Grandi personaggi, da Sergio Castellitto a Luca Guadagnino, da Ficarra e Picone a Franco Maresco e un omaggio al critico e storico Adriano Aprà
Una mostra del nuovo cinema giunta alla 60ª edizione nell’anno di Pesaro Capitale italiana della Cultura che coincide purtroppo con la scomparsa di uno dei pilastri dell’evento cinematografico: il critico e storico del cinema Adriano Aprà.
È il direttore della mostra, Pedro Armocida, a presentare la sua figura, che è stato spettatore, curatore fin dalla prima edizione nel 1965. Un critico militante Adriano, amico e intellettuale cartesiano che, insieme a Bruno Torri e Lino Miccichè, fondarono e idearono il festival internazionale più colto di tutte le kermesse mondiali. In memoria di Adriano Aprà la mostra ha presentato il suo film “Rossellini visto da Rossellini“, 1993, e, nella sala Pasolini del Teatro Sperimentale “Olimpia agli amici“, 1970. Presenti per il ricordo, Pedro Armocida, Fulvio Baglivi, Cecilia Ermini, Patrizia Pistagnesi e Stefania Parigi.
Ospite d’apertura
Il famoso attore e regista Sergio Castellitto ha festeggiato a Pesaro i vent’anni della sua seconda opera da regista “Non ti muovere“. «Questo film ha segnato la mia vita e la mia
carriera per tanti motivi e stabilisce un passaggio cruciale», ha affermato. «Non esisterebbe senza la scrittura di Margaret Mazzantini, mia moglie e la madre dei miei figli. Lessi il suo romanzo e da quel momento fu l’inizio di un cambiamento esistenziale. Anche se non era una storia facile dal punto di vista emotivo, il film lo girammo in stato di grazia. Tutti, dalla protagonista Penelope Cruz a Margaret, alla troupe che era ammaliata, in un’estate romana torrida in mezzo a cantieri abbandonati. Tutto era preparato eppure tutto era sorgivo». «Oggi», ammette lo stesso Castellitto, «quel film sarebbe molto difficile da realizzare, per la durezza e la violenza a cui il personaggio è sottoposto».
Omaggi
Due importanti retrospettive alla kermesse di Pesaro a Franco Maresco, già noto per i suoi film grotteschi con Daniele Ciprì, che ha continuato a fare un cinema spietato, pazzo, geniale e controcorrente, facendo dell’ironia e della comicità i due pilastri dei suoi film.
La retrospettiva di Luca Guadagnino, uno dei registi italiani più conosciuti a livello internazionale, presenta dei film che riprendono la struttura dei generi cinematografici classici che vengono poi reinventati da Guadagnino. Si passa dal documentario, all’horror, al dramma decadente che si avvicina al thriller. Guadagnino dialoga continuamente con il cinema del passato e con i suoi modelli come Bernardo Bertolucci.
Ridere sul serio
Erano anni che la mostra non dedicava una retrospettiva al genere comico. Vengono presentati i 10 film di Ficarra e Picone. Studiare il comico significa riflettere sugli equilibri, i luoghi comuni, il buon senso, il sentimento del pudore di una società. Questi due comici come Checco Zalone e Paola Cortellesi sono le punte più avanzate della commedia popolare.
Paolo Montanari
Foto © Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè, Facebook













