A 20 anni dalla morte arriva un docu-film commovente, un esempio di resilienza e amore totale
Da bambini cresciamo con l’idea che l’eroe sia una persona forte, indistruttibile, tenace e incapace di cadere. Un Superman. Un uomo potente, e non di potere, con l’incredibile capacità di sostenere e per cui non è necessario essere sostenuto. Ma chi è realmente un eroe? È una persona normale che compie un viaggio per diventare eroe, e non è il percorso che immaginiamo ma forse molto più complesso e ampio. È uscito al cinema Super/Man: The Christopher Reeve Story, un documentario distribuito da Warner Bros. Pictures e presentato a Roma nell’ambito di Alice nella città (la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma) con una proiezione speciale il 10 ottobre, in occasione del ventesimo anniversario della morte di Christopher Reeve, alla presenza dei due registi Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, e di Matthew Reeve, figlio di Christopher Reeve. Alla premiere romana ha partecipato anche l’Associazione Sportiva dilettantistica Roma Calcio Amputati.
La forza dell’amore
Quando le luci in sala si spengono e appare il primo frame del documentario probabilmente nessuno in sala è pronto a ciò che sta per guardare. Quelli che seguono sono circa 104 minuti intensi, commoventi, incisivi e che ti restano dentro. Non è una storia raccontata, ma è la storia della vita di un uomo che ha visto ogni certezza stravolta da un giorno all’altro. E la forza per andare avanti, per rompere gli schemi, per cercare il bello anche nella difficoltà è arrivata dall’amore che ha sentito intorno a sé e nell’imparare a non sentirsi “diverso”.
Quando le stelle si allineano
«Essere a Roma è un modo fantastico per onorarne la memoria di mio padre. Questo progetto è iniziato tre anni e mezzo fa. Mi è arrivata un’email all’improvviso da un produttore che ci chiedeva se avevamo filmati che riguardavano la famiglia e se potevamo essere interessati a un progetto di questo tipo. Io e i miei fratelli abbiamo accettato di condividere questo materiale anche se non avevamo la minima idea di dove si sarebbe andati a finire. Avevamo la sensazione che era passato tempo a sufficienza dalla sua morte, ma non troppo tempo e la memoria non era ancora svanita. Come tutti i progetti cinematografici richiedono il loro tempo, era necessario trovare i fondi per realizzare il film, poi è partita la produzione e sono stati coinvolti questi due magnifici registi fino a portarlo al Sundance Film Festival. La Warner Bros. l’ha acquistato ed è stata un’esperienza meravigliosa. A un certo punto le stelle si sono allineate nella direzione giusta», racconta Matthew Reeve.
Il vero eroe
«Ian mi ha detto, faremo il vero film di Superman. All’inizio avevamo pensato che avremmo realizzato un film che parlava di un supereroe che poi si rivela essere un eroe nella vita e nella quotidianità. Ma poi, lavorandoci, ci siamo resi conto che è venuto fuori qualcosa di più grande, non era legato solo a questi due elementi. E questo soprattutto dopo aver incontrato Mat Alexandra e Will», dichiara Peter Ettedgui prima della proiezione.
La storia di Christopher Reeve è una sorprendente ascesa da attore sconosciuto a star icona del cinema e la sua interpretazione di Clark Kent/Superman ha stabilito il punto di riferimento per i vari universi cinematografici dei supereroi che dominano il cinema di oggi.
Godiamoci il cinema!
«Emerge quello che c’è dietro le quinte, quelli che sono i difetti. In realtà vorrei che lo vedeste piuttosto che ascoltarci parlare. L’Italia è un Paese in grado di produrre un grandissimo cinema e per noi è importantissimo essere qui. Ringrazio tanto la Warner Bros. per aver spinto tanto in questa direzione, consentendo la proiezione di questo film di fronte a un pubblico così ampio. Vedo che stasera ci sono tanti giovani ma anche produttori di grande esperienza e sono ansioso di sapere cosa ne pensate. Il cinema è vivo e godiamocelo!», conclude Ian Bonhôte introducendo il documentario.
La carriera e l’incidente
Reeve ha interpretato l’Uomo d’Acciaio in quattro film di Superman ma anche altri ruoli che hanno dato modo al pubblico di conoscere il suo immenso talento e la sua versatilità come attore. La vita ha la capacità di metterti alla prova senza dare la percezione che le cose possano cambiare da un momento all’altro.

Nel 1995 Reeve resta vittima di un incidente a cavallo, quasi fatale che l’ha lasciato paralizzato dal collo in giù. Dopo essere diventato tetraplegico si è trasformato in un leader carismatico e attivista nella ricerca di una cura per le lesioni del midollo spinale. Appassionato sostenitore dei diritti e della cura dei disabili, Reeve ha continuato la sua carriera nel cinema, sia davanti che dietro la macchina da presa senza mai trascurare la sua amata famiglia.
Ed è proprio l’amore della sua famiglia, l’incredibile presenza costante e intensa della moglie Dana il motore pulsante che gli ha dato la forza necessaria per continuare il suo percorso.
La realizzazione del progetto
Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, i registi del biopic McQueen, con Super/Man: The Christopher Reeve Story hanno realizzato un documentario utilizzando filmati amatoriali intimi mai visti prima e una straordinaria raccolta di materiale d’archivio personale, così come le prime interviste con i tre figli sul padre ma anche interviste con gli attori di Hollywood amici di Reeve, come Susan Sarandon, Glenn Close, Whoopi Goldberg e il grande amico Robin Williams.
Il ritratto intimo
Super/Man: The Christopher Reeve Story è un film che segue una narrazione commovente e vivida della straordinaria storia di Reeve. Percepiamo i sentimenti, viviamo i timori e le paure, sentiamo il dolore ma proviamo anche quel senso di profonda ammirazione per un uomo che ha vissuto la sua vita fino alla fine portando avanti il suo obiettivo di esserci, nonostante tutto. Ed è questo il messaggio che lascia in un Mondo che va alla velocità della luce, la stessa che Superman raggiungeva in cielo. Un Mondo che non si ferma a guardare le piccole cose ma è sempre troppo preso da altro, dal superfluo.

Ecco, Christopher Reeve attraverso questo film, ci lascia parole, immagini e messaggi che restano e hanno un forte peso che li sostiene. Con le risorse che abbiamo possiamo fare tanto e dal film arriva al pubblico quel sentimento di resilienza di un uomo che, dopo l’incidente, è stato così vicino alla morte, ma che da lì è rinato, in maniera stimolante ed emozionante.
Super/Man: The Christopher Reeve Story ci fa incontrare l’attore, il regista, il padre, l’atleta, l’attivista, il figlio e il marito, è una vera e propria esplorazione della vita di Christopher Reeve.
L’inclusione
«La disabilità è ancora una delle realtà meno rappresentate sui nostri schermi. C’è ancora molta strada da fare. Gli elementi scientifici che Christopher stava sostenendo hanno migliorato la vita di coloro che hanno subito lesioni al midollo spinale C-1 o C-2. Ha raccolto fondi e sensibilizzato la società e questo ha avuto un effetto positivo su altre malattie come l’Alzheimer, la SLA e diverse forme di cancro», evidenzia Ian.
L’impegno di Reeve ha raggiunto obiettivi importanti. È arrivato alle Nazioni Unite e Barack Obama ha firmato una legge sulla disabilità che porta il nome di Christopher Reeve e di sua moglie Dana.
Un ruolo che gli stava stretto
«Una delle cose che mi colpisce di questa storia è l’idea dell’eroismo. Ovviamente c’è la questione dei supereroi che è una parte importante del cinema recente. Chris era l’originale e probabilmente il migliore ma arrivò a risentirsi di essere identificato con il ruolo di Superman e di dover servire come esempio eroico agli altri quando era consapevole dei suoi difetti molto umani. Continuava a cercare di fuggire dal mantello, sia dentro che fuori dallo schermo. Dopo l’incidente ha capito che poteva sfruttare la sua reputazione di Superman per aiutare a finanziare la ricerca medica attraverso la sua Fondazione, finanziando allo stesso tempo iniziative per migliorare la vita delle persone disabili in tutto il mondo», prosegue Peter.
L’eredità di Reeve nell’impegno dei figli
«Questo documentario è una storia di perseveranza, impegno, amore, famiglia, coraggio, tragedia, trionfo, speranza. Soprattutto è una storia di umanità, incarnata da un uomo comune che ha trovato la forza di perseverare e resistere, nonostante gli ostacoli schiaccianti», sottolineano Matthew Reeve, Alexandra Reeve Givens, Will Reeve.

I figli mantengono vivo il ricordo del padre, attraverso i valori che sostengono e le cause in cui sono coinvolti. «In particolare il lavoro della Christopher and Dana Reeve Foundation che mira ad aiutare a trovare cure per le lesioni del midollo spinale, fornendo supporto di qualità per le persone che vivono con la paralisi. Super/Man: La storia di Christopher Reeve è ora e per sempre una pietra miliare di quell’eredità», concludono.
Il ricordo e le azioni che continuano a compiersi in suo nome mantengono vivo sulla Terra un super eroe così unico che non ha precedenti e non sarà mai eguagliato a nessun altro, perché Christopher Reeve per primo ha raggiunto il cielo volando con il suo mantello da eroe normale che è stato sulla Terra.
Alessandra Caputo
Foto © Warner Bros. Pictures













