Manovra 2027: meno tasse, più sanità e aiuti alle famiglie

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Manovra 2027

Il disegno di legge di bilancio destina 26 miliardi a ceto medio, giovani, anziani, nuclei con figli, imprese e investimenti pubblici

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio per il 2027, il provvedimento che definisce come lo Stato incasserà e spenderà le proprie risorse nel prossi mo anno. Il testo arriva ora in Parlamento, dove inizierà l’esame con l’obiettivo di approvarlo entro il 31 dicembre. La discussione si annuncia serrata: il disegno di legge è giunto in ritardo rispetto alla consueta scadenza del 20 ottobre e, durante l’iter parlamentare, potranno essere introdotti aggiustamenti e modifiche rispetto alla proposta del Governo. L’impianto generale della manovra è stato illustrato in conferenza stampa dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dai vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani, dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal viceministro Maurizio Leo.

Quanto vale la legge di Bilancio

Nel complesso, la legge di bilancio vale 26 miliardi di euro nel 2027, 2,5 miliardi in più rispetto al Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles. Il maggior spazio è reso possibile dalla flessibilità ottenuta dall’Unione europea sulle spese in deficit destinate all’energia.

Circa 9 miliardi saranno destinati alla conferma di tutti gli interventi previsti dalla manovra dello scorso anno: bonus, sgravi, decontribuzioni e incentivi. L’estensione dell’aliquota Irpef al 33% fino a 55 mila euro di reddito costa 1,2 miliardi, mentre la sanità assorbe 5 miliardi. Al fondo per la pensione volontaria a 64 anni sono destinati 850 milioni di euro, con modalità di accesso ancora da definire. Sul fronte delle coperture, 14 miliardi sono in deficit e sono divisi a metà tra interventi per la difesa e per l’energia. Altri 5 miliardi arriveranno dal contributo richiesto a banche e assicurazioni. Il settore dei giochi concorrerà con circa 700 milioni, mentre nelle ultime ore è stato aggiunto un intervento a carico delle società energetiche, pari a circa 700 milioni. Infine, come indicato nel Dpb, sono previsti 1 miliardo di risparmi di spesa nei ministeri.

Questi 26 miliardi non rappresentano la spesa pubblica complessiva dello Stato nel 2027, che è molto più elevata. Il valore della legge di bilancio indica infatti il costo delle misure aggiuntive proposte dal governo, finanziate attraverso un mix di aumenti di tasse, riduzioni di spesa e, in via residuale, indebitamento. È per questo che la legge di bilancio è spesso chiamata, nel gergo comune, “manovra finanziaria” o semplicemente “manovra”.

Il taglio dell’Irpef

La misura di spesa più rilevante è una nuova riduzione dell’Irpef, l’imposta sui redditi delle persone fisiche già più volte rimodulata negli anni scorsi. Per il 2027 il Governo prevede di alzare la soglia del penultimo scaglione, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio. Attualmente l’Irpef prevede tre scaglioni: fino a 28 mila euro si paga il 23%; tra i 28 mila e i 50 mila euro l’aliquota è del 33%; oltre i 50 mila euro si applica il 43%. Con la manovra, la seconda soglia sale a 55 mila euro. Di conseguenza, sui redditi compresi tra 50 e 55 mila euro non si pagherà più il 43%, ma il 33%.

Il beneficio massimo stimato dal Governo è di 500 euro l’anno. L’adeguamento della soglia affronta solo in parte, e limitatamente ai redditi medi, il fenomeno del cosiddetto “drenaggio fiscale”: l’aumento dei redditi determinato dall’inflazione che finisce in buona parte assorbito dalle tasse, con un peggioramento del tenore di vita dei contribuenti.

Priorità

La misura costa 1,2 miliardi di euro all’anno. In conferenza stampa il Governo non ha precisato se le risorse stanziate valgano solo per il prossimo anno o se garantiscano la misura in modo permanente. Negli anni passati, le principali riduzioni dell’Irpef erano state inizialmente finanziate in via temporanea e poi riconfermate l’anno successivo. Questa volta, con le elezioni politiche in programma nel 2027, trovare le risorse per rendere strutturale il taglio potrebbe diventare un problema per il prossimo Governo.

