Dal 16 settembre al 18 ottobre 2026, la Galleria Il Frantoio espone i disegni dei Drammaturghi e gli storyboard in dialogo con la Settima arte
Della grande creatività di Mimmo Paladino, ormai artista di fama internazionale, impegnato con le sue opere anche nel significato sociale della nostra esistenza contemporanea sappiamo molto. Forse un lato meno conosciuto è il suo impegno nel disegno. La mostra che si terrà dal 16 settembre al 18 ottobre 2026 presso la Galleria Il Frantoio di Capalbio (Grosseto) presso / Storyboard a cura di Davide Sarchioni, riunisce opere su carta realizzate da Paladino tra il 2005 e il 2018.
Il titolo della mostra Mimmo Paladino Drammaturghi/Storyboard, che verrà inaugurata alla presenza dell’artista mercoledì 16 settembre alle 18 nell’ambito della quinta edizione del Capalbio Film Festival, vuole essere un omaggio al rapporto fra cinema e teatro da parte di uno dei maggiori protagonisti della Transavanguardia. Infatti Paladino ha sviluppato una ricerca che dalla pittura e dalla scultura si è estesa al disegno, all’architettura, alla scenografia e al cinema. La mostra concentra l’attenzione sul disegno attraverso due nuclei di opere su carta, I drammaturghi e Storyboard, che documentano il rapporto dell’artista con teatro, letteratura e cinema, individuando nel disegno uno spazio nel quale figure, simboli, archetipi, segni e colori vengono elaborati prima di assumere una forma definitiva.
Le opere dei drammaturghi
Sono sedici le opere della serie I drammaturghi, dedicata ad altrettante figure della storia del teatro. Il primo nucleo è del 2005, mentre nel 2018 Paladino ampliò la serie per la mostra-installazione Paladino al Teatro Valle. 19 drammaturghi e un sipario in scena. I soggetti comprendono Antonin Artaud, Samuel Beckett, Bertolt Brecht, Eschilo, Carlo Goldoni, Eugène Ionesco, Molière, Luigi Pirandello, William Shakespeare, August Strindberg, Henrik Ibsen, Sarah Kane, Carmelo Bene, Majakovskij e Dario Fo. I loro volti vengono restituiti attraverso segni, frammenti e campiture cromatiche.
Il teatro è una componente ricorrente nella ricerca di Paladino che negli anni ha collaborato con registi, scenografi e attori. Esperienza principale all’origine della Montagna di sale.
Mimmo Paladino e il cinema
Anche con la Settima arte Paladino ha avuto numerosi interessi narrativi. Nel 2006 ha realizzato Quijote, primo lungometraggio ispirato al romanzo di Cervantes, mentre nel 2022 ha diretto La divina cometa, liberamente ispirata al mondo dantesco. La mostra di Capalbio è importante perché evidenzia nel suo nucleo centrale gli appunti e le sequenze in confronto con i drammaturghi. L’inaugurazione sarà accompagnata dalla proiezione di Quijote, interpretato da Peppe Servillo e Lucio Dalla, il 16 settembre al Nuovo Cinema Tirreno di Borgo Carige, e poi sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2026.
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Paolo Montanari
Foto © Il Giornale dell’Arte, Il Giornale d’Italia













