Forze armate turche schierate in Libia

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Forze armate

Paura per il Governo di Tripoli del ritorno del generale Khalifa Haftar che potrebbe nuovamente tentare un golpe

La recente mobilitazione militare turca in Libia solleva seri interrogativi mentre crescono i timori diffusi da alcuni ambienti di Ankara e Tripoli su una recrudescenza della crisi, se non addirittura un colpo di Stato del generale Khalifa Haftar. Ankara, decisa a mantenere la sua influenza e a “proteggere” il Governo di Tripoli sotto Dbeibeh, sta procedendo con rinforzi militari, inviando messaggi chiari in ogni direzione. Secondo il sito web nazionalista estremo TRhaber, hanno iniziato a rafforzare la loro presenza con aerei da trasporto A400M Koca Yusuf in costante volo verso il Paese, anche se il carico militare trasferito rimane sconosciuto. Citando una mappa della traiettoria, i voli sembrano terminare alla base aerea di Vatiya, dove la Turchia mantiene una forte presenza militare e il controllo.

Stando al rapporto del sito turco, “il leader del golpe Khalifa Haftar sostenuto dalla Russia e dall’Occidente, ha dimostrato ancora una volta che non sta abbandonando il suo obiettivo di assumere il Governo del Paese in Libia e ha agito di nuovo”. Il capo delle forze armate nell’est del Paese che non aveva avuto successo con gli sforzi della Turchia, è riapparso come una minaccia dopo circa 4 anni. Tuttavia, altre forze libiche, particolarmente quelle di Misurata e Zawiya, si stanno preparando a contrastare le mosse.

Mobilità di Haftar: come la giustifica

Questa mobilitazione arriva in risposta alle notizie secondo cui il generale Khalifa Haftar, con il sostegno della Russia e di alcuni Stati occidentali, sta preparando un nuovo colpo di stato per prendere il Governo della Libia. Secondo il quotidiano nazionalista Aydinlik, dopo il tentativo fallito nel 2019-2020, sembra essere in ripresa, con attività nel sud-ovest del Paese che hanno messo in allerta le forze turche e libiche. Il silenzio che ha prevalso dall’accordo di cessate il fuoco della Libia nel 2020 è stato rotto questa settimana con scontri tra milizie nel distretto di Tajura, a est di Tripoli. Il servizio di emergenza ha dichiarato che 9 persone sono morte negli scontri e 25, tra cui civili, sono rimaste ferite.

Haftar, che secondo i media libici e turchi sta cercando di impadronirsi di punti strategici, da parte sua, ha descritto la mobilitazione militare come “parte di un piano per salvaguardare i limiti del suo potere e rafforzare la sicurezza nazionale“. Il generale ha affermato che si sono spostati a sud-ovest per compiere quella missione e ha dichiarato che “non hanno preso di mira nessuno”. Secondo le informazioni ottenute da Asharq alAwsat, a seguito di un appello urgente ai membri della Joint Task Force di Misurata affinché si rechino “immediatamente” al quartier generale con tutto il loro equipaggiamento, i veicoli militari sono stati dispersi su una vasta area della Città.

Aero-sicurezza turca

La Turchia, dal canto suo, sembra aver reagito immediatamente, rafforzando le difese aeree presso la base di Vatiya. Secondo Aydinlik, Forze armatela base è ora protetta in aggiunta all’avanzato sistema di difesa aerea Hisar-O100, che ha sostituito quello americano Mim-23 Hawk, e il Korkut-100/35S Spaag. Questo sistema fornisce una protezione aggiuntiva contro le minacce aeree con i suoi cannoni rotanti da 35 mm e le munizioniAtom“. Military Africa, sito web dedicato alla difesa e ai sistemi militari, ha affermato che i radar AN/MPQ64, che aiutano a rilevare, identificare, classificare e segnalare le minacce aeree, tra cui elicotteri, aerei d’attacco ad alta velocità, missili alati e UAV, sono installati nella stessa base.

Il sito web britannico Middle East Eye ha riferito che il Governo di Dbeiba prevede di acquistare dalla Turchia gli UCAV Akinci e gli aerei da addestramento e da combattimento leggeri Hurkus. L’amministrazione aveva precedentemente anche acquistato dozzine di droni Bayraktar dalla Turchia. I rinforzi militari nella Regione sono prtiti a seguito della visita a Tripoli del capo di Stato maggiore generale Metin Gurak, il 15 luglio, dove ha discusso dell’approfondimento della cooperazione militare e delle esercitazioni congiunte con i funzionari libici.

Questi sviluppi stanno avvenendo mentre la Grande Assemblea Nazionale della Turchia si prepara ad approvare il memorandum turcolibico proposto dal presidente Recep Tayyip Erdoğan, che secondo fonti greche, concederebbe ulteriori libertà alle Forze armate turche in Libia. La narrazione che emerge dai media turchi sembra volta a giustificare l’espansione militare di Ankara in Libia, presentandola come una necessità strategica per contrastare le ambizioni di Haftar e garantire la sicurezza regionale.

 

George Labrinopoulos

Foto © Lasvolta2017, Insideover, Sofrep, SpecialeLibia

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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