Vandalismi, manifestazioni e parole dimostrano come la tragedia, che ha costretto all’esodo una parte della popolazione, non dia ancora pace
Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la celebrazione del “Giorno del Ricordo”. La cerimonia, condotta da Valeria Ferrante, è partita dalla lettura, da parte dell’attrice Gaja Masciale, di due brani tratti dal libro “Le foibe spiegate ai ragazzi” di Greta Sclaunich. Alla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, della premier Giorgia Meloni, del presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, di esponenti del Governo, del Parlamento, autorità civili e appartenenti alle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.
Sono intervenuti Davide Rossi, vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli esuli, Egidio Ivetic, ordinario di Storia moderna all’Università degli Studi di Padova e il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani. Nel corso dell’evento sono stati proiettati degli estratti dal film “La bambina con la valigia” e dal documentario “Rotta 230 – Ritorno alla terra dei Padri” cui hanno fatto seguito i contributi di Egea Haffner e Giulio Marongiu, esuli di Pola.
Le parole “europee” del presidente della Repubblica
«Le nuove generazioni hanno ben compreso la sfida del tempo. Collaborano, lavorano, studiano e vivono insieme, trasformando le differenze in opportunità, e attuando, nei fatti, lo spirito dell’Unione europea. Abbiamo il dovere di non deluderli e di continuare a operare con coraggio. A sperare, a non rassegnarci. Soltanto così potremo trasmettere ai giovani, idealmente, in questa Giornata del Ricordo – insieme all’orgoglio di una conseguita identità europea – il testimone della speranza, incoraggiandoli a mantenere viva la memoria storica delle sofferenze patite da loro connazionali, adoperandosi perché vengano evitati errori e colpe del passato, promuovendo, ovunque rispetto e collaborazione». Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale durante la celebrazione in memoria delle Foibe.
«Anche quest’anno» – continua il capo dello Stato – «la Giornata del Ricordo ci ha offerto e ci offre un’opportunità da raccogliere con impegno per riflettere sulle lezioni del passato. La Repubblica guarda alle vicende drammatiche vissute dagli italiani di Istria, Dalmazia, Fiume con rispetto e con solidarietà, e lavoriamo, nell’Unione europea, insieme alla Slovenia, alla Croazia e agli altri Paesi amici per costruire, ogni giorno, nuovi percorsi di integrazione, amicizia e fratellanza tra i popoli e gli Stati».
Mattarella: «Dagli errori del passato spinta per cammino futuro»
«Nel 2020, il presidente Pahor e io ci siamo recati, insieme, prima alla Foiba di Bazovizza, simbolo del calvario di tanti italiani, e poi al monumento dei giovani sloveni fucilati dal fascismo. Non per dimenticare, né per rivendicare. Ma per trarre dagli errori e dalle sofferenze del passato l’ulteriore spinta per un cammino comune. Perché le diversità non dividono, ma diventano ricchezze se si collabora e si pensa, insieme, nell’ottica di futuro comune». Per il presidente della Repubblica «lo spirito che abbiamo respirato, sabato scorso, all’inaugurazione dell’anno da Capitale della cultura europea, alla quale – con un gesto di grande generosità e lungimiranza – Nova Gorica ha voluto associare Gorizia: due città simbolo, solo pochi decenni fa, di dolorose divisioni e di innaturali separazioni».
«Di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni, le Foibe restano il simbolo più tetro. E nessuna squallida provocazione può ridurne ricordo e dura condanna». Lo spiega il il capo dello Stato al Quirinale durante la Celebrazione del “Giorno del Ricordo”, all’indomani delle scritte che hanno vandalizzato la Foiba di Basovizza.
Meloni: «Italiani due volte, per nascita e per scelta»
Dopo che per decisione dei presidenti di Camera e Senato le bandiere sono state tenute oggi a mezz’asta, sulla facciata di Montecitorio e di Palazzo Madama, è la premier a rimarcare le parole del presidente della Repubblica nella cerimonia al Quirinale.
«Ricordare significa “riportare al cuore”, ovvero ricondurre ciò che ci è più caro al centro di noi. Noi oggi “riportiamo al cuore” centinaia di migliaia di storie, e restituiamo loro la dignità che meritano. Oggi onoriamo la memoria dei martiri delle foibe e torniamo ad abbracciare tutti i nostri connazionali che decisero di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. Italiani due volte, per nascita e per scelta», dichiara la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni.
In questa giornata, aggiunge, «riportiamo al cuore ogni singola storia di quella tragedia e rinnoviamo una promessa solenne. Continueremo a scrivere nuove pagine e a raccontare alle giovani generazioni ciò che è successo ai fiumani, agli istriani e ai dalmati. Perché la loro storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta delle comunità degli esuli, ma è patrimonio di tutta la Nazione. È una storia che ha sconfitto la congiura del silenzio e che nessun tentativo negazionista o giustificazionista potrà mai più nascondere o cancellare».
Salvini: «Per anni, una certa sinistra ha negato, minimizzato, giustificato»
«In migliaia trucidati nelle foibe, centinaia di migliaia costretti all’esodo, colpevoli solo di essere italiani. Per anni, una certa sinistra ha negato, minimizzato, giustificato. Ancora oggi qualcuno tenta di riscrivere la storia, tra vergognosi oltraggi e atti di vandalismo, ma la memoria di quegli innocenti non può essere cancellata. Il ricordo è un dovere, la verità è un diritto. Onoriamo oggi e sempre i nostri connazionali vittime di una delle più grandi tragedie del ‘900, perché senza memoria non c’è giustizia». Lo scrive sui social il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Tajani: «Una terribile pagina della nostra storia che non vogliamo si ripeta mai più»
«Nel Giorno del Ricordo rendiamo onore alle vittime delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata. Una terribile pagina della nostra storia e una tragedia che non vogliamo si ripeta mai più. Proprio oggi a Roma ospitiamo un incontro ministeriale sui Balcani occidentali per accompagnare tutti i Paesi della Regione nel percorso di riunificazione con la famiglia europea». Il commento su X del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Renzi: «Fu una vera e propria pulizia etnica»
«Uccisi, torturati, infoibati, costretti all’esilio, solo perché italiani. Tornati in Patria, costretti
a subire la diffidenza e poi anni di silenzio, vittime sacrificate sull’altare degli equilibri geopolitici. Coltivare la memoria significa, ogni 10 febbraio, abbattere il muro del silenzio su quella che fu una vera e propria pulizia etnica. La storia non può e non deve essere cancellata ma studiata, raccontata per un presente e un futuro consapevoli». Queste le parole sui social del leader di Italia Viva ed ex premier Matteo Renzi.
Schlein: «Conoscenza e memoria aiutano a contrastare recrudescenze odio»
«Ricordare oggi, e non attutire mai il ricordo di quel dolore e di quella sofferenza, per costruire un presente e un futuro migliori. Il nostro pensiero va alle vittime di una tragedia, quella delle Foibe e dell’esodo dei giuliano-dalmati, perché ciò che è avvenuto ieri in quelle terre riguarda tutte e tutti gli italiani anche oggi: solo la conoscenza e la memoria completa possono infatti consentirci di superare e contrastare ogni forma di discriminazione e i progetti di annullamento e sterminio, ogni forma di odio che persiste anche nel presente». Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.
Intanto a Bologna c’è l’ennesimo scontro
Si infiamma il clima nel capoluogo emiliano dopo la manifestazione di Gioventù nazionale ieri sera in omaggio alle vittime delle Foibe. Il sindaco Matteo Lepore ha infatti annunciato già ieri sera l’intenzione di sporgere denuncia, dopo che il movimento giovanile di Fratelli d’Italia si è introdotto nel cortile del Comune, a Palazzo D’Accursio, per deporre una corona al termine della fiaccolata di commemorazione. Lepore sostiene infatti che siano entrati «in modo abusivo» e «senza alcun accordo con la nostra amministrazione», aiutati in questo da alcuni eletti Fdi.
«Dovranno spiegare il perché della loro presenza e del ruolo di facilitatori» – avverte il
sindaco di Bologna – «chiederemo conto di questo oltraggio e sporgeremo denuncia per l’accaduto. A quanto pare, l’estrema destra continua a desiderare e provare ebbrezza per gesta del ventennio passate alla storia. Preoccupante tutto ciò». Tra i meloniani additati dal sindaco c’è anche l’eurodeputato Stefano Cavedagna, portavoce nazionale di Gioventù nazionale, che ha deciso di controquerelare il sindaco.
«Un atto dovuto e voluto per le sue menzogne», lo definisce Cavedagna, che parla di «diffamazione e falsità nei nostri confronti». L’esponente Fdi precisa che «nessun “corteo” è entrato in Comune, nonostante la manifestazione di Gioventù nazionale fosse autorizzata a deporre una corona nel cortile comunale come da comunicazione che ho formulato alla Questura, come da 15 anni a questa parte. Semplicemente le porte erano chiuse, come mi hanno detto quando ho suonato il campanello, per disposizioni del gabinetto del sindaco e non potevano aprire». Al termine della manifestazione, spiega Cavedagna, «sono entrati due consiglieri, suonando al campanello».
Ludovico Stella
Foto © Univrmagazine, Agenzia Dire, Varese News, Comune di Venezia













