All’incontro a Washington tra il presidente Usa, Trump, e il suo omologo ucraino, Zelensky, parteciperanno anche alcuni leader dell’Unione europea
«Servono garanzie di sicurezza che funzionino». Con queste parole, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha aperto la conferenza stampa congiunta con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dopo il bilaterale di Bruxelles. Al centro del colloquio la necessità di un trilaterale con i presidenti Donald Trump e Vladimir Putin e la richiesta di un maggiore sostegno europeo e americano per arrivare a una «pace giusta e duratura».
Indispensabile un cessate il fuoco
Il leader ucraino ha ribadito che la guerra non può essere fermata «sotto la pressione delle armi”, ma solo con un cessate il fuoco immediato e con garanzie concrete per la sicurezza di Kiev. Inoltre ha sottolineato che Mosca non ha avuto successo nella Regione del Donetsk: «per dodici anni Putin non è riuscito a conquistarla e ancora oggi non ci riesce. La Costituzione ucraina rende impossibile cedere o scambiare territori».
Sulla possibilità di un trilaterale con Russia e Stati Uniti, Zelensky ha dichiarato di non aver
visto «alcuna indicazione che Mosca sia pronta», ma ha avvertito che, in caso di rifiuto, «saranno necessarie altre sanzioni». Poi ha lanciato un appello ai Paesi europei: «L’Europa deve essere unita come lo era quando è scoppiata la guerra nel 2022. Solo così potremo raggiungere una vera pace». Il presidente ucraino ha ribadito che le garanzie di sicurezza per Kiev sono essenziali per proteggere non solo l’Ucraina ma l’intero Continente europeo.
Von der Leyen: «I confini internazionali non possono essere cambiati con la forza»
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito la posizione di Bruxelles:
le decisioni territoriali spettano solo all’Ucraina;
i confini internazionali non possono essere modificati con la forza;
Kiev deve essere in grado di mantenere la sua sovranità e integrità territoriale.
Von der Leyen ha ringraziato il presidente statunitense Donald Trump per «la disponibilità a contribuire all’articolo 5 della Nato come garanzia di sicurezza per l’Ucraina». Inoltre, ha annunciato che l’Unione europea sta preparando un 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia, che potrebbe essere adottato a settembre.
Atteso il trilaterale
Il momento clou sarà l’incontro previsto domani a Washington, alla Casa Bianca, tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Saranno presenti anche Ursula von der Leyen, la premier italiana Giorgia Meloni e altri leader europei. L’obiettivo è favorire un vertice trilaterale con Putin, considerato fondamentale per discutere delle questioni territoriali e delle condizioni di un cessate il fuoco.
Il premier italiano Giorgia Meloni, rientrata oggi a Roma per partecipare alla call dei
cosiddetti “volenterosi”, sarà domani a Washington. Già nell’aprile scorso aveva incontrato Trump in un bilaterale che aveva consolidato l’asse Italia-Stati Uniti su sicurezza e difesa. In quell’occasione Meloni aveva riaffermato il sostegno italiano a Kiev, sottolineando però anche la necessità di arrivare a una pace negoziata. Trump, dal canto suo, aveva insistito sul rafforzamento della spesa europea per la difesa, in linea con gli obiettivi Nato.
Parallelamente al vertice di Washington, si terrà la call dei cosiddetti “volenterosi”, tra il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier britannico Keir Starmer. Alla riunione parteciperanno anche: Alexander Stubb, presidente della Finlandia; Marc Rutte, segretario generale della Nato; diversi ministri degli Esteri europei. Scopo della riunione è coordinare la strategia tra Unione europea e Stati Uniti per arrivare a una “pace giusta e duratura“.
Dichiarazione congiunta dei leader Ue
Dall’Eliseo una fonte ha confermato che Macron parteciperà al vertice di Washington “per proseguire il lavoro di coordinamento”. Il cancelliere tedesco Merz ha ribadito la necessità di un «rapido accordo di pace», mentre il suo ministro degli Esteri Johann Wadephul ha sottolineato: «nessun negoziato sull’Ucraina è possibile senza l’Ucraina». Anche la Finlandia ha confermato la presenza del presidente Stubb, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza delle garanzie di sicurezza per l’Europa.
In serata, i leader europei hanno diffuso una dichiarazione congiunta: “spetterà all’Ucraina prendere decisioni sul proprio territorio. I confini internazionali non devono essere modificati con la forza”. Un messaggio che va a rafforzare la linea condivisa tra Bruxelles, Parigi, Berlino, Roma e Helsinki: nessuna concessione territoriale sarà possibile senza il consenso esplicito di Kiev.
Dopo l’Angelus a Castel Gandolfo, anche Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero al conflitto: «preghiamo affinché le trattative di pace vadano a buon fine e si ponga sempre al primo posto il bene comune dei popoli». Un messaggio che si aggiunge agli appelli delle scorse settimane, in cui il Pontefice aveva sollecitato una maggiore responsabilità da parte della comunità internazionale.
Verso un nuovo equilibrio geopolitico
Il prossimo vertice di Washington rappresenta un passaggio decisivo non solo per il conflitto ucraino, ma per l’intera architettura di sicurezza europea. L’ipotesi di un trilaterale Trump–Putin–Zelensky potrebbe aprire la strada a un nuovo capitolo, seppur complesso, dei negoziati. Tuttavia, le divergenze restano forti: Mosca continua a chiedere il riconoscimento di territori occupati, mentre Kiev e l’Ue ribadiscono che nessun confine può essere cambiato con la forza.
Il messaggio che arriva da Bruxelles e da Washington è chiaro: Garanzie di sicurezza per Kiev; Unità europea; Coinvolgimento degli Stati Uniti. Il prossimo incontro alla Casa Bianca sarà quindi cruciale. Da esso dipenderà se il conflitto potrà avvicinarsi a una soluzione diplomatica o se invece si continuerà sulla via delle sanzioni e della pressione economica. In ogni caso, come ha detto Zelensky, «servono garanzie che funzionino»: senza sicurezza, nessuna pace potrà essere duratura.
George Labrinopoulos
Foto © AOL.com, Al Jazeera, Governo italiano, Vatican News













