Alesse all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli deve mettere ordine e ripristinare la legalità e lo stato di diritto
Il concorso a dirigente delle Dogane in corso rischia di far scivolare la maggioranza di Governo su una buccia di banana lasciata da altri. Sono infatti ai nastri di partenza le prime nomine dei dirigenti in pectore dell’ultimo concorso a 40 posti bandito dalle Dogane sotto la Gestione Minenna.
La pubblicazione ad opera del “capo del personale” delle graduatorie delle singoli “specialità” dirigenziali previste dal bando che si pongono in aperta violazione del ruolo unico dirigenziale e dei concorsi unitari di accesso alla dirigenza previsti dalla SNA, si sta ultimando, per mettere tutti di fronte al fatto compiuto.
La determinazione direttoriale del 10 gennaio 2022
Già sono partite le lettere di incarico dal 1° giugno prossimo, con la richiesta di indicazione delle preferenze per le sedi. A fare da apripista, saranno i “chimici/dirigenti”, appena 6 persone per 6 posti. L’assenza di idonei non vincitori e l’esiguità dei concorrenti riduce a zero la possibilità di persone interessate a ricorrere.
La nomina di costoro farà da viatico alle altre nomine dirigenziali suddivise nelle varie segmentazioni volute da Minenna (di cui si trova traccia nella Det. Dir. del 10 gennaio 2022), senza un’adeguata base giuridica. Infatti, l’intenzione dell’istrionico Minenna, poco attento agli aspetti giuridici, era quella di partire per poi realizzare, con la sponda del precedente ministro della Funzione Pubblica ruoli e profili professionali diversificati rispetto all’attuale ruolo unitario della dirigenza pubblica. Intento naufragato con la caduta del precedente Governo.
Lo sviluppo delle indagini potrebbe compromettere il concorso
L’unica parola d’ordine che ora gira negli ambienti della direzione del personale dell’Agenzia è: “fare presto“, in quanto c’è la consapevolezza che il cerchio si stia stringendo da parte della Procura e di altre Authority nei confronti dei vertici della precedente gestione che hanno voluto e gestito questo concorso e che attualmente continuano a gestirlo.
Sembrerebbe, infatti, che il concorso sia stato voluto dal precedente vertice dell’Agenzia proprio per ricompensare i fedelissimi, di cui molti nomi sembra compaiano nelle graduatorie. Questo è quello che la Procura dovrà accertare.
Nel frattempo cominciano a vacillare le prime teste, con la notifiche da parte dell’ANAC nei confronti del precedente vertice dell’Agenzia, del suo sostituto e dello stesso capo del personale.
Provvedimenti disciplinari
L’Autorità anticorruzione, infatti, ha notificato a costoro l’avvio del procedimento sanzionatorio che costringerà il consigliere Alesse, finora ignaro di molte vicende e che pertanto ha ritenuto opportuno che il capo del personale continuasse ad occuparsi del concorso, a dover aprire obbligatoriamente nei confronti di questi un procedimento disciplinare, per poi sospenderlo fino a conclusione del procedimento stesso.
Questo comporterà necessariamente lo spostamento del capo del personale non più compatibile con questo ruolo, già lo sarebbe per altre vicende, ma questo il direttore Alesse lo ignora.
A questo punto il consigliere Alesse, che finora è riuscito a non farsi tirare per la giacchetta, tra chi vuole che il bando venga annullato in autotutela e chi invece vuole portare questo concorso a tutti i costi a termine, sarà costretto a nominare un nuovo dirigente in sostituzione dell’attuale direttore del personale. Peraltro dirigente di seconda fascia che, come noto, farebbe di tutto per raggiungere i 5 anni nella prima fascia per andare poi in pensione con tale ultima qualifica.
L’ora delle decisioni
Pertanto il consigliere Alesse dovrà prendere provvedimenti, anche alla luce degli sviluppi delle indagini della Procura che si sono concluse e di altre che si stanno concludendo e che interessano le medesime persone e molti dei partecipanti a questo concorso.
Al momento, però, dopo la pubblicazione delle graduatorie da parte del capo del personale, la palla è passata nuovamente a livello politico che dovrebbe approvare, ignaro dei retroscena, il “nuovo regolamento di amministrazione”. Con il quale si sta cercando di sanare in via amministrativa, in mancanza di presupposti di legge, il bando di concorso ed il concorso stesso nato viziato per l’illegittima ripartizione del ruolo unico della dirigenza pubblica, segmentato arbitrariamente da Minenna e foriero di futuri e infiniti contenziosi. Nonché per altri vizi di sostanza troppo lunghi e articolari da illustrare in questa sede.
Se tutta questa concatenazione di eventi dovesse realizzarsi la responsabilità di aver portato a termine un concorso nato più che claudicante completamente privo di gambe, cadrà inevitabilmente sul livello politico attuale che invece di annullarlo lo ha portato avanti.
Pronto l’attacco a Leo?
La stessa opposizione, sebbene interessata che il concorso sia portato a temine nel perseguimento di interessi di parte, una volta che i giochi sono tratti, non si farà sfuggire di mano la ghiotta occasione di chiedere le dimissione del viceministro dell’Economia, sul quale ricadrà la responsabilità per non aver posto il veto su tale concorso.
Nell’inconsapevole volontà di cercare di risolvere gli endemici problemi legati al personale delle Dogane così come gli è stato falsamente rappresentato dall’ampia platea di amicizie e conoscenze trasversali, maturata nella suo lunga e prestigiosa carriera politica, amministrativa a libero professionale.
Sfrontato il campo da questo concorso, la cui conclusione lascerebbe sul campo morti e feriti, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo dovrebbe farsi fautore di una soluzione alternativa ai tradizionali concorsi alla dirigenza pubblica che sistematicamente cadono sotto il vaglio giuridico e della magistratura penale, ledendo l’immagine delle Amministrazioni.
Una possibile soluzione dovrebbe passare attraverso l’apicalizzazione dei funzionari ai vertici dotati degli skills professionali tenuti fuori dalle precedenti riforme che hanno invece riguardato i medici e segretati comunali, oltre a nuove e più adeguate ai tempi procedure che effettivamente evitino sperequazioni tra i candidati e motivi di attrito, attraverso valutazione comparative così come già avviene in altre amministrazioni pubbliche, con criteri oggettivi e trasparenti.
Sophia Ballarin
Foto © Valledaostaglocal, Concorsando, Primapaginanews













