ideale per la proliferazione di bizzarre invenzioni, filiazione diretta dell’arte di Bosch.

Un mondo onirico

Il tema del sogno investe le arti figurative e la letteratura, ispirato anche dalla riscoperta di manoscritti antichi su tale soggetto. Opere di Brueghel il Vecchio, di Dürer e altri testimoniano la fascinazione per un mondo onirico e sfuggente. Incubi tormentano gli uomini, come nel cartone anonimo conservato a Strasburgo. Cortei e sabba infernali e evocano ossessioni stregonesche. Nell’opera dello Swanenburg impervi precipizi rocciosi di nordica suggestione accolgono bizzarre creature, mostri e demoni dalle fogge più disparate.

Gli arazzi e le corti

Una serie di arazzi alla maniera di Bosch, appartenuta al re di Francia Francesco I di Valois, testimonia l’interesse delle corti verso l’artista. Il pezzo perduto degli arazzi dell’Escorial, che raffigurava l’assalto all’elefante, viene sostituito in mostra da un dipinto proveniente dagli Uffizi sul medesimo soggetto. L’iconografia peculiare riflette il gusto per l’esotico, del quale il pachiderma è simbolo. La grande fortuna di cui godette Bosch presso i regnanti, e in particolare presso gli Asburgo, è testimoniata anche dall’interesse dei collezionisti e dei mecenati legati agli ambienti cortigiani.

Wunderkammer

BoschL’ansia spasmodica del collezionismo, la predilezione per il meraviglioso e il fantastico adombra la paura del vuoto. Gli universi di Bosch, affastellati di figure e particolari, di architetture bizzarre e avviluppate da una natura favolistica, appaiono come un esorcismo della morte. Il Vertumus di Arcimboldo evoca l’ossessione di Rodolfo II per i mondi bizzarri, per le rarità, per i fantocci meccanici. Il ritratto del sovrano composto da verdure, frutti e fiori è esso stesso una collezione di oggetti, artificiosa e perciò legata al mondo onirico. In maniera indiretta, la lezione di Bosch traspare anche in queste immagini fantasmatiche. Dai volti di questi manichini inanimati il vuoto ci schernisce con i suoi lazzi farseschi. Il comico appare a sua volta specchio del demoniaco.

Il Giudizio

Alla fine dei tempi ci attende il giudizio, il verdetto inappellabile del tribunale celeste. Nel trittico del Giudizio di Bruges le punizioni alle quali sono sottoposti i dannati occupano quasi interamente la scena. Le consuete diavolerie ci rammentano che lo sguardo di Bosch è, essenzialmente, pessimista. Il suo moralismo resta comunque enigmatico, ermetico e impenetrabile come i mondi che ha saputo costruire con immensa scaltrezza.

 

Riccardo Cenci

Foto © DGPC/Luísa Oliveira, ministero della Cultura, Comune di Milano, Kunstkammer Georg Laue, Gallerie degli Uffizi, Skokloster Castle Collections, Bridgeman Images

Video © Eurocomunicazione

 

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Palazzo Reale – Milano

Bosch e un altro Rinascimento

a cura di Bernard Aikema, Fernando Checa Cremades e Claudio Salsi

fino al 12 marzo 2023

Orario: da martedì a domenica 10:00 – 19:30 – il giovedì chiusura alle 22:30

Biglietti:

Open € 17,00 – Intero € 15,00 – Ridotto € 13,00

Catalogo 24 ORE cultura

www.palazzorealemilano.it

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Immagini

In evidenza

Jheronimus Bosch
Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio – particolare
1500 circa
Olio su tavola
Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga
© DGPC/Luísa Oliveira

Dall’alto

Jheronimus Bosch
Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio – particolare
1500 circa
Olio su tavola
Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga
© DGPC/Luísa Oliveira

Jheronimus Bosch
Trittico dei Santi Eremiti
1495-1505 circa
Olio su tavola
Venezia, Gallerie dell’Accademia
© Gallerie dell’Accademia di Venezia / su concessione del ministero della Cultura

Marcantonio Raimondi o Agostino Veneziano
Lo Stregozzo
Prima metà XVI secolo
Bulino
Milano, Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”
© Comune di Milano

Jacob Van Swanenburg
Le tentazioni di sant’Antonio
1595-1605 circa
Olio su pietra
Collezione privata
© Kunstkammer Georg Laue, Monaco di Baviera

Copia da Jheronimus Bosch
Scena con elefante
XVI secolo
Olio su tela
Firenze, Gallerie degli Uffizi
© Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi

Giuseppe Arcimboldo
Vertumnus
1590
Olio su tavola
Skokloster Castle Collections / National Historical Museum, Svezia
© Skokloster Castle Collections / National Historical Museum, Svezia

Jheronimus Bosch
Giudizio finale
1500 circa
Olio su tavola
Musea Brugge, Bruges
© Lukas – Art in Flanders VZW/Bridgeman Images

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