Dal 5 aprile al 13 luglio il museo di Santa Caterina ospiterà l’esposizione e per la prima volta si analizzerà il rapporto tra Cristo e Maria Maddalena
Saranno oltre 100 le opere esposte per la mostra “La Maddalena e la Croce. Amore sublime”. Un percorso espositivo che intreccia arte, storia e spiritualità attraverso secoli di capolavori, da opere medievali a progetti artistici contemporanei. La mostra, a cura di Fabrizio Malachin, racconta il profondo rapporto tra Cristo e Maria Maddalena, un legame rappresentato nei secoli da tanti artisti e che continua a interrogare il nostro tempo. Siamo nell’anno del Giubileo, e la storia della Maddalena, è una storia di perdono e redenzione, sofferenza e riscatto, desiderio ed emozione. Un messaggio che supera l’aspetto della sacralità, per divenire in un’epoca di guerre e di incertezze, simbolo universale di speranza.
L’esposizione
Il percorso espositivo è suddiviso in tredici sezioni: parte dalla Crocifissione dove Maddalena è protagonista nel suo dolore umano, per poi esplorare il significato simbolico
della Croce, la sua disperazione davanti al Cristo deposto e il tema della sua redenzione. Manifestazioni pittoriche che vanno da esemplari medievali e dalla grande pittura rinascimentale di Giovanni Bellini e Jacopo Bassano fino a Canova, attraverso tessili, oreficerie e sculture lignee. La mostra apre a numerose prospettive e riflessioni sull’evoluzione delle raffigurazioni e dei significati legati alla figura della Maddalena, quando la sua immagine ha l’aspetto religioso e diventa icona universale di femminilità e spiritualità. Nel suo famoso e discusso film, “Gesù”, Martin Scorsese aveva fatto da anticipatore di una visione moderna.
Nell’ultima sezione della mostra si affronta proprio il tema della contemporaneità e il dialogo fra passato e presente che apre a un confronto fra due grandi personalità trevigiane del Novecento, Alberto e Arturo Martini, per giungere a opere di autori contemporanei, tra cui una realizzata con l’intelligenza artificiale.
Oltre 100 opere, un riecheggiare all’impronta caravaggesca, in cui la penitenza della Maddalena coincide con la sofferenza umana. Ma in mostra vi è un importante nucleo esposto per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione con il Museo di Freising e una selezione di capolavori provenienti dal territorio trevigiano. Altro elemento distintivo è la presenza di opere inedite e riscoperte, come una bella tela del Guercino, rimasta dispersa per due secoli. Un’opera restaurata nel 2023, e che riemerge dalla storia con una originale potenza espressiva ed è un esempio dell’importanza della ricerca e della conservazione del patrimonio artistico.
Il valore
“La Maddalena e la Croce. Amore sublime” non è solo una mostra che permette di ammirare capolavori d’arte, ma rappresenta un momento di valorizzazione del patrimonio italiano. L’obiettivo non è solo quello di affascinare il pubblico, ma anche di sensibilizzarlo alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Santa Maria Maddalena o Maria di Magdala, è un personaggio che compare nei Vangeli, ma che nel corso de secoli ha assunto un ruolo più articolato ed è divenuta Patrona dei penitenti e commemorata dalla chiesa d’Occidente e d’Oriente, come una discepola privilegiata da Cristo. Ma chi era realmente questa donna che ha accompagnato Cristo sulla croce e ha vissuto lo strazio della Passione? Era nata a Magdala, villaggio di pescatori sul Lago di Tiberiade, e questo spiega perché venisse chiamata anche Maria di Magdala.
Maddalena l’apostola tra gli apostoli, fu la prima a dare l’annuncio della Resurrezione e la tradizione vuole che con sentimenti sicuri seguì il Signore, dopo che Lui la liberò da sette demoni. Nell’iconografia e nella pittura la Maddalena di tradizione popolare, probabilmente era anche una prostituta.
Vangelo
Fra i vari vangeli apocrifi ce n’è uno gnostico, detto Vangelo di Maria Maddalena, ed elaborato dai filosofi mistici di Alessandria d’Egitto intorno al II secolo, teorici dello gnosticismo cristiano. Cristo e la Maddalena inviati nel Mondo da Dio, sono le sue emanazioni, anche con quei limiti umani, fragilità e imperfezioni.
Paolo Montanari
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