Calcio, Dybala: i grandi “no” da Riva a Vanenburg, a Lucarelli

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Colpo di scena dell’argentino che rimane alla Roma. Nel 1995 Baggio rifiutò l’Inter, nel 2002 Totti il Real Madrid

“Grazie Roma, ci vediamo domenica”. Poche righe e nella Capitale, sponda giallorossa, l’emozione è esplosa. Paulo Dybala, da giorni, era ormai visto lontano da Roma, in queste ultime ore veniva dato per certo il passaggio al calcio arabo, all’Al Qadsiah, formazione neo promossa in Saudi Pro League, dove avrebbe guadagnato cifre pazzesche, si è detto fino a 75 milioni di euro in tre anni. Ora la sorpresa social: il post sul profilo del campione argentino, che avrebbe quindi rifiutato l’offerta araba, con un video della sua presentazione al Colosseo Quadrato a cui ha aggiunto la frase che i tifosi giallorossi stavano aspettando: “Grazie Roma, ci vediamo domenica” allo stadio Olimpico in occasione della partita con l’Empoli.

La rivincita giallorossa

DybalaQuando intorno all’ora di cena sul profilo di Paulo Dybala è apparso il post con l’appuntamento a domenica sera, allo stadio Olimpico di Roma, per la gara con l’Empoli, per i tifosi giallorossi più attempati è stato come vivere una piccola grande rivincita dopo la famosa “beffa Vanenburg”. Il talento argentino era ormai sulla via dell’Arabia Saudita, destinazione Al Qadsiah, club neo promosso in Saudi Pro. Come nel 1988 quando Gerald Vanenburg, in quel momento una delle ali più forti al Mondo, era ormai a un passo proprio dalla Roma. Il talento olandese, in campo nella famosa finale dell’Europeo che vide Marco Van Basten segnare il famoso gol al volo all’Urss, aveva anche firmato un contratto con il club del presidente Dino Viola, che lo avrebbe pagato 8 miliardi di lire al PSV Eindhoven. Ma all’improvviso e misteriosamente l’affare saltò, sembra per evitare una rivoluzione dell’ambiente olandese dopo la cessione di Ronald Koeman al Barcellona.

Il “Gran Rifiuto” di Riva

Si decise di tenere un campione, si scelse Vanenburg. L’enorme delusione, che rimase tale perché la Roma tentò anche di fare ricorso all’Uefa, inutilmente, rimase nella storia del club giallorosso. Mettendo da parte la Roma, facendo un salto indientro nel tempo ancora più lungo, si arriva inevitabilmente a Gigi Riva. Scomparso proprio il giorno 22, ma del gennaio scorso, oltre che per le sue straordinarie qualità di calciatore, viene ricordato per il “Gran Rifiuto”. Il grande campione arrivato dalla provincia di Varese a Cagliari poco meno che ventenne, pieno di dubbi, decise che la Sardegna sarebbe diventata la sua seconda casa. Anche e soprattutto quando nell’estate del 1973. Seguito da diverse squadre del Nord, disse no alla Juventus che era disposta a cedere diversi giocatori e a spendere un miliardo di lire pur di averlo.

Lucarelli e soprattutto Totti

«La Sardegna mi aveva conquistato», racconterà nelle sue interviste ricordando quei tempi, «sarebbe stata una vigliaccata andare via, malgrado tutti i soldi della Juve». Dal miliardo di Riva al miliardo di Cristiano Lucarelli. Nell’estate del 2004, infatti, l’attaccante toscano decise di rifiutare la cifra così importante per rimanere nella sua Livorno e in serie B, dicendo no alla proposta del Torino che era comproprietario del suo cartellino. Tornando in casa Roma, non si può non ricordare capitan Francesco Totti. Il club giallorosso aveva appena vinto lo scudetto, mentre in casa Real Madrid il presidente Florentino Perez stava mettendo insieme campioni su campioni, i “Galacticos” per eccellenza.

Baggio tra “tradimenti” e sponde lombarde

Il club lo avrebbe voluto e riuscì, pare, a convincerlo. Ma alla fine, consigliato da famiglia e amici, Totti decise di rimanere a casa, nella sua Roma, dando l’ennesima dimostrazione di amore eterno ai giallorossi. Altro trasferimento, mancato, che fece discutere fu quello di Roberto Baggio dalla Juventus all’Inter. Già protagonista del passaggio dalla Fiorentina ai bianconeri nell’estate del 1990, con i tifosi toscani che scesero in piazza tentando di scongiurarlo, a causa di contrasti con la società bianconera, oltre che per motivi economici, decise di andarsene. Era il 1995. Ma rifiutò una congrua offerta dell’Inter pur di passare al Milan. Un no, anche questo, che lasciò il segno. Anche se la decisione che poi lo soddisfò veramente fu il suo passaggio, nel finale della carriera, a Brescia.

 

Ludovico Stella

Foto © Goal.com

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