Hpv in Italia: prevenzione e vaccino per fermare i tumori

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L’Iss ricorda l’importanza di vaccino e screening per ridurre incidenza e mortalità dei tumori legati al papillomavirus umano

In Italia, il virus Hpv – il papillomavirus umano – continua a rappresentare una sfida cruciale per la salute pubblica. Secondo i dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione sull’Hpv, che si celebra il 4 marzo, si registrano ogni anno più di 7.000 nuovi casi di tumori correlati e oltre 3.000 decessi.

Si tratta di patologie che colpiscono donne e uomini e che, nella maggior parte dei casi, possono essere prevenute grazie alla vaccinazione e ai programmi di screening oncologico.

Cos’è e come si trasmette

Il gruppo dei virus Hpv comprende numerosi genotipi, alcuni dei quali ad alto rischio oncogeno, responsabili di tumori come il carcinoma della cervice uterina, ma anche di tumori anali, orofaringei, del pene, della vulva e della vagina. Altri genotipi, a basso rischio oncogeno, sono invece legati a patologie benigne come i condilomi anogenitali, noti comunemente come “creste di gallo”.

L’Hpv si trasmette prevalentemente per via sessuale ed è considerata l’infezione virale sessualmente trasmessa più diffusa al Mondo. Nella maggioranza dei casi, l’infezione si risolve spontaneamente, ma in una piccola percentuale di persone può persistere e provocare lesioni precancerose che, nel tempo, evolvono in tumore.

Prevenire è possibile

La buona notizia è che gli strumenti per contrastare l’Hpv esistono e funzionano. La prevenzione primaria avviene tramite la vaccinazione anti-Hpv, introdotta in Italia a partire dal 2007-2008 per bambine, bambini e adolescenti nati dal 1995-1996 in poi.

Chi non è stato vaccinato in età infantile o adolescenziale può comunque recuperare la vaccinazione, rivolgendosi ai centri vaccinali delle Asl di riferimento. L’accesso è gratuito e le informazioni possono essere richieste attraverso i numeri verdi regionali dedicati.

In parallelo, la prevenzione secondaria si basa sui programmi di screening organizzati, attivi in tutte le Regioni italiane per la diagnosi precoce del carcinoma della cervice uterina. Tutte le donne tra i 25 e i 64 anni sono invitate periodicamente a eseguire il Pap test o il test Hpv–Dna, strumenti che permettono di individuare precocemente eventuali infezioni o alterazioni cellulari.

Le donne della fascia d’età 25-30 anni che aderiscono per la prima volta allo screening e non sono vaccinate ricevono anche l’offerta della vaccinazione gratuita. Come ricorda l’Iss, poiché la progressione dell’infezione verso la malattia è lenta, l’adesione regolare ai programmi di screening consente una prevenzione efficace e completa.

I risultati della vaccinazione in Italia

L’impatto del vaccino è già visibile. Nell’ultimo decennio, l’Italia ha registrato una notevole riduzione dei casi di condilomi ano–genitali, sia tra le donne che tra gli uomini, in particolare nei giovani sotto i 25 anni. L’Iss sottolinea come questo rappresenti il primo effetto tangibile della campagna vaccinale anti-Hpv, precedendo i benefici di lungo periodo che si attendono sulla diminuzione dei tumori correlati.

Una revisione scientifica internazionale basata su 225 studi ha confermato che il vaccino può ridurre dell’80% i tumori della cervice uterina nelle persone vaccinate entro i 16 anni. Inoltre, è associato a una diminuzione significativa delle lesioni precancerose e non mostra collegamenti con effetti collaterali gravi o problemi di fertilità.

L’Iss ribadisce che la vaccinazione protegge entrambi i sessi, rafforzando la necessità di un’adesione ampia e inclusiva ai programmi vaccinali.

Coperture disomogenee tra le Regioni italiane

Nonostante le evidenze scientifiche e la disponibilità gratuita, le coperture vaccinali anti–Hpv in Italia restano ancora lontane dagli obiettivi fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Unione europea.

I dati più recenti mostrano una forte disomogeneità territoriale: la Lombardia arriva al 77% di copertura, mentre la Sicilia si ferma al 23%. Nessuna Regione, attualmente, raggiunge il 95% raccomandato a livello internazionale.

Situazione simile anche per lo screening oncologico, dove le percentuali di adesione variano dall’88% della Valle d’Aosta al 58% della Calabria. Queste differenze influenzano direttamente la possibilità di ridurre in modo uniforme il carico dei tumori prevenibili e di contribuire agli obiettivi globali di eliminazione del tumore della cervice uterina.

La sfida globale della prevenzione

L’HPV rappresenta, secondo l’Iss, una sfida sanitaria globale non solo per la sua diffusione, ma anche per la capacità dei sistemi sanitari di trasformare le evidenze scientifiche in protezione reale.

«Le conoscenze scientifiche sulla prevenzione sono ormai consolidate» evidenziano gli esperti dell’Istituto. Hpv Italia prevenzione vaccino«Ma la loro applicazione concreta dipende dalla capacità dei servizi sanitari di garantire organizzazione, continuità delle politiche, integrazione tra vaccinazione e screening, oltre a una comunicazione chiara e basata su evidenze scientifiche». Ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali, spiegano ancora, è fondamentale per consentire a tutti i cittadini di accedere a strumenti preventivi sicuri ed efficaci, rafforzando al tempo stesso consapevolezza e fiducia nella sanità pubblica.

Dove ottenere informazioni scientificamente affidabili

Per chi desidera approfondire o ricevere informazioni personalizzate sull’infezione da HPV, l’Istituto superiore di sanità mette a disposizione il telefono verde Aids e infezioni sessualmente trasmesse, al numero 800 861061.

Il servizio, attivo dal lunedì al venerdì dalle 13:00 alle 18:00, offre consulenza gratuita e riservata sia in italiano che in inglese. Dal 2013 è affiancato dal portale informativo “Uniti contro l’Aids”, che fornisce aggiornamenti, risorse educative e strumenti di prevenzione.

Le persone sorde possono ricevere informazioni attraverso il modulo online disponibile sul sito dell’Iss all’indirizzo www.iss.it/info-persone-sorde, gestito direttamente dagli esperti del Telefono Verde.

Con la Giornata internazionale dedicata all’Hpv, l’Iss rinnova quindi il suo appello: vaccinarsi e partecipare ai programmi di screening non è soltanto una scelta personale di salute, ma anche un gesto collettivo di prevenzione che può, nel tempo, salvare migliaia di vite ogni anno in Italia.

 

Ginevra Larosa

Foto © CSV Lazio, Benacus Lab, Auxologico, Doctor33

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