Europa contro crisi casa: piano Ue e controlli affitti brevi

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Europa casa affitti

Parlamento europeo approva rapporto su 10 mln abitazioni mancanti. In Italia Guardia di Finanza scopre evasione e truffe su locazioni turistiche post-pandemia

L’Europa ha compiuto un passo politico rilevante sulla casa, mentre in Italia esplode il tema degli affitti brevi tra evasione, abusivismo e truffe online. Ecco come il nuovo rapporto del Parlamento europeo e i controlli della Guardia di Finanza si incrociano su uno dei nodi più sensibili per cittadini, famiglie e territori.

La crisi abitativa entra nell’agenda politica europea

Per la prima volta il Parlamento europeo ha approvato un rapporto organico dedicato alla crisi abitativa nell’Unione, con 367 voti favorevoli, 166 contrari e 84 astensioni. Il documento non ha effetti legislativi immediati, ma orienta il futuro Piano europeo per gli alloggi accessibili e le prossime iniziative della Commissione e dei Governi nazionali.

Il punto di partenza sono i numeri: secondo le stime richiamate a Strasburgo, nell’Ue mancano circa 10 milioni di abitazioni e negli ultimi anni i canoni di locazione sono aumentati di oltre il 30%, con effetti particolarmente pesanti su giovani, studenti e famiglie a reddito medio-basso. «Una generazione che non può permettersi una casa non può costruire un futuro», ha sintetizzato il relatore del rapporto, l’eurodeputato spagnolo Borja Giménez Larraz.

La presidente della commissione speciale Hous, Irene Tinagli, ha ricordato come la crisi della casa «ha conseguenze di vasta portata sulla qualità della vita degli europei, incidendo sulla salute, sulla coesione sociale e sull’accesso alle opportunità economiche». È un riconoscimento politico esplicito del fatto che l’abitare non è solo un tema sociale o urbano, ma anche una leva economica e un fattore di stabilità democratica.

Più alloggi accessibili, edilizia sociale e riqualificazione verde

La relazione della commissione Hous (istituita a fine 2024 per affrontare la crisi abitativa nell’Ue) inserisce le proprie raccomandazioni nel quadro del futuro Piano europeo per gli alloggi accessibili, chiedendo una mobilitazione coordinata delle risorse Ue esistenti. L’obiettivo è aumentare l’offerta di case accessibili, in particolare nelle grandi Città dove domanda abitativa, turismo e investimenti speculativi spingono al rialzo i prezzi.

Tra le indicazioni chiave figurano:

  • destinare fondi specifici alla ristrutturazione del patrimonio edilizio, per migliorare l’efficienza energetica e combattere la povertà energetica;

  • fissare standard minimi di qualità per le nuove abitazioni, con attenzione a isolamento, efficienza energetica e qualità dell’aria interna;

  • incrementare la quota di edilizia pubblica e sociale nelle aree urbane, considerata cruciale per contenere gli squilibri del mercato e garantire soluzioni abitative stabili alla fascia più fragile della popolazione.

Nel testo rientra anche lo student housing come questione strutturale europea, con l’ipotesi di un progetto pilota Ue per modelli innovativi di residenzialità universitaria, sostenuto dalla Conferenza dei Collegi universitari di Merito e dalla rete EucA. Il tema dell’alloggio per studenti viene così elevato a livello comunitario, in risposta a tensioni ormai diffuse in quasi tutte le principali Città universitarie.

Fisco, mercato immobiliare e permessi edilizi più rapidi

Una parte significativa del rapporto riguarda il funzionamento del mercato immobiliare e le leve fiscali su cui gli Stati membri vengono invitati a intervenire. Gli eurodeputati chiedono incentivi fiscali mirati alle famiglie a basso e medio reddito, la rimozione di ostacoli come le elevate imposte di registrazione per la prima casa e condizioni tributarie che rendano gli affitti a lungo termine più convenienti rispetto alle locazioni brevi o speculative.

Sul fronte delle regole, il Parlamento propone anche un pacchetto di semplificazione edilizia, invitando la Commissione a definire una cornice europea che preveda procedure digitali per il rilascio dei permessi e un termine massimo di 60 giorni per le autorizzazioni. L’obiettivo è accelerare sia i nuovi cantieri sia gli interventi di ristrutturazione, riducendo il peso della burocrazia che in molti Paesi rallenta l’immissione di nuove unità sul mercato. Il rapporto guarda anche alla dimensione industriale della filiera delle costruzioni, sollecitando l’Unione a rafforzare la propria sovranità nel settore, a promuovere la produzione di materiali innovativi e sostenibili e a consolidare il mercato unico delle materie prime. In quest’ottica si propone l’introduzione di requisiti minimi di origine “Made in Eu” per i componenti usati nei progetti cofinanziati dall’Unione, in una logica che incrocia politica industriale, transizione verde e sicurezza economica.

Affitti turistici, diritti degli inquilini e occupazioni abusive

Uno dei capitoli più sensibili del documento riguarda gli affitti turistici, cresciuti in modo esponenziale in molte Città europee e spesso accusati di comprimere l’offerta per residenti e lavoratori. Il Parlamento chiede una normativa europea in grado di bilanciare sviluppo del turismo e accessibilità degli alloggi, fissando obiettivi comuni a livello Ue ma lasciando margini di adattamento a Stati, Regioni e autorità locali.

Nel testo trovano spazio anche due temi spesso in tensione tra loro: da un lato la condanna delle occupazioni abusive di immobili, con l’invito agli Stati membri a rafforzare la tutela dei proprietari; dall’altro, il rafforzamento dei diritti degli inquilini e misure per prevenire aumenti sproporzionati degli affitti e sfratti arbitrari. È un tentativo di comporre, in un quadro comune, interessi diversi che attraversano le grandi Città europee, dove la pressione sugli alloggi è ormai strutturale. In prospettiva, molto dipenderà da come la Commissione tradurrà queste linee guida in proposte normative e da quanto i Governi nazionali saranno disposti a intervenire su regimi fiscali, regolazione degli affitti brevi e politiche di edilizia sociale. Il rapporto, intanto, segna una presa di posizione politica che riconosce la casa come infrastruttura essenziale di cittadinanza e coesione.

L’altra faccia degli affitti brevi: evasione, nero e truffe

Mentre Bruxelles alza l’asticella delle ambizioni, in Italia i controlli della Guardia di Finanza fotografano l’altra faccia del boom delle locazioni brevi, in particolare nelle zone a forte vocazione turistica. La spinta del turismo post Covid sta dilatando un business in cui, accanto a una maggioranza di operatori regolari, si muovono evasione fiscale, abusivismo e, in alcuni casi, vere e proprie truffe ai danni dei viaggiatori e dell’Erario.

Nel Bresciano, un intervento capillare su 32 strutture tra capoluogo, lago di Garda e località montane ha portato alla luce oltre 750mila euro sottratti a tassazione, sette evasori totali e tredici violazioni delle norme regionali sulle case vacanza. Le verifiche hanno riguardato anche l’impiego di forza lavoro non regolarizzata, il rispetto delle norme di sicurezza e gli obblighi di comunicazione degli ospiti, con l’obiettivo dichiarato di fermare l’abusivismo e tutelare gli operatori che rispettano le regole.

Scenario analogo è emerso nelle Valli Giudicarie, in Val Rendena e in Valle del Chiese, dove i finanzieri sono partiti da annunci online e post sui social con prezzi anomali rispetto alle località e alla stagione. Gli approfondimenti, compresi sopralluoghi in diverse località, hanno permesso di individuare 16 contribuenti che in cinque anni avrebbero maturato circa 470mila euro di redditi non dichiarati da affitti turistici.

A essere coinvolto non è solo il segmento medio o low cost: anche le case vacanze di lusso finiscono nel mirino, come dimostra l’indagine del comando provinciale di Arezzo su una società esterovestita, formalmente con sede nel Regno Unito ma di fatto operante in Italia, accusata di intermediariato in locazioni turistiche di fascia alta in totale evasione di imposte per oltre 7,4 milioni di euro.

Annunci “trappola” e strutture abusive: il caso Roma

Nell’area romana la pressione turistica legata al Giubileo e ai grandi eventi religiosi ha creato un terreno fertile anche per forme di criminalità più organizzata nel settore degli affitti brevi. Un’indagine della Compagnia della Guardia di Finanza di Velletri, coordinata dalla Procura locale, ha smascherato un sistema di annunci “trappola” pubblicati su siti e piattaforme online per appartamenti e camere in bed and breakfast a Roma in realtà inesistenti o non nella disponibilità degli inserzionisti. Il meccanismo prevedeva che, una volta effettuato il pagamento tramite carta di credito, le somme confluissero sui conti di una società creata ad hoc, per poi essere rapidamente trasferite a ulteriori società riconducibili allo stesso gruppo, alcune con sede all’estero. Il giro d’affari illecito è stato stimato in oltre 1 milione di euro, con un sequestro preventivo di circa 145mila euro rinvenuti sui conti della società destinataria dei versamenti.

Accanto alle truffe online si registra anche il fenomeno dell’esercizio abusivo di attività turistico–ricettiva: durante le operazioni legate al Giubileo a Roma è stato individuato, nei pressi della Fontana di Trevi, un albergo completamente abusivo sviluppato su cinque piani di un immobile, con 35 stanze e 85 posti letto, privo di autorizzazioni ma organizzato per apparire come una struttura pienamente legittima. Ogni piano corrispondeva a una diversa partita Iva di affittacamere, a testimonianza di una frammentazione artificiale pensata per eludere controlli e vincoli amministrativi, tanto che solo dopo gli approfondimenti della Guardia di Finanza il titolare ha avviato l’iter di regolarizzazione.

Più in generale, l’intensificazione dei controlli durante il Giubileo e in altre fasi di picco dell’afflusso religioso e turistico verso la capitale ha fatto emergere irregolarità amministrative a carico di oltre 100 soggetti, con sanzioni pecuniarie per più di 500mila euro.

Dall’Europa ai territori: la sfida delle misure concrete

Il rapporto del Parlamento europeo e i casi italiani legati agli affitti brevi descrivono due Europa casa affittifacce della stessa questione: la casa come bene scarso, terreno di tensione sociale e, allo stesso tempo, campo di espansione per modelli di business che vanno dal pienamente legale al criminale. A Bruxelles si definiscono linee guida su alloggi accessibili, edilizia sociale, affitti turistici, semplificazione edilizia e tutela degli inquilini e dei proprietari; sul territorio, forze di polizia economico-finanziaria e autorità locali cercano di tradurre quei principi in controlli, sanzioni e percorsi di emersione dal nero.

La sfida, ora, è colmare il divario tra dichiarazioni e realtà, tra indirizzo politico europeo e gestione quotidiana di Città in cui vivere diventa sempre più costoso e complesso. Se la “rotta” è tracciata a livello Ue, la credibilità delle istituzioni dipenderà dalla capacità di trasformare questo quadro in misure verificabili: più abitazioni accessibili, più trasparenza nel mercato delle locazioni brevi, meno burocrazia per chi investe nella qualità dell’abitare e regole certe per chi affitta, ospita o semplicemente cerca una casa.

 

Ginevra Larosa

Foto © Commercialista.it, Instagram, InSic, Cremona Oggi, Linkedin

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