La misura era stata indicata nei mesi scorsi come una delle priorità della manovra 2027. Tuttavia, il peggioramento dello scenario internazionale aveva fatto emergere dubbi sulla sua inclusione nel provvedimento. Il taglio è quindi rientrato, ma in forma ridotta: il secondo scaglione sale da 50 a 55 mila euro e non a 60 mila come inizialmente promesso. Il costo per lo Stato si dimezza, passando da 2,7 a circa 1,3 miliardi l’anno, mentre il risparmio massimo per i contribuenti resta di 500 euro annui.

Flat tax fino a 100 mila euro

Tra le misure fiscali figura anche l’allargamento del regime forfettario, la cosiddetta flat tax al 5 o al 15%. Il limite di reddito per accedervi sale da 85 mila a 100 mila euro per i lavoratori autonomi.

Resta però il nodo dell’Iva: per chi ha ricavi superiori a 85 mila euro permane l’obbligo di pagare l’imposta sul valore aggiunto. Secondo le regole europee, infatti, l’Iva non può essere assorbita nell’imposta sostitutiva oltre quella soglia. Sulla questione, ha precisato la premier in conferenza stampa, è in corso una trattativa con la Commissione europea. «Estendere l’Irpef al 33% fino a 60 mila sarebbe costato 2,7 miliardi mentre la flat tax fino a 100 mila euro costa “solo” 260 milioni».

Lavoro, giovani e rinnovi contrattuali

La manovra riconferma la tassazione di favore per gli aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali, i Ccnl che regolano la quasi totalità dei rapporti di lavoro in Italia. Questi importi saranno tassati al 5%, ma solo per i dipendenti con reddito fino a 33 mila euro.

Per i lavoratori più giovani sono previste misure specifiche. Nel 2027, 2.500 euro del reddito annuale dei lavoratori sotto i 30 anni saranno tassati in forma agevolata all’1%. Per gli under 35, invece, gli incrementi di reddito saranno tassati solo all’1%. Sale inoltre a 2.000 euro il limite di esenzione dei fringe benefit per i lavoratori fino a 30 anni. Tra le misure confermate ci sono la super deduzione al 120% per chi assume secondo la formula “più assumi meno paghi” e la tassazione all’1% dei premi di produttività. Aumentano invece gli sgravi contributivi per l’assunzione di mamme lavoratrici e giovani: le percentuali salgono rispettivamente al 180% e al 140%. Aumenta anche il bonus lavoratrici per le mamme con due o più figli e reddito fino a 40 mila euro annui, che passa da 60 a 100 euro al mese.

Bollo auto e targhe personalizzate

Nel capitolo fiscale rientra anche la conferma definitiva dell’esenzione dal bollo per auto e moto. Il Governo rende strutturale la misura già prevista per il 2027: non dovranno pagare il bollo i possessori di automobili di piccola o media potenza, sotto gli 80 kW, e di motocicli. L’esenzione spetta però a una sola persona. Chi possiede due auto con potenza sotto la soglia pagherà comunque il bollo su uno dei due veicoli, mentre l’esenzione per la moto vale solo se non si possiedono auto esenti.

«Parliamo di circa il 70% dei veicoli in circolazione» – ha spiegato la premier Meloni al termine del Consiglio dei ministri – «In molti avevano sminuito questa misura e verranno smentiti perché troveranno nero su bianco che è strutturale e definitiva, almeno fino a quando governa il centrodestra».

La legge di bilancio introduce inoltre la possibilità di richiedere, a pagamento, targhe personalizzate, scegliendo lettere e numeri.

