“La restanza”, storie di montagna tra Toscana ed Emilia

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La Restanza

I cittadini raccontano quanto sia faticoso viverci, i sacrifici e cosa significa il senso dell’abbandono dal resto del Mondo

La “restanza” è un fenomeno del presente che riguarda la necessità, il desiderio, la volontà di generare un nuovo senso dei luoghi.

Il documentario “Restanza” diretto da Francesco Tomè dà voce ai pochi cittadini che abitano i borghi degli appennini tosco–emiliani. Il progetto nasce dal desiderio di raccontare quel silenzio scorto da un bambino durante le escursioni con il padre ignaro di ciò che quei villaggi avevano da raccontare. Oggi con sguardo più maturo il film maker torna per ascoltare e osservare ciò che avevano da dire. Osserva il tempo, più silenzioso, di chi “resta” nel suo luogo di origine e lo vive, lo cammina, lo interpreta. Tomè ci parla della restanza come una scelta coraggiosa compiuta per amore e per memoria, non per nostalgia e senza retorica.

Queste aree sono dimenticate da tutti. Soprattutto dalla politica che arriva a chiedere voti per poi svanire nel nulla come riportato nel documentario. Tra strade sconnesse, istituzioni mancanti, carenza di servizi di trasporto, i giovani tendono a emigrare in Città. Eppure, c’è chi resta, c’è chi sceglie di trasferirsi in questi sperduti borghi o case accanto alle stalle compiendo un gesto di fede verso qualcosa che sembra essere lasciato indietro, dando speranza in futuro più tradizionale e più umano.

Questione di testa e di cuore

In questi luoghi dell’anima la vita scorre più lenta, ma forse più densa. La montagna insegna a dare al tempo il giusto valore. Niente fretta. Insegna ad avere pazienza, per vivere a pieno ogni istante, lontani dalla frenesia quotidiana. I cittadini raccontano quanto sia faticoso viverci, i sacrifici e cosa significa il senso dell’abbandono dal resto del Mondo. Nonostante ciò, ci mostrano come la vita di montagna insegni a dare valore alle piccole cose, allo stare insieme, alla natura, agli animali e alle arti artigianali a un diverso concetto di tempo che segue il ritmo del giorno e della notte e delle stagioni. La pazienza in un Mondo dove sembra svanire vivere le cose nel loro tempo. Questo insegna la montagna.

Francesco Tomè, con il suo documentario e il libro che lo accompagna (“La Restanza: dedizione alla propria terra” – Libreria Editrice Toscana), ci mostra una realtà che si oppone all’individualismo crescente, alimentato dalla tecnologia e l’industrializzazione. Ricordandoci di come al giorno d’oggi si sono perse tradizioni e valori che un tempo erano fondamenta della nostra vita. Si è perso il rumore della natura e il suo silenzio unite agli odori e i sapori dei suoi frutti. Come si sia perso il valore manuale, L’uso delle mani che vediamo fare il formaggio o mungere e fare i tortellini. Dove tutti si conoscono. Sanno chi sono e cosa fanno non come nelle metropoli dove non si conosce neppure il vicino di pianerottolo. Dove ci si aiuta al bisogno.

Restare non è per tutti, ma ascoltare è per lui un dovere. Come scrive Vitò Teti: “Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a re-stare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente”.

La Restanza Francesco Tomè è un filmmaker e fotografo. Durante le scuole superiori scopre la sua passione per la musica, iniziando a documentare le attività musicali nel liceo. Consegue poi, il diploma triennale all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, per la quale ha sviluppato questo progetto. Nel suo percorso professionale, ha realizzato diversi documentari: outdoor, sportivi e sulla ricerca antropologica.

 

Cecilia Sandroni

Foto © Francesco Tomè

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Cecilia Sandroni
Fondatrice della Piattaforma internazionale ItaliensPR. Cecilia Sandroni, per formazione semiotico del teatro, è membro Socint e della Foreign Press di Roma come Italienspr (italienspr.com), oltre ad essere un'esperta di relazioni internazionali nella comunicazione è Antenna Journalist e international free lance Journalist. Le sue competenze spaziano dal teatro-cinema, alla fotografia, all'arte e al restauro, all’ intelligence con la passione per i diritti umani. Indipendente, creativa, concreta, amante del mare e della natura ha collaborato con importanti istituzioni italiane e straniere per la realizzazione di progetti culturali e civili

1 commento

  1. Il documentario “Restanza” di Francesco Tomè offre uno sguardo toccante e riflessivo sulla vita di chi sceglie di rimanere nei borghi appenninici, evidenziando la fatica e il senso di abbandono, ma anche la ricchezza di una vita più lenta, legata alla natura e ai valori comunitari. Il regista ci invita a riflettere sul significato di “restare” come atto di coraggio e amore per la propria terra, in contrasto con l’individualismo e la frenesia del mondo moderno.

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