Mentre le potenze del Golfo si fronteggiano nella Regione, la popolazione è allo stremo e gli aiuti stanno diminuendo
Le Nazioni Unite hanno avvertito che la situazione umanitaria in Yemen è destinata a peggiorare drasticamente, con i progressi compiuti nell’ultimo decennio in termini di riduzione della mortalità e della malnutrizione che rischiano di essere vanificati dal calo dei finanziamenti e dal persistere delle limitazioni all’accesso.
«Prevediamo che la situazione peggiorerà notevolmente nel 2026», ha dichiarato lunedì ai giornalisti a Ginevra Julien Harneis, responsabile delle attività umanitarie delle Nazioni Unite per lo Yemen. Secondo i dati dell’Onu, quest’anno circa 21 milioni di persone avranno bisogno di assistenza umanitaria, rispetto ai 19,5 milioni precedenti. Harneis ha affermato che il collasso economico, l’erosione dei servizi pubblici tra cui sanità e istruzione e la continua incertezza politica stanno determinando il peggioramento delle prospettive.
La diminuzione del supporto economico dall’estero
L’allarme giunge in un momento di forte contrazione dei finanziamenti umanitari. Gli aiuti tradizionalmente forniti dalle Nazioni occidentali sono stati ridimensionati, poiché i Governi donatori hanno riorientato la spesa verso priorità militari e di difesa. Gli Stati Uniti hanno tagliato il loro bilancio umanitario, così come altri donatori occidentali, creando quella che i funzionari delle Nazioni Unite descrivono come una crisi di finanziamenti.
Nel 2025 l’Onu ha ricevuto 680 milioni di dollari per le operazioni in Yemen, circa il 28% dell’importo richiesto. Harneis ha affermato che il deficit sta già costringendo a tagli ai programmi a sostegno della sicurezza alimentare, della prevenzione delle malattie e dell’assistenza sanitaria di base. «I bambini stanno morendo e la situazione peggiorerà ulteriormente».
«Per 10 anni, le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie sono state in grado di migliorare la mortalità e la morbilità ma quest’anno non sarà più così», ha aggiunto responsabile delle attività umanitarie dell’Onu.
La stretta sui finanziamenti ha messo a dura prova il fragile sistema sanitario yemenita. Il sistema, che per anni ha fatto affidamento in larga misura sulle agenzie delle Nazioni Unite e sul sostegno della Banca Mondiale, dovrebbe perdere ulteriore sostegno. «Lo Yemen sta diventando più vulnerabile alle epidemie», ha dichiarato Harneis, avvertendo che malattie infettive come il morbillo e la poliomielite potrebbero diffondersi oltre i confini dello Yemen.
Le estreme difficoltà di assistenza a causa delle spaccature politiche yemenite
L’assistenza umanitaria è inoltre limitata dalla frammentazione politica e dalle contestazioni alle autorità all’interno del Paese. Le agenzie delle Nazioni Unite operano soprattutto nelle aree amministrate dal Governo riconosciuto a livello internazionale, mentre le Regioni sotto l’amministrazione Houthi di Ansar Allah – dove si concentra la maggior parte dei bisogni umanitari – rimangono difficili da raggiungere attraverso i meccanismi standard delle Nazioni Unite.
Harneis ha sostenuto che le condizioni del personale umanitario sono peggiorate, sottolineando che 73 colleghi delle Nazioni Unite sono stati detenuti dal 2021. A settembre, hanno trasferito la base del loro coordinatore residente ad Aden a seguito della detenzione di almeno 18 membri del personale Onu a Sana’a. «Vedere la nostra risposta umanitaria così zoppicante è terrificante».
La zona di controllo Houthi, area molto critica e soggetta a pesanti sanzioni
Le autorità di Sana’a, Capitale dell’area controllata dal Consiglio politico supremo della fazione Houthi, hanno precedentemente affermato che le tutele legali garantite al personale delle Nazioni Unite non dovrebbero essere utilizzate come copertura per attività di spionaggio.
