Cisgiordania, nuovo attacco di Israele contro il terrorismo

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Cisgiordania

La poliomielite torna tra i bambini della Striscia di Gaza dopo 25 anni a causa della campagna vaccinale interrrotta

Nuovo raid di Israele a nord della Cisgiordania. Dieci palestinesi sono morti in una operazione su larga scala, condotta dall’Idf con l’utilizzo di droni. L’intervento, secondo fonti militari, dovrebbe durare diversi giorni.

Nei video pubblicati dall’Idf si vedono esplosivi sepolti nel terreno nel campo profughi di Noor al-Shams mentre vengono rimossi dai mezzi dell’esercito. L’operazione si concentra principalmente nell’area di Tulkarem, ma le truppe stanno svolgendo attività anche a Jenin, Nablus e Tubas. Secondo l’esercito, nel corso dell’operazione sarebbero stati arrestati anche diversi palestinesi ricercati. In una dichiarazione congiunta i portavoce dell’Idf e dello Shin Bet (sicurezza interna) hanno dichiarato che “le forze di sicurezza hanno iniziato un’operazione per contrastare il terrorismo a Jenin e Tulkarem”. I militari hanno riferito, riportano le fonti israeliane, di aver avviato l’operazione dopo il fallito attacco del 18 agosto a Tel Aviv.

Scontri armati

Le truppe che partecipano al raid su larga scala dell’Idf in Cisgiordania stanno operando in un’area da cui nei giorni scorsi c’è stato un tentativo di attentato suicida a Tel Aviv, affermano fonti militari. L’esercito ritiene che la rete terroristica che ha pianificato e diretto l’attentato abbia sede nell’area di Tulkarm. Secondo quanto riportato dai palestinesi, le strade principali di Jenin sono state chiuse con scontri armati nel campo profughi della Città.

Ieri Tel Aviv aveva ordinato di evacuare l’area da dove operavano anche i collaboratori dell’Onu, sfollati dalle strutture a Rafah. Le attività umanitarie in zona sono quindi state sospese.

La Jihad islamica, alleata di Hamas, ha denunciato una “vasta aggressione alle Città e ai campi del nord della Cisgiordania occupata”, ritenendo che Israele stia “cercando di trasferire il peso del conflitto alla Cisgiordania occupata” in vista della sua “annessione”.

Un soldato dell’Idf morto nel blitz

L’Idf annuncia, inoltre, che un loro soldato ha perso la vita negl’ultimi combattimenti. Si tratta del sergente maggiore Amit Friedman, 19 anni, ucciso combattendo nel sud di Gaza. Era in forza al 932° battaglione della Brigata Nahal. Sono 341, secondo le notizie riportate, i soldati israeliani morti nella Striscia di Gaza da quando il 7 ottobre è scattata la campagna militare israeliana contro Hamas nell’enclave palestinese dopo l’attacco sferrato quel giorno dal gruppo in Israele.

Torna la poliomielite

La malattia è riemersa nell’enclave devastata dalla guerra più di due Cisgiordaniadecenni dopo la sua eradicazione. Colpito un bambino di dieci mesi. Il responsabile della politica estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha chiesto un immediato cessate il fuoco umanitario di tre giorni nella Striscia di Gaza per consentire alla popolazione di essere vaccinata contro la poliomielite, che si sta diffondendo rapidamente sul territorio palestinese.

Su X il diplomatico ha dichairato: “Chiedo un immediato cessate il fuoco umanitario di tre giorni per consentire la somministrazione di vaccini da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef. E ciò indipendentemente da negoziati più ampi. La nostra umanità lo richiede“.

Il poliovirus di tipo 2 (cVDPV2) rilevato per la prima volta in campioni di acque reflue a Gaza a luglio. Il 16 agosto registrato il primo caso confermato di poliomielite nell’enclave: non accadeva da 25 anni. Si tratta di un bambino di 10 mesi non vaccinato, che da allora è rimasto paralizzato ma si dice sia in condizioni stabili.

Interrotti i programmi di vaccinazione

Il poliovirus causa una malattia, nota come poliomielite, che nei casi più gravi può portare alla paralisi irreversibile. Secondo gli esperti umanitari, il riemergere della malattia a Gaza è dovuto all’impatto devastante della guerra, che ha interrotto i programmi di vaccinazione e danneggiato i sistemi idrici e igienici. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha chiesto a tutte le parti di cessare le ostilità per consentire lo svolgimento delle campagne di vaccinazione. Lunedì, secondo Nazioni Unite, Israele e autorità sanitarie di Gaza, sono entrate nella Striscia più di 1,2 milioni di dosi, con la previsione di vaccinare oltre 640mila bambini. Ma l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, l’Unrwa, avverte che gli ordini di evacuazione da parte delle autorità di Tel Aviv stanno creando gravi problemi al sostegno umanitario.

“Le persone non hanno un posto dove andare, non c’è modo di trovare luoghi sicuri. L’accesso alle risorse umanitarie è molto limitato, siamo costretti a spostarci per via degli ordini di evacuazione”, ha dichiarato Louise Wateridge, responsabile delle comunicazioni dell’Unrwa. L’organizzazione non governativa Human Rights Watch sostiene che gli ordini di evacuazione di massa, così come i continui attacchi alle infrastrutture sanitarie e alle forniture d’acqua, stanno generando una “potenzialmente catastrofica epidemia di polio” nell’enclave sconvolta dal conflitto.

“La rapida diffusione della malattia minaccia tutti i bambini di Gaza, già indeboliti dagli spostamenti, dalle privazioni e dalla malnutrizione”, ha aggiunto Borrell. Giovedì il responsabile della Politica estera comunitaria convocherà i ministri degli Esteri dell’Ue a Bruxelles per una riunione informale, in cui la proposta di un cessate il fuoco a Gaza rappresenterà uno dei principali punti all’ordine del giorno. L’Unione europea dallo scorso mese di marzo chiede una tregua umanitaria, ma le profonde divergenze sul conflitto tra i Paesi membri hanno minato il peso diplomatico dell’Europa.

 

Ginevra Larosa

Foto © Admin.ch, Internazionale, Exame, Zazoom

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