Elezioni Australia, la casa al centro del dibattito politico

0
700
Elezioni Australia

“Australian Dream”: un mito collettivo che lega la proprietà immobiliare alla realizzazione personale, alla stabilità e al successo

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni federali in Australia e, nonostante i due dibattiti televisivi tra i candidati alla carica di primo ministro – il laburista Anthony Albanese e il liberale Peter Dutton – la situazione rimane incerta anche se il primo è risultato vincitore ai punti.

Durante questa campagna elettorale è emerso chiaramente quanto il tema dell’acquisto della prima casa sia sentito dagli australiani. Si tratta di un problema che persiste da oltre un decennio: molti cittadini non riescono a comprare un’abitazione di proprietà e sono costretti a vivere in affitto per lunghi periodi. Ma è, spesso, un’alternativa tutt’altro che semplice, in un contesto dove i proprietari godono di numerosi vantaggi e gli affittuari, indipendentemente dalla loro situazione economica o di salute, ricevono ben poche tutele.

Una bella sfida

Il Partito Laburista ha puntato sul “First Home Guarantee Scheme”, che consente ai Elezioni Australiacompratori della prima casa di acquistare un immobile versando solo un deposito del 5%, con il restante 15% garantito dal Governo Federale. Altra proposta, che sembra riscuotere consensi, è la costruzione di 100.000 nuove abitazioni destinate esclusivamente a chi acquista per viverci e non per investimento, grazie a un fondo da 10 miliardi di dollari.

Queste iniziative hanno ridato slancio ad Anthony Albanese nei sondaggi, dopo un calo nei primi mesi dell’anno. Tuttavia, la realizzazione di tali obiettivi non sarà semplice: costruire oltre un milione di nuove abitazioni entro il 2029, come promesso, è una sfida enorme. L’intento dichiarato dall’attuale primo ministro è rendere l’acquisto della prima casa un diritto accessibile a tutti, ispirandosi alla visione di Ben Chifley del dopoguerra, secondo cui la casa non è solo una necessità, ma un diritto fondamentale.

Subbuglio interno

Anche Peter Dutton ha fatto del tema casa un pilastro della sua campagna, ma con un approccio diverso, incentrato più sulla domanda che sull’offerta. La sua proposta prevede una detrazione fiscale sugli interessi pagati per i primi 650.000 dollari di mutuo, valida per cinque anni e destinata ai primi acquirenti di nuove abitazioni. Un mutuo da 500.000 dollari, ad esempio, potrebbe garantire un risparmio fiscale significativo nei primi cinque anni, aiutando le famiglie a sostenere il peso degli interessi. La coalizione da lui guidata (Partito Liberale e Partito Nazionale) punta quindi su incentivi fiscali e sulla libertà di scelta individuale: un’impostazione coerente con i principi liberisti, secondo cui alleggerire la pressione fiscale stimola le opportunità.

Tuttavia, Dutton sta perdendo terreno nei sondaggi, anche a causa di una comunicazione percepita come poco coerente. In più occasioni ha infatti fatto marcia indietro su proposte già annunciate. Emblematico il caso della promessa di abolire il lavoro da remoto per i dipendenti pubblici, poi ritirata dopo forti critiche – anche interne alla sua coalizione. Va ricordato che proprio il Governo liberale di Scott Morrison introdusse il lavoro da remoto durante la pandemia. L’idea di cancellarlo è sembrata una contraddizione interna e un attacco implicito alle madri lavoratrici, molte delle quali sono sostenitrici del partito. In generale, i liberali appaiono oggi privi di una visione chiara e coesa, e questo genera insicurezza tra gli elettori.

Problemi radicati

Entrambe le proposte – laburista e liberale – sono state criticate per la loro presunta irrealizzabilità nel lungo periodo. Secondo Peter Hartcher, analista politico e giornalista del Sydney Morning Herald, il problema dell’accesso alla casa è stato volutamente trascurato per decenni, perché i proprietari e gli investitori ne hanno tratto benefici economici, mentre l’opinione pubblica ha preferito ignorarlo. Inoltre afferma che molti cittadini hanno sfruttato le falle del sistema, approfittando della scarsità di alloggi e delle difficoltà altrui. La realtà odierna, quindi, sarebbe il risultato di un egoismo sistemico: chi era consapevole del problema ha preferito curare il proprio “orticello”.

