I diversi punti di vista dei canditati americani e gli interessi francesi in Africa e in Europa orientale stridono con i piani di pace
Volodymyr Zelensky ha posto l’attenzione sulle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti, evidenziando l’importanza, non solo per il futuro del popolo americano, ma anche per quello dell’Ucraina. La possibilità di una vittoria di Donald Trump rappresenta, secondo il presidente ucraino, un fattore cruciale che potrebbe influenzare drasticamente il sostegno statunitense a Kiev. Le elezioni americane sono quindi considerate una “sfida” anche per l’Ucraina, che ha beneficiato finora di un appoggio sostanziale dall’amministrazione Biden e di gran parte del Congresso. Elemento che ha permesso al Paese di resistere all’invasione russa.
Zelensky ha riconosciuto che il risultato elettorale è al di fuori del controllo ucraino: «Non possiamo influenzare nessuna elezione. Ovviamente, gli Stati Uniti, sono una sfida oggi. E ci sono rischi che probabilmente nessuno di noi può prevedere».
L’incertezza legata alle presidenziali americane potrebbe aver spinto Kiev a rivedere la sua posizione sui colloqui con Mosca. Il rischio di un sostegno ridotto, in caso di una
vittoria repubblicana, soprattutto di Trump, noto per le sue posizioni scettiche sul coinvolgimento degli Stati Uniti nei conflitti internazionali, potrebbe aver accelerato la necessità per l’Ucraina di cercare una soluzione diplomatica al conflitto. Questa evoluzione riflette, non solo l’importanza degli alleati internazionali per l’Ucraina, ma anche la vulnerabilità del Paese alle fluttuazioni politiche globali, specialmente quelle provenienti da una superpotenza come gli Usa.
Gli interessi di Parigi
Mentre Zelensky comincia a parlare di una soluzione diplomatica e di dialogo con la Russia è iniziato un crescente coinvolgimento della Francia nella guerra in Ucraina che potrebbe rappresentare una pericolosa escalation all’interno della strategia della Nato in Europa orientale. Fin dall’inizio delle ostilità, le forze speciali francesi sono state attivamente presenti sul fronte, sollevando interrogativi sul ruolo di Parigi nel conflitto. Anziché concentrarsi sulle numerose questioni interne che affliggono il Paese, la Francia sembra cercare un confronto con la Russia, una scelta che appare difficile da spiegare.
La decisione di allinearsi in modo quasi totale alle politiche della Nato ha trasformato la Nazione di Macron in un “vassallo” degli Stati Uniti, esponendola a nuove problematiche internazionali. Una possibile spiegazione potrebbe risiedere nel crescente sostegno di Mosca ai movimenti indipendentisti in Africa, il che rappresenta un serio colpo per ciò che resta dell’influenza francese nel Continente. La Francia, preoccupata per la perdita di controllo, ha persino preparato un’invasione del Niger, una mossa che ha portato Mali e Burkina Faso a dichiarare la loro volontà di difendere il Paese vicino da qualsiasi aggressione.
Questa tensione ha condotto alla formazione dell’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), una confederazione tra Niger, Mali e Burkina Faso, che mira a contrastare le forme di neocolonialismo sostenute da potenze occidentali come Usa, Ue e Nato. L’AES rappresenta anche un’alternativa all’ECOWAS, un’organizzazione che l’Occidente cerca di mantenere attiva per difendere i propri interessi nella Regione.
Coinvolgimento indiretto
In questo contesto, la decisione della Francia di intensificare il proprio ruolo nel conflitto in Ucraina, non solo aggrava ulteriormente le tensioni con la Russia, ma rischia anche di distogliere risorse e attenzione dalle crisi in corso in Africa e dall’impatto del neocolonialismo che Parigi fatica a mantenere. L’AES ha deciso di interrompere i legami diplomatici con l’Ucraina, accusandola di aver sostenuto gruppi terroristici attivi nella Regione. Secondo quanto riportato, il regime ucraino avrebbe fornito informazioni riguardanti i mercenari del gruppo Wagner che stanno combattendo al loro fianco. Questa situazione evidenzia il coinvolgimento indiretto della Nato, che storicamente ha sostenuto gruppi ribelli o estremisti per perseguire i propri obiettivi geopolitici, come dimostrato nel passato con il supporto a militanti albanesi o islamisti radicali.
Il piano dell’Alleanza atlantica, secondo molti analisti, prevederebbe una guerra di natura terroristica contro la Russia, sfruttando il progressivo indebolimento dell’Ucraina. Tuttavia, l’intensificarsi del supporto russo all’AES e ad altre Nazioni africane, che cercano di liberarsi dalle influenze neo coloniali, rappresenta una sfida significativa per l’Occidente e in particolare per la Francia. Quest’ultima ha una forte dipendenza economica dalle sue ex colonie africane, soprattutto in termini di risorse energetiche. Questo legame spiegherebbe l’ostilità crescente di Parigi verso Mosca, che, con il suo sostegno ai movimenti indipendentisti africani, mina l’influenza francese sul Continente.