Sanità: fondi e voucher per gli anziani

La sanità è uno dei capitoli più importanti della manovra, con 5 miliardi di euro complessivi. Di questi, 3,4 miliardi vanno al Fondo sanitario nazionale, che raggiunge quota 146,3 miliardi nel 2027. Una parte delle risorse è vincolata all’aumento degli stipendi dei medici di pronto soccorso.

Per il 2027 è previsto anche un voucher da 300 euro destinato alle persone sopra i 75 anni con pensione fino a 28 mila euro annui. Il voucher servirà a coprire spese sanitarie e farmaceutiche non incluse nel Sistema sanitario nazionale, come ad esempio quelle dentistiche. La misura costa 1,6 miliardi di euro all’anno e interessa 5,5 milioni di persone. Sono inoltre previsti l’aggiornamento delle tariffe ospedaliere per gli acuti, interventi per Alzheimer e demenze e un contributo di riduzione del payback farmaceutico per le imprese che investono in Italia.

Famiglia, natalità e congedi

La manovra dedica diverse misure a famiglia, natalità e giovani, temi definiti prioritari dalla presidente del Consiglio. Dal 2027 ogni nuovo nato riceverà 100 euro da destinare a un fondo pensione gestito dall’Inps. Il fondo potrà essere alimentato da futuri versamenti dei genitori o dei parenti, non sarà tassabile né pignorabile e potrà essere utilizzato solo dal compimento dei 18 anni, anche come strumento di previdenza complementare.

Viene inoltre esteso il congedo parentale retribuito all’80%. Per il primo figlio si passa da tre a quattro mesi; per il secondo si arriva a cinque mesi; dal terzo figlio a sei mesi. Il congedo dovrà essere usufruito entro il sesto anno di età del bambino. Per i lavoratori autonomi, che non hanno accesso al congedo parentale, è previsto un voucher da 500 euro per un massimo di tre mesi, destinato a servizi per la conciliazione.

Casa e affitti

Sul fronte casa, la legge di bilancio interviene sugli affitti con una riduzione della cedolare secca per i contratti a canone concordato: l’aliquota scende dal 10 al 5%. Se l’affittuario ha meno di 35 anni, la cedolare scende all’1%.

«Significa» – ha spiegato Meloni – «che converrà molto affittare a canone calmierato a un giovane piuttosto che affittare a un prezzo di mercato o piuttosto tenere la casa sfitta, non utilizzata o magari affittata in nero». Dal 2027 la cedolare secca al 21% viene estesa anche agli immobili commerciali. Sono invece confermati per il 2027 i bonus edilizi per ristrutturazioni ed efficientamento energetico: le detrazioni restano al 50% per la prima casa e al 36% dalla seconda abitazione in poi. Confermato anche il bonus mobili, con un tetto di spesa di 5 mila euro.

Energia, difesa e investimenti pubblici

Una parte rilevante della manovra è costituita da 14,4 miliardi di euro di investimenti in energia e difesa, per i quali non sono ancora disponibili dettagli completi. In conferenza stampa Meloni ha indicato che una parte delle risorse servirà a installare climatizzatori e pompe di calore nelle scuole e a rendere più efficienti dal punto di vista energetico gli ospedali.

La flessibilità europea sulle spese energetiche, la cosiddetta National Escape Clause, consente di destinare risorse all’efficientamento di edifici pubblici, scuole, ospedali, università, enti di ricerca e strutture sportive. Per l’installazione di climatizzatori e pompe di calore nelle scuole sono destinati 650 milioni di euro, con una copertura fino al 100% dell’investimento e interventi su circa 700 edifici scolastici. Ad ospedali e strutture sanitarie pubbliche vanno 600 milioni di euro.

Altre risorse sono destinate agli investimenti infrastrutturali, con particolare attenzione al sistema ferroviario, per il quale sono previsti 5 miliardi in due anni, e alla rete stradale nazionale, con interventi su sicurezza ed efficienza dei collegamenti.

