Zelensky-Erdogan-Guterres, a Leopoli il trilaterale

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Zelensky

Al centro dei colloqui ci sono stati i dossier grano, il conflitto con la Russia e la situazione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia

Il vertice trilaterale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’omologo turco Recep Tayyip Erdoğan e il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres si è svolto a Leopoli in Ucraina. Zelensky ha spiegato che al centro dei colloqui ci sono stati i dossier grano, il conflitto con la Russia e la situazione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia.

«Le Nazioni Unite devono garantire la sicurezza di questo sito strategico, la sua smilitarizzazione e la completa liberazione dalle truppe russe». Il presidente ucraino ha utilizzato queste parole per chiedere a Guterres di garantire l’integrità della centrale nucleare.

Russia e Ucraina si accusano a vicenda degli attacchi alla centrale, occupata dai russi, la più grande d’Europa. Sempre da Mosca arriva l’avvertimento di una possibile chiusura nel caso in cui l’Ucraina continuasse a bombardare la struttura. Ma queste accuse sono nuovamente smentite da Kiev.

Il capo della forza di difesa radioattiva, chimica e biologica della Russia ha affermato che i sistemi di supporto di riserva dell’edificio sono stati danneggiati durante gli ultimi attacchi. In caso di incidente, ha detto Igor Kirillov, le radiazoni arriverebbero in Polonia, Germania e Slovenia.

La parole del segretario generale colpiscono

«Qualsiasi potenziale danno a Zaporizhzhia è un suicidio. Il buon senso deve prevalere per evitare qualsiasi azione che possa mettere in pericolo l’integrità fisica o l’incolumità dell’impianto nucleare. È urgente un accordo per ristabilire Zaporizhhia come infrastruttura puramente civile e per garantire la sicurezza dell’area». Guterres ha poi sottolineato che la Nazioni Unite hanno valutato che in Ucraina ci siano le capacità logistiche e di sicurezza per supportare qualsiasi missione dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) a condizione che Russia e Ucraina siano d’accordo. «Non dobbiamo risparmiare sforzi per garantire che le strutture o i dintorni dello stabilimento non siano un obiettivo di operazioni militari. L’equipaggiamento e il personale militare dovrebbero essere ritirati dall’impianto. Inoltre deve essere evitato un ulteriore dispiegamento di forze o attrezzature sul sito ma l’area deve essere smilitarizzata».

Grano

I leader Zelensky-Erdogan-Guterres hanno anche discusso delle esportazioni di grano, dopo l’accordo mediato da Nazioni Unite e Turchia, che ne ha consentito la ripresa in questo mese. «Abbiamo deciso di continuare il coordinamento dell’attuazione dell’iniziativa sul grano», ha assicurato Zelensky. Guterres, a sua volta, ha dichiarato che le Nazioni Unite «faranno del loro meglio per intensificare le operazioni per affrontare l’inverno che verrà».

Intanto il ministero della Difesa turco annuncia che la naveI Mariaè partita oggi (18 agosto 2022) dal porto di Chornomorsk in Ucraina carica di cereali. Inoltre ha riferito che altre quattro imbarcazioni si dirigeranno verso i porti ucraini dove hanno in programma di caricare grano da esportare.

«Il Mondo intero ha iniziato a percepire i riflessi positivi dell’accordo di Istanbul che ha reso possibile l’esportazione sicura attraverso il Mar Nero», ha affermato il presidente turco. Erdoğan ha fatto anche sapere che, da quando la prima nave è partita dall’Ucraina, il 1° agosto, sono state spedite circa 625mila tonnellate di cereali ucraini con 25 navi.

La Turchia è con l’Ucraina

Da questo trilaterale emerge anche che Ankara e Kiev sono alleate e in ottimi rapporti. Concetto ribadito da entrambi i presidenti in conferenza stampa al termine dell’incontro. “La visita a Leopoli del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, è un potente messaggio di sostegno per l’Ucraina, di fronte all’invasione russa”, scrive su Telegram Zelensky.

ZelenskyParole confermate dal presidente turco che dopo l’incontro a Leopoli ha affermato che la Turchia è «dalla parte dell’Ucraina. Mentre continuiamo a portare avanti i nostri sforzi per una soluzione rimaniamo dalla parte dei nostri amici ucraini. Siamo pronti a mettere in campo il nostro ruolo di facilitatori e mediatori con l’obiettivo di riprendere il negoziato per arrivare al cessate il fuoco tra Ucraina e Russia che era stato avviato a Istanbul. Abbiamo sottolineato come la comunità internazionale dovrebbe prendersi più responsabilità per rilanciare il processo diplomatico».

«Siamo pronti a mettere in campo il nostro ruolo di facilitatori e mediatori con l’obiettivo di riprendere il negoziato» per arrivare al cessate il fuoco tra Ucraina e Russia che era stato avviato a Istanbul.

Erdoğan ha fatto sapere che informerà l’omologo russo Vladimir Putin riguardo alle discussioni avute oggi a Leopoli con il capo di Stato ucraino. «L’obiettivo dei nostri colloqui è stato come porre fine alla guerra, abbiamo parlato dei passi che possiamo intraprendere a questo proposito».

La volontà di cooperazione si evince anche dall’accordo, firmato da Ankara e Kiev, per la ricostruzione di infrastrutture distrutte durante la guerra tra Russia e Ucraina.

Australia – Russia

La Russia deve anche fare i conti con l’Australia che le ha negato un sito precedentemente assegnato a Mosca per una nuova ambasciata a Canberra. Tale decisione arriva dopo il mancato completamento della costruzione a 14 anni dall’acquisizione del luogo e per il timore di un coinvolgimento dei servizi segreti russi nelle installazioni tecnologiche. Dalla testata The Australian si apprende anche che la National Capital Authority ha dato alla Federazione russa 20 giorni di tempo per sgomberare il sito, che sarà riportato nell’area disponibile per le rappresentanze diplomatiche.

Il quotidiano riporta che l’ambasciata aveva provato a utilizzare i propri contractor negli ultimi due anni per controllare il lavoro delle imprese locali, ma il dipartimento degli Affari interni ha negato loro l’ingresso, sostenendo che il personale includesse membri dei servizi segreti. La decisione segue le sanzioni imposte dal Governo australiano su più di 500 società e cittadini russi dopo l’invasione dell’Ucraina.

 

Ginevra Larosa

Foto © Trt, Wired, Yahoo

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