Eccezionalmente numerosi gli incendi nel sud-ovest della Francia e nel centro della Spagna. Attivato meccanismo di protezione civile Ue
La situazione più critica è a Cap Ferret in Francia sulla costa atlantica seguita dalle regioni di Madrid, Castiglia e Leon in Spagna. Nella Regione iberica il rischio principale è l’unione di più focolai e roghi in un unico grande fronte di fuoco che avrebbe un potenziale distruttivo devastante. Sono ad oggi ben oltre 87.000 le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni in entrambe Regioni. Un dato, purtroppo, in continua evoluzione. Di fronte alla dimensione eccezionale dell’emergenza i due Paesi hanno attivato il meccanismo di Protezione Civile dell’Unione europea che ha già predisposto l’invio di mezzi antincendio.
Le evacuazioni di massa
L’incendio a Cap Ferret, una Penisola a circa 60 chilometri da Bordeaux, è scoppiato mercoledì scorso e nonostante gli sforzi enormi attuati per contenere il pericolo il fuoco prosegue e avanza ormai senza controllo. Una località conosciuta e tra le più rinomate per le sue spiagge, le ville di lusso e gli allevamenti di ostriche vede le fiamme che hanno già distrutto oltre 125 chilometri quadrati di vegetazione costringendo migliaia di persone a fuggire.
Molti, abitanti e turisti, oltre 1.500, sono dovuti scappare addirittura via mare utilizzando qualunque natante disponibile per raggiungere la vicina Arcachon, mentre gli evacuati in totale raggiungono le decine di migliaia. I numeri provvisori sono impressionanti e continuano a crescere con oltre 52 abitazioni e un campeggio distrutti.

Un altro numero che lascia senza parole è quello dei due decessi e degli oltre 40 vigili del fuoco che sono rimasti feriti durante le operazioni di spegnimento dei 30 incendi boschivi attualmente attivi e da circoscrivere, così come confermato dal ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez. Anche l’esercito delle forze armate francesi è stato mobilitato, più di mille militari, per unirsi agli sforzi dei vigili del fuoco in Gironda, l’immensa area geografica, boschiva e vinicola che circonda la città di Bordeaux. Quella che viene ormai chiamata la stagione degli incendi continua ad allargarsi anno dopo anno con oltre 50.000 ettari andati in fumo nel 2026 e che rappresentano una superficie tre volte maggiore rispetto allo stesso periodo del 2025.
Spagna, stato di emergenza nazionale
Il Governo spagnolo si è trovato per la prima volta nella storia del Paese a dichiarare lo stato di emergenza nazionale per incendi boschivi. I roghi, che interessano le Comunità di Madrid e di Ávila, si stanno allargando velocemente e il rischio, che mai si era presentato prima, è la nascita di un unico fronte di fuoco dovuto all’unione dei diversi focolai. Il delegato del Governo in Castiglia e León, Nicanor Sen, ha già dichiarato che resta davvero pochissimo tempo prima che il largo incendio di Burgohondo raggiunga quello attivo nell’area di Madrid.
Un’eventualità del genere renderebbe quasi ingestibile il contenimento delle fiamme e purtroppo, apparendo molto probabile, rappresenta il punto di maggior attenzione in questo momento. Le autorità locali hanno calcolato circa 40.000 persone solo nell’area di Madrid che hanno dovuto far fronte all’evacuazione dalle proprie abitazioni o, nel migliore dei casi, a dover rimanere rinchiuse nelle stesse a protezione della propria vita. La storia di questa Regione non ha mai conosciuto un’emergenza di tale portata e la stessa presidente della comunità di Madrid ha definito questi incendi come i peggiori mai registrati finora.
Cominciano i primi arresti per incendio doloso
Un’emergenza incendi che porta anche a una serie di indagini perché appare abbastanza ovvio che almeno una parte dei focolai che si sono sviluppati siano in realtà non di origine naturale bensì antropica e appiccati con dolo. Il dolo è anche spesso dovuto all’utilizzo di macchinari agricoli di cui è vietato l’uso in caso di siccità proprio perché riconosciuti tra le possibili cause di innesco incendi.
Una eventualità poco nota al grande pubblico ma ben conosciuta nel mondo dell’agricoltura e tra le autorità deputate a questo tipo di indagini. Si cercano quindi le responsabilità del disastro anche se purtroppo non servirà a risolvere il problema contingente. Per ora ci sono una persona arrestata e un’altra indagata per l’incendio di Burgohondo. La Guardia Civil ha effettuato ulteriori arresti in Castiglia e León proprio per l’utilizzo di macchinari agricoli non autorizzati durante un periodo di estrema siccità, in violazione delle norme di sicurezza.
Canadair e mezzi di supporto inviati dalla comunità europea
Sono in arrivo in Francia mezzi aerei da Slovacchia, Repubblica Ceca, Croazia e Portogallo. Quattro Canadair, gli aerei antincendio usati per lo spegnimento dei focolai con lo scarico di tonnellate d’acqua in volo radente, stanno giungendo anche in Spagna, due dalla Grecia e due dall’Italia. Anche equipaggiamenti di terra arrivano dai diversi Stati membri, per supportare i vigili del fuoco locali in questa drammatica battaglia contro il tempo.
Un altro grande aiuto è dato poi dalla disponibilità del sistema satellitare Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea che con la sua avanzata flotta di satelliti denominati Sentinel fornisce agli analisti e ai soccorritori immagini dettagliate dall’alto utili per coordinare con maggior efficacia i voli dei Canadair sulle aree colpite. Queste mappe, aggiornate in tempo reale, stanno già supportando attivamente le operazioni sul campo attraverso il monitoraggio dallo spazio. Dunque rivelando il sistema utile e molto efficace per coordinare le azioni di intervento e per massimizzare i risultati di spegnimento e contenimento dei fronti di incendio.
Secondo gli esperti esiste un cocktail di elementi che creano la “tempesta perfetta”, una grave crisi che, con temperature estreme e forti venti, alimentano roghi devastanti. Il bilancio umano e sociale è pesantissimo.
Per non rincorrere sempre l’emergenza
Ovviamente il primo agente in causa è il cambiamento climatico, ma ci sono altri elementi come il progressivo spopolamento delle aree rurali. In altre Regioni invece si verifica il caso in cui la vegetazione arriva a lambire i centri abitati creando le condizioni ideali per la distruzione delle abitazioni e l’evacuazione degli abitanti con il fuoco che può raggiungere molto rapidamente villaggi e Paesi con roghi sempre più difficili da domare o almeno da contenere.
La salvaguardia del territorio e la sicurezza delle vite umane impongono una svolta culturale attiva e profonda. È urgente essere preparati il più possibile, sensibilizzare ed educare le comunità che abitano a ridosso delle aree boschive a una cultura del rispetto come pure strutturare una prevenzione metodica e sistemica in grado di neutralizzare il pericolo disinnescando l’emergenza prima ancora che il suolo secco si incendi.
Sicuramente le previsioni per il futuro rimangono infuocate, sono già allo studio nuovi piani per affrontare le stagioni degli incendi che, purtroppo, saranno sempre più aggressive. Ma la consapevolezza sociale dei cittadini ha un ruolo determinante. Sappiamo che oltre il 95% degli incendi nell’Europa sudoccidentale è legato ad azioni umane, dunque il comportamento di residenti e turisti può fare la differenza tra un bosco salvo e una catastrofe, consci che un intervento nei primi dieci minuti (numero di emergenza 112 a livello europeo) può evitare che un piccolo focolaio diventi un super-incendio indomabile.
Adamo De Palma
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