Il nuovo fronte: Grecia, Cipro, Turchia, F-35 e F-16

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Grecia

Se non avessero espulso Menendez…ora il conflitto tra Atene e Ankara pare assopito, ma si sta spostando nello spazio

L’accordo per la fornitura simultanea di aerei da guerra americani, F-35 alla Grecia e F-16 alla Turchia è davvero impressionante, se avrà successo e se l’islamista Tayyip Erdoğan rispetterà la sua firma. L’accordo è un grande successo diplomatico per il senatore Robert Menendez quando era presidente della Commissione per le Relazioni Estere del Senato. Lo ha negoziato con lo stesso segretario di Stato americano Antony Blinken prima del complotto contro di lui per lasciare il suo ruolo. Dopo aver lasciato la presidenza della Commissione, in seguito all’accanita caccia al sistema del Partito Democratico, i suoi colleghi legislatori hanno rispettato l’accordo ed è caratteristico che lo abbiano migliorato a vantaggio della Grecia.

Questo accordo prevede anche che Blinken invii lettere alla leadership del Congresso (e al primo ministro greco), che garantiranno essenzialmente che le minacce della Turchia nell’Egeo, che si sono fermate dopo i terremoti mortali dello scorso febbraio, non si ripetano.

 

Pur di ottenere gli F-16

Per essere corretti dal punto di vista giornalistico, va sottolineato che i sorvoli e le violazioni turche sono stati pari a zero da allora. Non perché la Turchia abbia smesso di saccheggiare le isole greche e di minacciare la sovranità e l’indipendenza greca, ma per un’altra ragione: sapeva che per avere qualche speranza di acquistare caccia americani, doveva porre fine alle minacce nell’Egeo. Lo ha fatto a malincuore, ma la realtà è che l’ha fatto. La domanda è quanto durerà.

Si dice che di recente si sia concluso un accordo senza precedenti tra Ankara e Washington con minacce e ricatti. Converge l’informazione che sia lo stesso Erdoğan, sia il presidente Joe Biden – attraverso il capo del Dipartimento di Stato – sono scivolati nelle caratterizzazioni. Ciò che conta per gli americani è che hanno assicurato l’adesione della Svezia alla Nato, che Erdoğan aveva congelato per più di 18 mesi, e attueranno il programma per aiutare la Grecia. Naturalmente saranno costretti a cedere gli F-16 alla Turchia, un Paese altamente violento. È il piantagrane nella Regione al di fuori della Grecia, minaccia gli alleati curdi degli Stati Uniti in Siria e progetta di imporre l’inaccettabile soluzione dei “due Stati” a Cipro.

La questione irrisolta cipriota

“Due Stati” non è uno slogan, è un obiettivo e di solito la Turchia ci riesce e porta a termine i suoi piani. La questione è come Washington fermerà qualsiasi attacco da parte del Paese occupante contro, ad esempio, Cipro, che non è inclusa nell’accordo più ampio. Purtroppo il senatore Menéndez non è riuscito a includere Cipro come previsto. I cospiratori che hanno architettato la dura accusa contro di lui, per le azioni di altri, hanno cercato di toglierlo di mezzo. La decisione spetta al tribunale, e mentre lui nega le accuse con tutta la forza della sua anima.

Con l’accordo di trasferire gli F-35 alla Grecia e gli F-16 alla Turchia, la “Madrepatria” acquista l’arma più importante ed è coperta da una lettera forte di Blinken, che in effetti dice ai turchi che non possono usare i nuovi F-16 contro la Grecia. La lettera al Congresso sembra coprire il resto degli F-16 della Turchia? Al momento non lo sappiamo. Certo i ministri degli esteri vanno e vengono… E a volte si tratta di vedere se i posteri rispettano le lettere e le azioni dei precedenti. Ma c’è un altro problema. Sono i turchi che non onorano le loro firme e rinnegano le loro promesse, per non parlare dei loro accordi.

Con i dati attuali l’accordo è molto buono per la Grecia, perché riguarda non solo F-35, ma anche altro materiale bellico americano che si assicura, in alcuni casi gratuitamente. La domanda che sorge spontanea è questa: come farà la Grecia ad aiutare Cipro in un eventuale attacco da parte della Turchia? Riuscirà a usare gli F-35 sull’isola?

Cosa riportano i media dei due Paesi

La stampa ellenica, a tal proposito, scrive di volta in volta sul controllo satellitare dei droni turchi, cosa che rende in misura significativa inutile l’ombrello anti-drone che la Grecia sta cercando di costruire. L’emittente TRT (radio-televisione di Stato turca) ha riferito: «Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Abdulkadir Uraloglu ha dichiarato che tutti i droni (İHA), in particolare i droni nazionali della Turchia, potranno essere controllati tramite i satelliti Türksat».

Grecia«Non sarà più possibile intervenire esternamente nel controllo dei nostri droni», ha dichiarato. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture osserva che i droni, che inizialmente venivano utilizzati solo per scopi militari e di osservazione, hanno iniziato a trovare posto nelle applicazioni ingegneristiche, negli studi scientifici e nel settore civile negli ultimi anni con l’evoluzione della tecnologia.

Questo sviluppo arriva in un momento in cui la Grecia ha deciso di costruire un ombrello contro i droni turchi e potrebbe indicare che il prossimo fronte del conflitto tra Atene e Ankara sarà ora anche lo spazio.

 

George Labrinopoulos

Foto © Greek Reporter, Raw Story, Quora, ItaMilRadar

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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