Economia e sanità sono i principali temi affrontati dalle campagne elettorali, ma per gli australiani il problema urgente è la casa
Secondo un sondaggio del giornale Sydney Morning Herald, il leader dell’opposizione, Peter Dutton, sta guadagnando consensi nella corsa a diventare primo ministro dell’Australia. Il 55% degli elettori intervistati voterebbe per la Coalizione (che include il Partito Liberale e il Partito Nazionale), mentre il 45% sosterrebbe il Partito Laburista, attualmente al Governo. Allo stesso tempo, cresce il supporto per i Verdi, i partiti minori e i candidati indipendenti. Di conseguenza, se si votasse oggi, sembra improbabile che uno dei partiti maggiori riesca a ottenere la maggioranza assoluta per formare un Governo.
Taglio dei tassi di interesse per aiutare le famiglie
Il Governo laburista sta cercando di recuperare terreno tra gli elettori con misure economiche, come il recente taglio dei tassi di interesse deciso dalla Reserve Bank of Australia (RBA).
Il tasso di riferimento è sceso dal 4,35% al 4,10%, offrendo un po’ di sollievo a chi ha mutui e prestiti. La governatrice della RBA, Michele Bullock, ha spiegato che questa decisione è stata presa perché l’inflazione sta calando più rapidamente del previsto. A fine 2024, è scesa al 3,2%, mentre la crescita dei salari si è stabilizzata. Questo ha dato fiducia alla banca centrale, che ritiene che si stia avvicinando all’obiettivo del 2-3%. Tuttavia, resta prudente e non esclude futuri aumenti se il mercato del lavoro rimarrà forte e ci saranno nuove pressioni sui prezzi.
Sanità: la battaglia su Medicare
Oltre all’economia, il Governo laburista punta a migliorare il sistema sanitario pubblico, Medicare, per ottenere più consensi. Il primo ministro, Anthony Albanese, ha annunciato un grande investimento per rendere più economiche le visite dal medico di base, soprattutto per bambini, pensionati e persone a basso reddito.
Medicare è il sistema sanitario pubblico australiano, creato nel 1984 dal Governo laburista di Bob Hawke. Offre accesso gratuito o a basso costo a visite mediche, test diagnostici e altri servizi sanitari essenziali per tutti i cittadini australiani e residenti permanenti. Il sistema è finanziato dalla Medicare Levy, una tassa del 2% sul reddito. Precedentemente, esisteva un sistema simile chiamato Medibank, introdotto nel 1975 dal Governo laburista di Gough Whitlam. Nel 1981, il Governo liberale di Malcolm Fraser lo smantellò, favorendo le assicurazioni private e riducendo il ruolo dello Stato nella sanità. Questo portò a un aumento dei costi sanitari per molti cittadini, spingendo il Governo Hawke a ripristinare un sistema pubblico con Medicare.
Nonostante le critiche iniziali, nessun primo ministro liberale ha mai cercato di abolire Medicare. John Howard (1996-2007), Tony Abbott (2013-2015), Malcolm Turnbull (2015-2018) e Scott Morrison (2018-2022) hanno mantenuto il sistema, riconoscendone l’importanza per la popolazione.
Tuttavia, nel corso degli anni, questi Governi hanno introdotto modifiche, come tagli ai rimborsi e incentivi alle assicurazioni private, per ridurre la spesa pubblica per la sanità. Il Governo attuale ha aumentato gli incentivi per il bulk billing (le visite gratuite), offrendo ai medici rimborsi più alti per incoraggiarli a fornire visite senza costi ai pazienti. L’obiettivo è coprire il 90% delle visite mediche con Medicare entro il 2030, facendo risparmiare alle famiglie australiane circa 859 milioni di dollari all’anno.
Tuttavia, alcuni medici in Australia restano scettici: temono che i fondi non bastino a coprire tutti i costi, soprattutto per visite più lunghe o casi complessi. Per questo, molti potrebbero continuare a chiedere pagamenti extra ai pazienti.
La proposta di Dutton
Anche Peter Dutton ha fatto della sanità un tema centrale della sua campagna elettorale. Secondo The Guardian Australia, ha promesso che un futuro Governo Liberale-Nazionale investirà 9 miliardi di dollari in Medicare per risolvere quella che definisce una “crisi sanitaria” sotto il Governo laburista.
Dutton vuole riportare il bulk billing ai livelli precedenti e rendere più facile per gli australiani accedere ai medici. Per finanziare questo piano, propone di ridurre il numero di dipendenti pubblici, risparmiando 24 miliardi di dollari in quattro anni. Ha anche criticato il Governo per la mancanza di investimenti nella salute mentale, promettendo 500 milioni di dollari in più per ripristinare i finanziamenti tagliati. Secondo lui, il calo del bulk billing ha reso più difficile per molte persone permettersi visite mediche, inclusi i servizi di supporto psicologico. Inoltre, sostiene che, sotto il precedente Governo della Coalizione, il bulk billing copriva l’88% delle visite, mentre ora è sceso al 77%, costringendo circa 1,5 milioni di australiani a rinunciare alle cure.
La risposta di Albanese
Il primo ministro ha respinto le accuse, definendo la proposta dell’opposizione “pura politica”. Ha ricordato che, quando Dutton era ministro della Salute, aveva cercato di introdurre un ticket sanitario per le visite mediche e di bloccare l’aumento dei rimborsi Medicare, misure che secondo lui avevano indebolito il sistema pubblico. Se la copertura di Medicare verrà davvero estesa al 90% delle visite, il Governo laburista potrebbe recuperare consensi, dato che sempre più famiglie evitano le visite mediche a causa dei costi. Dutton, però, sa che Medicare è un pilastro fondamentale per gli australiani e ha promesso investimenti significativi.
Casa e affitto
Ma i cittadini in Australia si aspettano risposte concrete anche su un altro problema sempre
più pesante: il costo delle case e degli affitti. Il taglio dei tassi di interesse ha dato un po’ di respiro a chi ha un mutuo, ma per chi vuole comprare casa la situazione è ancora difficile, con prezzi sempre più alti e un mercato immobiliare chiuso. Gli affittuari, invece, devono affrontare continui aumenti e una crescente scarsità di alloggi. Su questo tema sembra che né il Governo né l’opposizione abbiano ancora proposto soluzioni incisive. Con le elezioni alle porte, i cittadini potrebbero chiedere più di semplici promesse ma azioni concrete riguardo il problema.
Giovanni Maria Pontieri
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