Notevole la partecipazione all’evento, con la presenza di 122 aziende produttrici nei banchi di assaggio. Il più anziano che ha ricevuto l’attestato ha 71 anni, il più giovane 21
L’anno sociale 2023-2024 dell’Ais (Associazione italiana sommelier) Lazio si chiude con 150 nuovi sommelier, a coronamento di una intensa attività svolta dalle delegazioni della Regione e organizzando corsi all’Università Roma Tre, alla Nato, alla Guardia di Finanza presso la sede di Villa Spada, all’interno di scuole alberghiere. E, non ultimo, è da registrare un numero consistente di oltre 1.000 neo sommelier negli ultimi 5 anni. La serata di chiusura, che ha avuto come tema “L’altro mondo del metodo classico”, si è svolta presso “A. Roma Lifestyle Hotel” sede dell’Ais Lazio con la presenza anche del presidente nazionale, Sandro Camilli. Un inno alle “bollicine” della Penisola, tanta è stata la partecipazione dei produttori (122) con una presenza notevole di wine lovers.
Così il presidente di Ais Lazio, Francesco Guercilena: «Un grande banco d’assaggio con bollicine uniche, provenienti da vitigni autoctoni e 150 nuovi sommelier insigniti del prestigioso attestato. Come presidente Ais Lazio non posso che essere orgoglioso della nostra Regione e del grande lavoro di organizzazione e coordinamento svolto dal delegato Marco Sanfilippo. I numeri delle persone che si avvicinano al nostro mondo sono in costante aumento soprattutto presso i giovani a conforto delle politiche messe in campo e della volontà degli appassionati di ricevere una preparazione professionale che non ha eguali».
Una serata in cui la premiazione dei “corsisti” è stato il filo conduttore. Bello vedere madre e figlio che applaudivano il marito/papà nuovo sommelier! Chissà se l’adolescente seguirà le orme del padre diventandolo a sua volta. Neo sommelier, produttori, pubblico numeroso come non si era mai visto negli ultimi anni, sono stati la cornice di una manifestazione il cui obiettivo è quell’attestato tanto agognato. Sono stai premiati uomini e donne, in età avanzata (il più “vecchio” 71 anni) e giovani (21 anni) tanto è ancora il fascino dell’attestato Ais. Nei banchi di assaggio delle “bollicine” erano rappresentate tutte le Regioni d’Italia (mancavano soltanto Trentino Alto Adige e Calabria). Un dato su tutti: nel 2023 sono state consumate 936 milioni di bottiglie di spumanti italiani, il 70% delle quali esportate all’estero.
Un classico
Non potendo fare la descrizione degli spumanti presenti sui banchi, abbiamo scelto come paradigma “La Hoz Rosé” di Umani Ronchi, una storica azienda marchigiana che oltre 60
anni fa, a Cupramontana, comincia la sua attività vitivinicola che oggi vede la produzione di ottimi rossi, bianchi e rosé. Premiata come “Cantina dell’anno” nella guida “Vini d’Italia 2024” del Gambero Rosso. «La Hoz Rosè metodo classico nature nasce nel cuore del Conero, a Osimo, nella zona più a nord di coltivazione del Montepulciano» – spiega Monica Ippoliti, area commercia Italia dell’Azienda marchigiana – «dove le uve sono influenzate da caratteri marini e dal sottosuolo calcareo. Spumantizziamo questo prodotto usando le uve destinate alla riserva: 80/90 quintali per ettaro la resa massima. Sono 30 i mesi sui lieviti prima del remuage e della sboccatura. La produzione annua dell’Azienda è di 3 milioni 200mila bottiglie, mentre sono 5.000 le bottiglie per “La Hoz Rosé”».
Enzo Di Giacomo
Foto © Enzo Di Giacomo