Imprese: riconferme più che novità

Per le imprese non emergono nuovi e significativi incentivi, ma una riconferma e una riorganizzazione di quelli già esistenti. L’assenza di misure per la crescita e a sostegno della produttività, così come di una politica industriale definita, è una criticità sollevata più volte dalle principali associazioni di categoria. La manovra prevede il potenziamento del credito d’imposta per gli investimenti nella Zes unica, con 2,4 miliardi di euro nel 2027 e ulteriori 1,25 miliardi nel 2028. Sono previsti inoltre finanziamenti per il cloud computing, misure per agricoltura, pesca e turismo, e la proroga di sei mesi della sospensione della plastic tax e della sugar tax. L’iperammortamento per gli investimenti in innovazione è confermato fino al 2028.

Non figurano invece incentivi per favorire le aggregazioni tra piccole e medie imprese, una richiesta avanzata più volte da Confindustria.

Pensioni: flessibilità in uscita

Manovra 2027Sul fronte previdenziale la manovra rappresenta un compromesso, condizionato dalla limitatezza delle risorse. Nel disegno di legge non è prevista la pensione a 64 anni per tutti. La proposta iniziale prevedeva la possibilità, per i lavoratori con 64 anni di età e 36 di contributi, di andare in pensione con assegno calcolato con il metodo contributivo, una formula oggi riservata a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995.

Per chi ha iniziato a lavorare prima, l’età pensionabile resta a 67 anni, che dal 2027 diventano 67 anni e un mese. La manovra istituisce però un fondo per la “flessibilità in uscita” da 850 milioni di euro. Le modalità di utilizzo saranno definite con un decreto legge a gennaio. Poiché la somma non è sufficiente a finanziare la pensione a 64 anni per tutti, il perimetro della misura verrà ristretto. Tra le ipotesi figura il collegamento del pensionamento all’ingresso di un giovane in azienda, la cosiddetta staffetta generazionale.

Le coperture: banche, energia e giochi

Le coperture della manovra sono state uno snodo decisivo. Oltre ai 14 miliardi di deficit destinati a energia e difesa, il Governo prevede 1,2 miliardi di risparmi nelle spese dei ministeri, 720 milioni dall’aumento delle tasse sul settore dei giochi e 700 milioni da una maggiore tassazione delle società energetiche.

Il contributo più consistente arriva dal settore finanziario: 5 miliardi di euro a carico di banche e assicurazioni. Si tratta di una richiesta che riprende, in forma ridotta, quella da 10 miliardi inserita nella legge di bilancio dello scorso anno. L’intesa è stata raggiunta grazie a un compromesso: le risorse finanziano il taglio dell’Irpef fino a 55 mila euro di reddito, mentre sono esentati dal prelievo i piccoli istituti e le banche di prossimità.

Aumenta inoltre la cosiddetta Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, che passa dallo 0,2 allo 0,6%.

Il decreto bollette slitta

All’ordine del giorno del Consiglio dei ministri figurava anche l’approvazione di un decreto legge sulle disposizioni urgenti per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese, il cosiddetto decreto Bollette bis. Il provvedimento avrebbe dovuto recepire l’accordo del 16 ottobre tra il Governo italiano e la Commissione europea sul tetto al prezzo del gas utilizzato per la produzione di energia elettrica. Secondo la bozza, lo Stato avrebbe dovuto rimborsare ai produttori la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il price cap previsto dall’accordo, fissato a 59 euro al megawattora. L’approvazione è però slittata al prossimo Consiglio dei ministri.

La manovra 2027 si presenta quindi come una legge di bilancio di dimensioni contenute, almeno considerando che gran parte delle risorse è vincolata a investimenti in energia e difesa previsti dalle regole europee. È anche l’ultima prima delle elezioni del 2027, quella in cui i partiti di Governo avrebbero voluto inserire le misure più popolari. Ora la parola passa al Parlamento, chiamato a trasformare in legge un provvedimento che concentra tagli fiscali, sostegni alle famiglie, risorse per la sanità e investimenti strategici in un equilibrio ancora da definire.

 

Ginevra Larosa

Foto © Governo, IA,

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