Negoziati trilaterali per giungere alla pace tra Mosca e Kiev

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Russia e Ucraina si sono confrontate a Ginevra durante un terzo round mediato dagli Usa il cui esito è stato difficile ma sostanziale

Si sono conclusi i negoziati trilaterali che nelle giornate di martedì 17 febbraio e mercoledì 18 hanno coinvolto Ucraina, Russia e Usa. Si è così giunti al termine del terzo round di colloqui, questa volta svoltosi nell’hotel InterContinental di Ginevra, a pochi giorni di distanza dal quarto anniversario dello scoppio del conflitto russo-ucraino. L’obiettivo era ampliare il ventaglio dei temi trattati nei precedenti incontri avvenuti negli Emirati Arabi e in Turchia, con la partecipazione di figure chiave nell’ambito della sicurezza, della difesa e dell’intelligence.

Nel mentre i consiglieri di Germania, Francia, Uk, Italia e Svizzera si sono incontrati con le delegazioni di Kiev e di Washington per delle consultazioni parallele. Anche questi ultimi confronti si basano sul piano di pace degli Usa, reso pubblico nel novembre scorso.

Rispetto ai precedenti colloqui, avvenuti a Istanbul e ad Abu Dhabi, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva affermato che a Ginevra non ci si sarebbe limitati ai temi già ampiamenti discussi ma si sarebbe andati anche oltre, giungendo a parlare delle questioni più spinose che riguardano le concessioni territoriali. «Questa volta intendiamo discutere una gamma più ampia di questioni, comprese quelle principali relative ai territori e a tutto il resto. Queste tematiche sono legate alle nostre richieste. La presenza del capo negoziatore Medinsky è necessaria». Dal canto suo invece l’Ucraina ha avuto due figure principali a rappresentarla: il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale del Paese, Rustem Umerov, e il capo di gabinetto del presidente Zelensky, Kyrylo Budanov. Tra i temi che la delegazione di Kiev intendeva sollevare, premeva quello di un cessate il fuoco energetico.

Alla guida dei negoziati gli americani Steve Witkoff e Jared Kushner, membri dell’amministrazione Trump.

L’esito degli incontri

negoziatiAd annunciare la chiusura dei negoziati è stato il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, sottolineando come gli incontri siano stati «difficili, ma professionali», aggiungendo che presto si terrà una ulteriore tornata, nonostante non vi sia ancora una data certa. Medinsky ha inoltre affermato che nella giornata di ieri gli incontri siano stati molto lunghi, assumendo formati diversi, mentre nella giornata di oggi sarebbero durati solamente due ore. Quanto riportato dal capo della delegazione russa è stato inoltre confermato dai media di Stato russi che, in merito alla giornata di ieri, hanno parlato di colloqui della durata di ben sei ore, specificando come in alcuni momenti il confronto sia stato trilaterale e invece in altri bilaterale, con un’alternanza di dialogo tra la delegazione russa e ucraina con quella americana.

Su Telegram, rispetto alla giornata di martedì, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accusato la Russia di star tentando di prolungare il raggiungimento della pace. «Ci sono stati degli incontri davvero difficili e possiamo affermare che la Russia sta cercando di trascinare i negoziati, che potrebbero già essere giunti alla fase finale». Il leader ucraino ha inoltre affermato di aver assegnato un compito chiaro ai membri della sua delegazione: «fare tutto il possibile per garantire che i negoziati siano ancora efficaci e aumentare le possibilità di soluzioni pacifiche». Nonostante l’iniziale insoddisfazione, oggi il capo della delegazione ucraina, Rustem Umerov, ha dichiarato che le trattative conclusesi a Ginevra sono state «sostanziali e che sono state chiarite diverse questioni». Ha inoltre aggiunto che i progressi ottenuti non offuscheranno l’obiettivo finale di una pace giusta e sostenibile.

L’importanza del sostegno Ue

negoziatiIn seguito al ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump nel gennaio 2025, il presidente americano ha rilanciato fin da subito la centralità degli Usa in quanto mediatore principale tra i due Stati in conflitto. Dopo mesi incerti, Washington ha lanciato il suo piano di pace per l’Ucraina, incrementando da allora gli sforzi per poterlo realizzare. Il piano proposto da Trump prevede 28 punti, ponendo come centrali le cessioni territoriali ucraine, soprattutto rispetto al Donbass, in cambio di garanzie di sicurezza contro future aggressioni. I punti cardine riguardano anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia commissionata dall’Aiea, la rinuncia di Kiev a entrare nella Nato e la riduzione dell’esercito ucraino a 600mila unità.

Al di là dell’impegno statunitense, per Kiev resta fondamentale il sostegno dell’Ue. L’incontro separato tra Umerov e i rappresentanti europei di Francia, Uk, Germania, Italia e Svizzera è avvenuto in seguito alla fine della prima giornata di negoziati, in presenza anche di rappresentati americani. «Abbiamo discusso i risultati del round di negoziati e coordinato i nostri approcci per le azioni future. È importante mantenere una visione condivisa e azioni coordinate tra Ucraina, Stati Uniti ed Europa», ha fatto sapere il segretario del Consiglio ucraino sui suoi canali social. Tali incontri sono stati poi riconfermati da Zelensky che ha sottolineato come la partecipazione europea ai negoziati trilaterali fosse indispensabile per il raggiungimento di accordipraticabili”.

Condizioni di vita complesse

Nel mentre la guerra continua. Oltre 99mila persone, secondo le autorità ucraine, sono senza elettricità a Odessa, Zaporizhia e Dnipropetrovsk nel sud e a Sumy nel nord-est per via dei bombardamenti russi. Nelle scorse notti un totale di 149 droni a lungo raggio, di cui oltre la metà sono di fabbricazione russo-iraniana, ha colpito numerose località ucraine.

Nel mentre pure il Cremlino ha fatto sapere che in questi giorni sono continuati gli attacchi ucraini con droni rivolti soprattutto verso la Crimea, annessa alla Russia dal 2014.

NegoziatiGli attacchi inficiano la vita di milioni di persone, rendendo le condizioni di vita estremamente difficili. «Mentre entriamo nel quinto anno di guerra, un terzo dei bambini ucraini rimane sfollato. Si tratta di quasi 2,6 milioni di minori. Di cui più di 791.000 sono sfollati all’interno dell’Ucraina mentre il restante 1,8 milioni vive fuori dal Paese», ha dichiarato il rappresentante dell’Unicef in Ucraina, Munir Mammadzade. «La guerra è intensa nelle zone della linea del fronte, ma colpisce anche i bambini lontani dal fronte di Kherson. Gli attacchi nelle zone abitate da civili continuano in tutto il Paese, distruggendo le loro case, le scuole, gli ospedali e le infrastrutture da cui dipendono». Ha poi concluso il suo intervento specificando che lo scorso anno l’uccisione e la mutilazione di minori nella Città e nella Regione di Kiev sono aumentate di quasi quattro volte rispetto al 2024.

 

Ottavia Scorpati

Foto © Fox News, The Straits times, Start magazine, CNN

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