Alla Rocca Maggiore un percorso tra opere, pace e responsabilità sociale, con un dialogo inedito ispirato alla figura di Papa Francesco
Fino al 4 ottobre la Rocca Maggiore di Assisi ospita la mostra inedita di Michelangelo Pistoletto “Franciscus, Fratello“, in arte. Un evento artistico unico nel suo genere che approfondisce il rapporto tra arte, spiritualità e responsabilità sociale, mettendo in dialogo alcune delle opere più significative dell’artista.
È la prima volta nella storia dell’arte che un artista proclami Papa Francesco come “Primo Santo dell’Arte“. Non un’azione religiosa ma un’azione interna al linguaggio dell’arte, che riconosce in Francesco una figura capace di trasformare la vita in opera e la spiritualità in responsabilità generale.
L’iniziativa, che abbraccia Assisi e la storia di San Francesco nell’ottavo centenario della morte, con i capolavori di Giotto, è promossa dal Comune di Assisi e Opera Laboratori, in collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Galleria Continua, con il patrocinio della Regione Umbria. La mostra è curata da padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero Vaticano per la cultura e l’educazione, e presenta un significato molto profondo che coinvolge una pluralità di aspetti, soprattutto etici e artistici.
“La Pace preventiva” e il Terzo Paradiso
In un certo senso la mostra inedita di Michelangelo Pistoletto si collega con l’opera pubblica “La pace preventiva”, inaugurata a Cervignano del Friuli, in cui lo scultore amplia il percorso del Terzo Paradiso inserendo l’opera in una rete di progetti territoriali e interrogando il ruolo dell’arte nella costruzione di nuove forme di alleanza. La pace, che è alla base dei discorsi apostolici non solo di Papa Francesco ma anche di Papa Leone XIV, trova nella ricerca artistica di Pistoletto – più che ventennale – non solo il simbolo della colomba, ma un gesto semplice, quotidiano. La semplicità che Pistoletto ha ripreso nella mostra di Assisi.
“La pace preventiva” è realizzata da tre fili che prendono corpo solo attraversandosi, senza perdere la propria identità. L’aggettivo “preventiva”, normalmente associato al linguaggio dell’emergenza o della sicurezza, viene svincolato dalla logica della risposta per essere ricondotto a quella della cura. In questo momento di grandi tensioni geopolitiche e di guerre, la pace per Pistoletto non coincide con la sospensione del conflitto, quanto con la creazione paziente delle condizioni che rendono possibile la convivenza. In questa prospettiva, la pace smette di essere un orizzonte astratto e diventa un esercizio quotidiano. Se il Novecento ha spesso affidato all’opera il compito di rappresentare il Mondo, il Terzo Paradiso sembra oggi interrogarsi sulla possibilità di predisporre le condizioni affinché quel Mondo sia abitato.
“Francesco – Il Papa venuto dalla fine del Mondo”
Per ricordare Papa Francesco, a un anno dalla morte, la casa editrice Nisroch ha pubblicato il volume a cura di Roberto Cutaia “Francesco – Il Papa venuto dalla fine del Mondo”. Il libro presenta un’interessante prefazione del cardinale Pietro Parolin, sottosegretario di Stato, che ha scritto: «Nei 12 anni, un mese e 8 giorni del suo Pontificato, Papa Bergoglio ci ha aiutato a percepire e riconoscere che anche nei tempi difficili e confusi il Cuore di Gesù salva i cuori di uomini e donne, giovani e anziani, abbracciandoli col suo perdono e la sua misericordia».
«Camminando nell’alveo della grande Tradizione della Chiesa, dal Concilio di Nicea fino al Vaticano II, Papa Francesco ha espresso il desiderio e la domanda di veder crescere in tutta la Chiesa l’impero di un rinnovato slancio missionario, generato non dalle ansie di proselitismo ma dall’attrattiva stessa di Cristo, che muove e cambia la vita dei battezzati, operando attraverso la loro testimonianza. Ha aperto nuove vie di dialogo e unità con i credenti di tutte le fedi e anche con i non credenti».
«Ha ripetuto che i prediletti di Cristo sono i poveri. (…) Sono sempre i poveri di tutte le nazioni a mendicare per primi il dono senza pari della pace. Con lungimiranza Papa Francesco ha colto i segni premonitori di quella che lui ha chiamato la “terza guerra mondiale a pezzi”», un segno che trova oggi conferma nel verificarsi di tragici eventi.
Il libro è arricchito da numerosi contributi su vari temi: quello educativo, il rapporto con Rosmini, il rapporto con i minori, la teologia di Francesco curata da un saggio di Bruno Forte e un importante contributo di Markus Krienke dal titolo “Da Leone XIII a Leone XIV: la Dottrina sociale della Chiesa di fronte alla sfida digitale”.
Paolo Montanari
Foto © Visit Assisi, Umbria 24













