«L’aggressione contro il Libano è una guerra di sterminio e un piano volto a distruggere i villaggi e le Città», ha dichiarato il premier Najib Mikati
Nonostante gli appelli internazionali Israele ed Hezbollah hanno minacciato di intensificare i loro attacchi oltre confine. Il presidente Usa, Joe Biden, ha assicurato che sta facendo «tutto il possibile» per impedire l’allargamento del conflitto. In vista dell’Assemblea generale dell’Onu, il numero uno delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha messo in guardia dalla possibilità che il Libano diventi «un’altra Gaza». Il rischio di una guerra totale è sempre più vicino.
Il grande ayatollah, Ali Sistani, massima autorità religiosa sciita in Iraq e nel Mondo, ha invitato a “fare tutti gli sforzi possibili per fermare la barbara aggressione“. Secondo una dichiarazione sul suo sito web, invita “i credenti” a “contribuire ad alleviare le sofferenze” dei libanesi e “a rispondere ai loro bisogni umanitari”.
Il Cremlino ha espresso «estrema preoccupazione» per le ulteriori tensioni in Medio Oriente. Una «situazione che si sta deteriorando ogni giorno», ha affermato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, alla domanda se Mosca teme un’escalation del conflitto. «Le tensioni stanno crescendo. L’imprevedibilità è in aumento. Questo è oggetto di estrema preoccupazione da parte nostra», ha continuato secondo l’agenzia Tass.
Nuovi raid
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che 50 persone sono morte negli attacchi israeliani nel Paese e ha ordinato agli ospedali del sud e dell’est di sospendere tutti gli interventi chirurgici non urgenti per poter curare i feriti. Secondo quanto riportato dal quotidiano Times of Israel l’esercito israeliano sta effettuando bombardamenti nella valle di Beqā. Un vice capo del gruppo sciita libanese, Naim Qassem, ha avvertito che si è entrati in «nuova fase» della battaglia contro Israele.
Gli attacchi erano stati annunciati dall’Idf (Forze di difesa israeliane) e l’agenzia ufficiale
libanese ha rivelato che dei cittadini libanesi hanno ricevuto messaggi sui loro telefoni fissi da Israele che chiede loro di evacuare i luoghi in cui si trovano. Lo stesso avvertimento è stato trasmesso anche all’ufficio del ministro dell’Informazione libanese, Ziad Makari, a Beirut che ha riferito di aver ricevuto una simile chiamata. L’esercito israeliano si è rivolto ai cittadini, consigliando di “stare lontani dagli obiettivi” di Hezbollah nel Sud del Libano. Sospese anche le lezioni nelle scuole di Beirut e nel distretto del Dahieh, roccaforte di Hezbollah nella periferia sud della Capitale.
“L’aggressione israeliana contro il Libano è una guerra di sterminio e un piano volto a distruggere i villaggi e le Città libanesi”. Lo ha dichiarato il premier libanese Najib Mikati, secondo quanto riportato dal sito online del quotidiano An–Nahar. Inoltre ha esortato “le Nazioni Unite, l’Assemblea Generale e i Paesi influenti a scoraggiare l’aggressione (israeliana, ndr)”.
Da questa mattina, l’aeronautica militare israeliana ha colpito più di 300 obiettivi di Hezbollah in Libano. Insieme all’aggiornamento, l’Idf ha pubblicato un’immagine del capo di stato maggiore, Herzi Halevi, che approva l’ondata di attacchi aerei dalla sala di comando sotterranea dell’esercito presso il quartier generale delle forze israeliane a Tel Aviv.
Nuovo attacco anche a Gaza
Sempre questa mattina l’esercito israeliano ha attaccato la scuola Khaled bin al Walid, situata nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Si tratta del
terzo attacco contro un centro educativo nell’enclave palestinese nelle ultime 72 ore. Lo ha riferito il portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmud Basal, confermando che almeno tre persone – padre, madre e figlia – sono morte nei bombardamenti. Inoltre ha anche annunciato la morte di altre 5 in un attacco contro una casa a Deir al Balah, nel centro della Striscia. Le vittime, secondo il portavoce, sono una madre e i suoi quattro figli.
Inoltre ieri l’esercito israeliano ha bombardato una scuola che ospitava sfollati nel campo profughi di Al-Shati, vicino alla Città settentrionale di Gaza, uccidendo almeno sette persone, secondo fonti mediche. Sabato, in un altro bombardamento contro un complesso scolastico nella Capitale, sono state uccise 22 persone, tra cui 13 bambini e 6 donne. Israele ha assicurato in entrambi i casi che all’interno si trovava un gruppo di miliziani del gruppo islamico Hamas, affermando di aver preso precauzioni per evitare danni ai civili negli attacchi.
Presunta morte
Fonti della sicurezza riferiscono che Yahya Sinwar, il principale leader di Hamas nella Striscia di Gaza, per un po’ di tempo non aveva dato notizie, il che ha spinto a indagare sulla causa del suo silenzio. Le valutazioni attuali, secondo quanto riferisce il quotidiano Israel Hayom citando fonti della sicurezza, indicano tuttavia che sia vivo e stia usando ostaggi come scudi umani. Le autorità comunque stanno esplorando anche altri scenari, in particolare data la recente campagna di bombardamenti di Israele che ha preso di mira i tunnel nelle aree in cui si ritiene che Sinwar si nasconda. Al momento non ci sono altre conferme, né una posizione ufficiale dell’Idf sul tema.
Ginevra Larosa
Foto © OpIndia, Begin Sadat Center, Il Post