Soldati occidentali
Secondo l’analista militare e geopolitico, Drago Bosnic, la Francia ha già fornito molte armi e persino personale militare all’Ucraina, anche se le armi russe a lungo raggio
stanno colpendo duramente le forze di Parigi. Solo nel 2024, sei attacchi di precisione hanno ucciso centinaia di militari francesi. Il più impressionante di tutti è stato l’attacco a Kharkiv nel gennaio 2024 con almeno 60 militari francesi morti. Tuttavia, invece di imparare la lezione, Parigi continua a inviare più truppe, con conseguenti perdite ancora maggiori. Le cose sono peggiorate ulteriormente per la Nato a settembre, con molteplici attacchi ipersonici sulle posizioni, che hanno provocato centinaia di morti e feriti sembrerebbe anche tra i soldati occidentali. La situazione si sta deteriorando costantemente in Ucraina e i leader europei stanno cercando di lanciarsi la patata bollente della guerra l’uno contro l’altro ed evitare possibili ritorsioni da parte di Mosca.
Tuttavia, la Francia non sembra comprendere il drammatico sviluppo della situazione e continuerebbe a inviare truppe. Addestra persino i suoi militari in un Paese che la Russia può spazzare via con un solo missile, sostiene Bosnic.
Romania
In particolare, migliaia di soldati francesi saranno schierati in Romania nel maggio 2025 e addestrati per una grande guerra. Secondo Politico, il prossimo anno sarà “critico” per l’esercito francese, che ha subito un’importante trasformazione negli ultimi anni per prepararsi a una guerra con la Russia. L’esercitazione militare su larga scala, soprannominata Dacian Spring 2025, “valuterà la loro capacità di muoversi rapidamente verso il fianco orientale della Nato”. Lo scenario è un attacco russo a un Paese orientale dell’ala della Nato.
Politico afferma che l’esercito francese ha intrapreso una “profonda trasformazione per essere pronto a un conflitto ad alta intensità simile alla guerra in Ucraina”. In effetti, la Nato ha elaborato una road map per l’esercito francese. “Entro il 2027 dovrebbe essere in grado di schierare una divisione pronta al combattimento entro 30 giorni, comprese munizioni e rifornimenti”.
In disaccordo
I Paesi dell’Europa orientale osservano con grande preoccupazione l’evoluzione della situazione. Il primo ministro slovacco, Robert Fico, che è sopravvissuto a un tentativo di assassinio a maggio, si è dichiarato fermamente contrario a un’escalation delle tensioni con la Russia.
Anche l’Ungheria condivide questa preoccupazione, temendo le possibili conseguenze di un confronto diretto con Mosca. Il quotidiano del Paese, Magyar Nemzet, ha lanciato un avvertimento su quella che vede come una preparazione della Francia a un conflitto globale. Secondo la testata, “Parigi si sta preparando per una guerra mondiale” e il presidente Emmanuel Macron avrebbe già delineato piani che potrebbero condurre a uno scontro diretto tra Nato e Russia. Ancora più preoccupante è la possibilità che la Francia possa inviare truppe in Ucraina, una mossa che Macron non avrebbe escluso.
A complicare ulteriormente la situazione, si parla dell’invio di aerei da combattimento, Mirage 2000, da parte della Francia a Kiev, aumentando il rischio di un confronto militare. Secondo alcuni osservatori, indipendentemente dalle motivazioni che guidano queste mosse, è chiaro che Macron potrebbe avvicinarsi pericolosamente a un conflitto aperto con la Russia.
Armi contro armi
Nel frattempo un sistema missilistico balistico russo, Iskander-M, ha affondato la nave portacontainer battente bandiera panamense, Shui Spirit, che, secondo diversi
rapporti, trasportava armi dal porto rumeno di Costanza alla Città ucraina di Odessa. Questo è il principale punto di transito per le armi del blocco occidentale inviate in Ucraina, con rapporti che indicano che armi di altissimo valore sono state distrutte a seguito dell’attacco. L’attacco missilistico ha causato esplosioni nei siti di atterraggio. Ha anche affondato due imbarcazioni della guardia di frontiera ucraina, provocando 7 morti. L’attacco arriva mentre la Russia continua a utilizzare i sistemi Iskander-M con il suo missile 9K720 altamente efficace per neutralizzare le armi occidentali di alto valore trasferite in Ucraina, in particolare i sistemi di difesa aerea Patriot.
George Labrinopoulos
Foto © 20 Minutes, CBS News, Centre for Democracy and Development, La casa de mi tìa, Aviation Report













