Alla Stampa Estera Pichetto Fratin traccia la rotta fissando le priorità del Belpaese
A Belèm, nel cuore dell’Amazzonia, si è aperta la Cop30 sul clima con il passaggio della presidenza da Mukthtar Babayev ad André Correa do Lago. In Italia, presso la Stampa Estera di Roma, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha tracciato la rotta che l’Italia intende seguire nel corso di una conferenza stampa organizzata dal Mase (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica).
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«A 10 anni dalla’Accordo di Parigi, non sono ammessi passi indietro» scandisce il ministro, sottolineando che «a Belèm portiamo la consapevolezza di un Paese che unisce pubblico e privato in un impegno concreto verso la transizione energetica. Il nostro contributo alla finanza climatica è solido, così come ai problemi globali attraverso soluzioni tecniche innovative».
I partecipanti
Alla conferenza di presentazione, insieme al ministro Pichetto, sono intervenuti Claudio Barbaro sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica; il direttore generale per gli Affari europei, internazionali e la finanza sostenibile del Mase, Alessandro Guerri. Per il Gruppo Ferrovie dello Stato ha partecipato l’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, mentre per Enel è intervenuto il direttore e amministratore delegato per l’Italia Nicola Lanzetta.
In collegamento dal Padiglione Italia di Belèm sono intervenuti Francesco Corvaro, inviato speciale del Governo per il Cambiamento climatico, e Federica Fricano, capo della delegazione tecnica Cop30 (Mase).
Protagonista della finanza climatica
Al centro dell’impegno dell’Italia troviamo la finanza climatica. L’Italia infatti si presenta con numeri importanti superando l’obiettivo del G20 e dimostrando una solida e stabile credibilità a livello globale. Stando ai dati riportati infatti, si parla di un notevole incremento: da 838 milioni di euro nel 2023, a circa 3,44 miliardi nel 2024. Fondamentale creare una sinergia tra fondi pubblici e privati. Esempio fra tutti il Fondo italiano per il clima, che ha un ruolo centrale anche nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.
Parlando inoltre dei Paesi in via di sviluppo e dei progetti in essere, Pichetto Fratin ha sottolineato come l’agenda italiana sia concentrata sulla ricerca di soluzioni concrete. «Vogliamo costruire partenariati strategici efficaci e garantire che tutti i Paesi europei e non, contribuiscano a una transizione giusta. Il negoziato multilaterale resta la nostra bussola per affrontare le sfide di oggi e di domani».
I punti principali
- Adattamento e sviluppo: dando una spinta alle politiche di adattamento per i Paesi in via di sviluppo con un focus sulle infrastrutture sostenibili anche portando avanti l’iniziativa 3DEN lanciata nel 2020 (promossa dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con International Energy Agency – IEA e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente – Unep), che punta a sostenere i Paesi vulnerabili nel processo di decarbonizzazione e modernizzazione dei sistemi energetici.
- Innovazione dei biocarburanti: l’Italia punta ai biocarburanti per il raggiungimento delle zero emissioni e pertanto ha sposato il progetto “4x Pledge on Sustainable Fuels”, presentato alla preCop in collaborazione con la presidenza brasiliana. Obiettivo quadruplicare entro il 2035 l’utilizzo di biocarburanti.
Il patto pubblico-privato
L’impegno italiano a Belém è tangibile e visibile grazie a un partenariato strategico che vede coinvolte eccellenze nazionali come Enel, Ferrovie dello Stato Italiane e BF International nella realizzazione del Padiglione Italia che non sarà un semplice stand, ma uno spazio vivo e interattivo suddiviso in due aree complementari dedicate a tecnologia e scienza, comunicazione e innovazione. Lo spazio istituzionale sito nella Blue Zone ospiterà oltre 50 eventi tematici e una installazione interattiva curata da Dotdotdot, che racconterà i progetti italiani e delle aziende che partecipano alla transizione energetica.
Non solo. Nel corso della conferenza stampa è stato presentato Aquapraça: un’installazione d’avanguardia – una piazza galleggiante – progettata da CRA e Höweler + Yoon, che sfrutta l’intelligenza naturale e le tecnologie reattive per affrontare l’innalzamento del livello dell’acqua. Un simbolo concreto di adattamento. Grande attenzione è riservata ai giovani, coinvolti con l’iniziativa “Youth4Climate” e 150 progetti finanziati per una transizione che sia anche culturale e partecipata.
Tra scelta responsabile e sfida industriale
Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, sottolinea: «L’impegno a favore della transizione energetica non è solo una scelta responsabile, ma una sfida industriale e finanziaria per creare valore a lungo termine a vantaggio di tutti gli stakeholder. La nostra presenza al Padiglione Italia a Belém testimonia questa visione: lavorare in sinergia con il settore pubblico per accelerare una transizione giusta e costruire un sistema energetico accessibile, sicuro e sostenibile. Il Gruppo contribuisce attivamente al raggiungimento di questi obiettivi attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili, dei sistemi di accumulo e il potenziamento e la digitalizzazione delle rete di distribuzione. Nel 2024, più dell’80% dell’energia prodotta da Enel è stata a emissioni zero, con l’obiettivo di azzerare le proprie emissioni nette dirette e indirette entro il 2040».
Federico Vecchioni, amministratore delegato di BF International, lancia un messaggio cruciale: l’agricoltura può essere protagonista della sicurezza alimentare globale. «Con il progetto BFuture Farm porteremo alla COP30 un modello agricolo innovativo, capace di coniugare produttività, valorizzazione delle risorse naturali e resilienza al cambiamento climatico. Attraverso la rigenerazione di oltre 300.000 ettari di terreni oggi incolti e la diffusione di tecnologie avanzate per la gestione dell’acqua e del suolo, BF, con la controllata BF International, contribuirà alla creazione della più importante riserva agricola e alimentare del Mediterraneo, dimostrando come l’agricoltura possa essere protagonista della transizione ecologica e della sicurezza alimentare globale».
Strisciuglio: «Da Ferrovie impegno a 360º»
Da Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, AD e DG evidenzia: «la nostra posizione nevralgica nel sistema dei trasporti ci porta a ricoprire un ruolo di primo piano nella transizione ecologica. L’impegno del Gruppo e delle consociate si manifesta in tutti i settori in cui opera Ferrovie dello Stato. Le iniziative sono tante come la neonata FSEnergy una neonata società che nasce proprio con l’obiettivo di occuparsi dell’acquisto e della produzione di energia da fonti rinnovabili, proprio perché la rete ferroviaria italiana è la più elettrificata in Europa, con una percentuale che supera l’80%». Strisciuglio inoltre sottolinea come l’impegno di Ferrovie sia a 360º, passando dalle infrastrutture all’energy saving, alla sostenibilità e non solo «di recente abbiamo presentato il nuovo ETR 1000, realizzato interamente in Italia e con un tasso di riciclabilità dei materiali impiegati superiore al 97%, un record in Europa».
«Il cambiamento climatico – scientificamente parlando – non ha confini» evidenzia il professor Corvaro ponendo l’accento sulla «necessità di un coordinamento mondiale per seguire le prassi delle linee guida che permettano di lavorare nel settore dell’adattamento e della mitigazione».
Anche la dott.ssa Fricano nel suo intervento in videocollegamento da Belém ha chiarito infatti quanto sia spesso complesso aprire un simile dialogo. «In un Mondo dove il multilateralismo è in crisi, è fondamentale ripartire da una realtà concreta mantenendo una leadership, come stiamo facendo in Europa, che abbia come primo punto l’obiettivo di fare da traino per tutte le altre realtà mondiali».













