Eurobarometro prezioso strumento che riduce la distanza tra Ue e i suoi cittadini. Priorità inflazione, poi pace e democrazia
Martedì scorso, 25 Marzo, al Parlamento europeo si è tenuta la presentazione dell’EuroBarometro (EB) invernale 2025. Questo strumento, utilizzato con regolare cadenza semestrale dalla Commissione europea su incarico della Direzione generale comunicazione settore sondaggi di opinione (European Commission Public Opinion Analysis), “misura” le aspettative, le preoccupazioni e le tendenze dei cittadini europei rilasciandone un quadro espresso in dati percentuali.
Il documento si compone di una serie di sondaggi e confronta le varie opinioni all’interno degli Stati membri dell’Unione europea utili alla Commissione per ottenere una maggior comprensione dell’opinione pubblica nei riguardi degli interventi dell’Ue e per l’elaborazione delle future scelte politiche. I sondaggi sono stati realizzati tra il 9 gennaio e il 24 febbraio 2025 in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea effettuando 26.354 interviste riguardo problematiche specifiche inerenti all’attualità europea così come anche questioni di carattere più generale, sociale e culturale.
L’esito
I risultati complessivi sono ponderati sulla base della popolazione di ciascun Paese e possono essere visualizzati su una pagina specifica per massima trasparenza e coinvolgimento dei cittadini europei. L’indagine presentata mostra come l’immagine dell’Unione europea sia positiva per un crescente numero di persone. Il 50% degli intervistati, che rappresentano un aumento di due punti percentuale in più rispetto alla primavera 2024 e di ben cinque punti rispetto all’autunno 2023, il sondaggio mostra come il tema prioritario per i ventisette Stati membri Ue sia la domanda di sicurezza oltre al rafforzamento della competitività e dell’industria per poter meglio affrontare le sfide attuali.
La portavoce del Parlamento europeo Delphine Colard sottolinea infatti come «in tempi di maggiore incertezza, le persone si rivolgono all’Ue», notando che «secondo il sondaggio, il 74% degli europei ritiene che far parte dell’Unione europea li abbia avvantaggiati» e che quindi il proprio Paese ha beneficiato dell’adesione all’Ue. In Italia, la percentuale è del 67% (+4% rispetto a giugno/luglio 2024). Il miglior risultato mai registrato da quando il tema è stato posto per la prima volta nell’Eurobarometro del lontano 1983, a riprova e sostegno della crescita e dello sviluppo di una coscienza europea dei cittadini stessi.
2/3 dei cittadini sostengono un ruolo più forte del Parlamento europeo
Nel recente Consiglio europeo, infatti, il ruolo stesso del Parlamento europeo è stato uno dei temi centrali di confronto dove la presidente Roberta Metsola ha chiesto un’azione più rapida sottolineando il dato che «due terzi degli europei vogliono che l’Ue giochi un ruolo maggiore nella loro protezione», e che dunque «l’Europa deve essere più forte, affinché i nostri cittadini si sentano più al sicuro. Il Parlamento europeo farà in modo che ogni proposta sia audace e ambiziosa quanto basta per affrontare la gravità delle minacce che incombono sull’Europa. L’Europa deve alzarsi oggi, o rischia di essere calpestata domani».
L’aggressione attuata dalla Russia all’Ucraina e la guerra che ne è scaturita hanno indubbiamente incentivato il crescente desiderio di unità tra gli Stati membri dell’Ue per cui si osserva che ben l’89% degli intervistati ritiene che una maggiore unità sia fondamentale per affrontare le sfide globali del momento presente e il 66% auspica che il ruolo dell’Ue nella protezione dei suoi cittadini, sia dalle crisi globali che dai rischi per la sicurezza, diventi più importante. Dato, questo, particolarmente forte tra i giovani intervistati. Inoltre, a livello nazionale, la richiesta di un ruolo rafforzato dell’Ue varia dall’87% in Svezia, al 47% in Romania e al 44% in Polonia.
Nella rapida evoluzione del contesto geopolitico, “difesa e sicurezza” sono dunque il principale settore su cui secondo una parte dei cittadini (36% in Ue, 31% in Italia) l’Unione europea dovrebbe concentrarsi di più per rafforzare la propria posizione nel Mondo. A seguire i settori della competitività, dell’economia e dell’industria (32% in Ue, 34% in Italia), aumentati di cinque punti percentuali nell’ultimo anno.
Priorità inflazione
Più di quattro intervistati su dieci in Europa, il 43%, esorta il Parlamento europeo a dare priorità alla lotta contro l’inflazione e contro l’aumento dei prezzi. La situazione economica resta quindi ancora la preoccupazione principale nei sondaggi su scala europea, sollecitata dall’ansia circa l’incremento dei prezzi e in parte dovuta anche dal ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump con i suoi annunciati dazi che avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee.
L’impatto dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita sono infatti una preoccupazione significativa dei cittadini dell’Ue e sono la priorità principale in tutte le fasce d’età, con picchi in Portogallo (57%), Francia (56%), Slovacchia (56%), Croazia (54%) ed Estonia (54%). Per gli italiani, le priorità emergono nelle stesse percentuali medie europee, 43% ovvero inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita, supporto all’economia e creazione di nuovi posti di lavoro (37%).
I dati mostrando inoltre che un terzo dei cittadini europei (33%) si aspetta un calo del proprio tenore di vita nei prossimi cinque anni, sette punti percentuali in più rispetto a giugno-luglio 2024. Questo vale per il 53% degli intervistati in Francia (+8 punti percentuali) e il 47% dei tedeschi (+15 punti percentuali) mentre in Italia, la percentuale scende all’11%, con una netta maggioranza (76%) che ritiene che il proprio tenore di vita non subirà significativi cambiamenti. Si registra in Italia anche una priorità per l’indipendenza energetica, le risorse e le infrastrutture (33%).
La pace e la democrazia restano i valori fondanti dell’Ue
Tra i valori che i cittadini europei vogliono vedere difesi dal Parlamento europeo restano stabili, rispetto allo scorso anno, la pace (45%), la democrazia (32%) e la tutela dei diritti umani nell’Ue e nel Mondo (22%). Il 61% dei giovani europei è ottimista sul futuro dell’Unione europea e il 60% ritiene che l’Ue abbia un impatto positivo sulla società valorizzando e identificando i propri principali punti di forza nella libertà di movimento (32%), la libertà di viaggiare ed esplorare altri Paesi (39%) e le solide relazioni e la solidarietà tra gli Stati membri (28%).
Potremmo notare come da questi dati, ora presentati dell’Eurobarometro (EB) invernale, le principali istanze, preoccupazioni e aspettative dei cittadini europei abbiano trovato eco nelle vivide e vibranti parole del febbraio scorso a Bruxelles del Rapporto sulla competitività europea dell’ex presidente Bce ed ex premier Mario Draghi, oggi consulente speciale della presidente della Commissione Ue. «L’Unione europea ha garantito per decenni ai suoi cittadini pace, prosperità, solidarietà e, insieme all’alleato americano, sicurezza, sovranità e indipendenza. Questi sono i valori costituenti della nostra società europea», ricorda l’ex presidente del Consiglio. Ma «questi valori sono oggi posti in discussione». Urgenti sono dunque le sfide sinergiche che il vecchio continente si trova a dover superare per il sempre miglior conseguimento dei suoi obiettivi e valori e per la tutela e il benessere dei suoi cittadini.
Letizia Addamo
Foto © sem.gov.mt, Eurobarometro