Ancora più preoccupante è l’assenza, in entrambe le piattaforme elettorali, di proposte concrete sulla regolamentazione degli affitti a lungo termine. Paesi come Germania e Svizzera offrono maggiori diritti agli affittuari, imponendo vincoli ai proprietari: ad esempio, in caso di morosità incolpevole, non è possibile procedere allo sfratto senza prove concrete. In Australia, invece, dichiarare di “aver bisogno della casa” può bastare per far sloggiare l’inquilino.

Il valore sociale

Qui la cultura della proprietà è profondamente radicata. Comprare casa fa parte dell'”Australian Dream”: un mito collettivo che lega la proprietà immobiliare alla realizzazione personale, alla stabilità e al successo. È quasi un rito di passaggio verso la maturità. Chi possiede un’abitazione è considerato inserito, responsabile, capace di gestire il denaro. Al contrario, chi vive in affitto è spesso percepito come instabile, “non sistemato”, o persino come qualcuno che “butta via i soldi”.

Questa mentalità ha radici britanniche. Nel Regno Unito, la casa di proprietà è da secoli simbolo di status sociale. Un’attitudine che è stata trasmessa anche in Australia, dove si è consolidata grazie alla disponibilità di terre, ai boom economici, agli incentivi fiscali (come il negative gearing) e alla costruzione di un “sogno australiano” che unisce immaginario americano e pragmatismo britannico.

Un’arma a doppio taglio

Il negative gearing è un meccanismo fiscale previsto dalla legislazione australiana che consente ai proprietari di immobili dati in affitto di detrarre le perdite economiche legate a queste proprietà dal proprio reddito imponibile. In parole semplici: se i costi sostenuti (interessi sul mutuo, tasse, manutenzione) superano gli incassi derivanti dall’affitto, la differenza può essere usata per pagare meno tasse su altre fonti di reddito, come lo stipendio. Per esempio, se una persona spende 30.000 dollari per gestire una casa in affitto e ne ricava solo 20.000, registra una perdita di 10.000 dollari. Con il negative gearing, questa perdita può essere detratta dal reddito annuo. Se quella persona guadagna 70.000 dollari, verrà tassata solo su 60.000, con un notevole risparmio fiscale.

Lo scopo era incentivare gli investimenti nel settore immobiliare e aumentare la disponibilità di case in affitto. Tuttavia, la misura è oggi molto discussa. I critici sostengono che favorisca i redditi medio–alti e chi possiede più proprietà. Inoltre, secondo diversi esperti, contribuisce a far salire i prezzi, rendendo più difficile l’accesso alla casa per chi non ha ancora un immobile.

Con le elezioni alle porte, entrambi i principali partiti sembrano ignorare volutamente il nodo degli affitti. Eppure oggi, anche chi ha un lavoro stabile e ben pagato, può trovarsi a vivere in strada: un campanello d’allarme che richiede risposte urgenti. Se la politica non interverrà con decisioni anche impopolari, si rischia una grave disgregazione sociale. Il libero mercato, da solo, non basta più a garantire equità. E l’Australia potrebbe ritrovarsi a fronteggiare tensioni simili a quelle già esplose in Europa nel passato e anche nel periodo attuale, senza aver sviluppato gli strumenti per affrontarle.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © Urban Source, Wikipedia, Ispira ETS

Articolo precedenteAdolescenti, i veri valori si stanno perdendo
Articolo successivoItalia e Turchia, IV vertice: difesa, energia e nuovi accordi
Giovanni Maria Pontieri
Giovanni Maria Pontieri lavora nel settore dell'assistenza agli anziani in Australia come social support worker e wellbeing assistant ed è anche giornalista freelance per il bisettimanale italo-australiano "La Fiamma" di Sydney. Nato e cresciuto a Pieve Torina, in provincia di Macerata, ha mosso i suoi primi passi nel mondo del giornalismo grazie al settimanale marchigiano "Orizzonti della Marca." Giovanni per "Eurocomunicazione," scrive articoli riguardanti la società e la politica australiana, con qualche incursione anche sugli argomenti legati all'Unione Europea. Con una passione per la storia, Giovanni ama immergersi in eventi musicali e culturali, e non rinuncia mai a una piacevole chiacchierata con gli amici per rilassarsi e stare in buona compagnia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui