Cagli e Botero in Sicilia: due mostre tra memoria e mito

0
47
Cagli

A Taormina, Palermo e Agrigento due rassegne esplorano l’arte di Corrado Cagli e Fernando Botero tra identità, esilio, forme e paesaggi antichi

Taormina rilegge a Palazzo Corvaja la vicenda di un artista, il marchigiano Corrado Cagli, sospeso tra esilio e appartenenza, identità e memoria, attraverso il tema del ritorno. Tre luoghi che rappresentano lo sviluppo artistico di Cagli, la Roma fascista, l’esilio di New York e la maturità di Taormina, sono il filo conduttore della mostra siciliana, curata da Franco Baldasso, che restituisce la complessità della parabola di Corrado Cagli, intrecciando identità ebraica, omoerotismo, memoria del fascismo e dimensione cosmopolita della cultura taorminese.

La mostra molto interessante dal titolo Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina, costruisce una rilettura della vicenda artistica di Corrado Cagli. Il nostos non è in questa mostra nostalgia, ma una condizione critica; il ritorno come confronto con ciò che si è stati, con ciò che si è perduto e con un’identità continuamente ridefinita dall’esperienza. Dunque tre luoghi esistenziali. Assistiamo così da spettatori inermi un viaggio che vede come protagonista l’artista, ma non solo. Attraverso la mostra ripercorriamo la storia d’Italia e la nostra storia.

CagliUn percorso esistenziale pieno di contraddizioni quello vissuto da Cagli. Artista celebrato dal regime e autore di importanti commissioni pubbliche, Cagli progressivamente viene escluso dallo spazio culturale italiano con l’affermarsi dell’antisemitismo e con le leggi razziali del 1938. Il tema di Davide e Golia, ricorrente in quegli anni, assume così una duplice valenza: da una parte richiama la tradizione umanistica italiana, dall’altra si confronta con la Stella di Davide trasformata dalla propaganda antisemita in marchio d’esclusione. L’identità ebraica entra nella sua opera come esperienza storica e strumento di memoria.

Vi è poi la dimensione dell’omoerotismo. Le Allegorie, il rapporto con il calcio e con la danza mettono in discussione la rappresentazione normativa del corpo e della mascolinità. Quindi il nostos è tutt’altro che pacificato, perché dopo l’esilio, la guerra e l’arruolamento nell’esercito americano, Cagli rientra in un’Italia incapace di elaborare il proprio passato fascista. La sua vicenda diventa anche una riflessione sulla memoria collettiva e sulla difficile eredità culturale del fascismo. Taormina è stato un luogo determinante per Cagli, perché a Casa Cuseni, crocevia della cultura cosmopolita del secondo dopoguerra, lavorò su Piccolo processo del 1970. Qui il nostos non è un ritornare, ma rendere la realtà nuovamente visibile.

Botero tra i templi di Agrigento

Tra Palermo e Agrigento, fino al 31 ottobre, due mostre dedicate a Fernando Botero raccontano la ricerca artistica tra pittura e scultura in 37 opere, dal rapporto con la classicità alla poetica delle forme. Le sculture di Botero sono monumentali e le due locations di Palermo in un palazzo storico e l’architettura dorica di Agrigento, sono luoghi di un unico racconto per la bella mostra intitolata Fernando Botero, curata Fernando Botero Quintana e Nicola Barbatelli.

Come dicevamo la rassegna si divide in due mostre complementari: Fernando Botero. Il peso dei sogni, ospitata nelle sale del Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Riso, e Fernando Botero. L’incanto del mito, allestita tra Villa Aurea e la Valle dei Templi di Agrigento. Una ricerca dell’artista colombiano ripercorsa attraverso dipinti, sculture e opere su carta provenienti dalla Collezione Fernando Botero.

«Per me è un’esaltazione del volume e della sensualità», affermava Botero, individuando nella pienezza delle forme il nucleo della propria ricerca. Con la trasformazione delle proporzioni, le figure acquistano una nuova consistenza plastica e definiscono un nuovo rapporto tra corpo e spazio. In questo senso è importante il dialogo con il Rinascimento italiano, con maestri come Giotto e Piero della Francesca. Dalla pittura antica raccoglie il senso della costruzione, l’equilibrio delle composizioni, la luce e la possibilità di dare alle figure una presenza monumentale. La monumentalità di Botero risente dell’insegnamento di Michelangelo.

Il peso dei sogni: le opere di Botero a Palazzo Riso di Palermo

Queste sono opere che affrontano la dimensione più intima della produzione di Botero, esponendo oli su tela, disegni e acquerelli. Ma ad aprire la sala vi è una scultura in bronzo, Il serpente. Animale dominante anche per il suo magnetismo. La superficie metallica modula la luce e invita a guardare il volume prima ancora del soggetto. Ed è questo il significato della mostra. Il linguaggio di Botero è capace di dare consistenza fisica a ciò che appartiene all’immaginazione. Le figure femminili, i personaggi del circo, i musicisti, le coppie e le nature morte non sono semplici rappresentazioni della realtà, ma immagini trasformate. Opere come Donna con ventaglio, L’equilibrista e Picador mostrano bene questa ricerca.

L’incanto del mito: Botero tra la Valle dei Templi e Villa Aurea ad Agrigento

È la sezione più affascinante del percorso siciliano di Botero. Camminando lungo i sentieri della Valle dei Templi, troviamo otto sculture in bronzo inserite nel paesaggio archeologico. La ricerca scultorea di Botero, avviata negli anni Sessanta, ruota intorno a un’idea di equilibrio e permanenza che trova un confronto naturale nell’architettura dorica dell’antica Akragas. L’equilibrio architettonico greco viene modificato in Botero, con l’espansione dei volumi, riconducendo la deformazione a una nuova idea di armonia. Tra le figure allestite figurano Leda e il cigno, Donna a cavallo e le diverse versioni di Donna sdraiata. All’interno della Villa il percorso assume una dimensione più raccolta. Le opere su carta e tela tracciano l’evoluzione dei temi ricorrenti: il corpo, la famiglia, la musica, la coppia, la vita quotidiana e il circo.

Il rapporto con Palermo è più complesso per le numerose stratificazioni e linguaggi. Una città, la capitale siciliana, che aveva già accolto importanti mostre dedicate a Botero: La corrida, Via Crucis, La Pasión de Cristo.

 

Paolo Montanari

Foto © Segnonline, Instagram, Sicilia Target

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui