Le canzoni italiane degli anni Settanta in “Io d’amore mi vestirò”

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Canzoni italiane

Sentimento, eros, amori corrisposti e non, nostalgia, felicità e infelicità, i cambiamenti della musica dal 1970 al 1979

Chi ricorda il decennio degli anni Settanta con le canzoni di Lucio Battisti in collaborazione con Mogol, “Emozioni”, e tutt’ora simbolo-manifesto della canzone italiana, come in Inghilterra la leggenda dei Beatles? A questo proposito è uscito in libreria un interessante libro di Luca Della Bianca dal titolo “Io d’amore mi vestirò“, edito Metauro, che sviluppa una riflessione sul sentimento ed l’eros nelle canzoni italiane degli anni Settanta un periodo vissuto intensamente con i motivi musicali di Battisti, Fossati e Venditti. Canzoni in cui si sviluppano vari aspetti dell’amore dell’epoca: le giovanissime e la verginità. Se negli anni Sessanta dominava il tema della timidezza e del ballo del mattone, nei successivi Settanta le figure femminili si manifestano con una precocità sensuale, disinvoltura e intraprendenza.

Amori corrisposti e non

Le canzoni come “Lilly” di Venditti del 1975 risentono delle trasformazioni sociali e riprendono dalla contestazione giovanile del Sessantotto. I testi di questo periodo risentono di fenomeni che coinvolgono la politica con la legge del 1978 sull’aborto. Le parole riflettono le caratteristiche del presente e così contribuiscono alla formazione di coppie più giovani. Ma questi cambiamenti nelle ragazzine è sempre visto da un’ottica maschile. Un altro aspetto che si ritrova nelle canzoni italiane degli anni Settanta è l’infelicità in amore, che sempre è  stata fonte più feconda di ispirazione poetica, tra lo strazio del sentimento non corrisposto e la lacerazione di essere lasciati dalla persona amata. Le canzoni del decennio puntano sulla seconda forma di sofferenza: è ben difficile trovare chi si strugge perché non ricambiato, mentre abbondano i postumi di relazioni terminate con decisione unilaterale.

Poi c’è il tema dell’addio che nelle canzoni rappresentano la fine di un legame sentimentale. Un esempio è “Il cuore è uno zingaro” di Nicola di Bari e Nada. Con queste canzoni c’è la previsione di un addio, di una seconda serie che è costituita dagli addii pronunciati in prima persona dalla voce cantante.

Un altro aspetto presente nelle canzoni italiane degli anni Settanta sono la nostalgia e la felicità. Un esempio da Giano Bifronte è “Erba di casa mia” di Massimo Ranieri. Da un lato i ricordi Canzoni italianedell’infanzia e dell’adolescenza, il primo amore, la partita al pallone, dall’altra lo slancio verso la vita futura. Altri esempi “Un’isola di Alice” del 1977, con il testo poetico di Carla Vistarini, “In una notte mediterranea il mare è un velluto nero. L’aria sa di fiori di mandarino e il vento e una strana musica. Si affollano ricordi di giorni assolati. Il tempo trascorso ha eliminato o attenuato ogni dispiacere,  lasciando che dal passato risultano le gioie”.

Nei “Giardini di marzo” del 1972 Lucio Battisti accosta ai ricordi dell’infanzia precaria alla difficile situazione sentimentale presente. E questa precarietà la ritroviamo nel grandioso “Inno” di Mia Martini del 1874, dalla struttura articolata e complessa e in cui si auspica che l’amore cresca sempre più ardente. “Tormenti e vacanze estive” concludono il decennio aureo nella storia della musica italiana leggera ma fonte di identità del popolo italiano.

 

Paolo Montanari 

Foto © Firenze Unicusano, YouTube, Ibs

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