Allo stesso tempo i funzionari di Sana’a sostengono che le restrizioni esterne, piuttosto che la sola governance interna, stanno accelerando il collasso del settore sanitario yemenita. Nel novembre 2025, il ministro della Salute Houthi, Ali Shaiban, ha affermato che
il rinnovo delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la continua chiusura dell’aeroporto internazionale di Sana’a avevano inasprito il blocco sul Paese, impedendo l’accesso ai farmaci termosensibili e impedendo ai pazienti di recarsi all’estero per curarsi. Ha descritto la chiusura dell’aeroporto come un crimine contro l’umanità e ha avvertito che la carenza di farmaci essenziali stava già costando vite umane.
La crisi sanitaria dello Yemen si sta sviluppando sullo sfondo di ripetuti attacchi alle infrastrutture civili e della più ampia escalation regionale seguita alla decisione del Governo Houthi di imporre un blocco navale a sostegno di Gaza. Le autorità sanitarie affermano che l’effetto combinato di sanzioni, restrizioni dello spazio aereo, infrastrutture danneggiate e pressione militare ha interrotto le catene di approvvigionamento di carburante, attrezzature mediche e medicinali essenziali.
Storici partner arabi, rivali nella Regione
Harneis ha affermato che le Nazioni Unite stanno ora cercando ulteriore supporto dai Paesi del Golfo per compensare i tagli agli aiuti occidentali. Qui tuttavia si palesa uno dei problemi fondamentali della crisi in Yemen: infatti sono proprio Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti a spalleggiare due tra le fazioni in guerra. Il Governo internazionalmente riconosciuto con sede ad Aden è sostenuto dai sauditi mentre il Consiglio di transizione per il Sud ha l’appoggio emiratino.
I funzionari sauditi hanno sempre più spesso accusato le fazioni sostenute dagli Emirati Arabi Uniti di promuovere programmi che minacciano la sicurezza nazionale saudita, una frattura significativa tra due Stati che un tempo guidavano congiuntamente la coalizione militare intervenuta in Yemen dal 2015.
A dicembre, le forze affiliate al Consiglio di Transizione per il Sud hanno esteso la loro presenza in diversi governatorati meridionali, avanzando verso aree che Riyad considera strategicamente sensibili, comprese le zone vicine al confine saudita. I funzionari sauditi hanno affermato che il separatismo incontrollato, il dominio delle milizie e la frammentazione territoriale potrebbero avere gravi conseguenze per la sicurezza del regno.
Possibilità di ricomporre una frattura
L’escalation ha spinto l’Arabia Saudita a lanciare attacchi aerei contro una spedizione
collegata alle forze supportate dagli Emirati Arabi Uniti, seguiti da un rapido contrattacco terrestre da parte di unità allineate all’Arabia Saudita che ha annullato le conquiste del Consiglio di Transizione per il Sud. Le forze sostenute dall’Arabia Saudita hanno successivamente annunciato il loro completo dispiegamento in tutto il governatorato di Aden, mentre il Consiglio di leadership presidenziale si è mosso per riconquistare campi e installazioni precedentemente controllati da unità allineate al CTS.
Nonostante i combattimenti in corso, il dialogo tra i rappresentati yemeniti del sud e i sauditi è recentemente ripreso a Riyad, segno che forse tra le parti c’è la possibilità di ricomporre una frattura che rischia di aggravare la condizione terribile di un Paese già martoriato da quindici anni di guerra civile.
Ad oggi, quella in Yemen rimane una delle emergenze umanitarie più gravi al Mondo. Le agenzie umanitarie avvertono che, senza un’inversione di tendenza nei finanziamenti e un accesso duraturo a forniture e servizi medici, il prossimo anno potrebbe segnare una svolta in cui i decessi evitabili torneranno ad aumentare in tutto il Paese.
Guido Zeviani Pallotta
Foto © Felton Davis, Imana.org, Yemen-media.info, AFP













