Young Innovators Business Forum

0
1634
Angi

Il gotha del mondo delle imprese, delle istituzioni e degli opinion leader del digitale alla terza edizione della kermesse milanese promossa dall’Angi

Mettere al centro i giovani talenti, sostenere il comparto imprese, favorire gli incentivi alla ricerca e allo sviluppo, rafforzare gli investimenti sulle startup e velocizzare i processi di transizione ecologica e digitale per un’Italia più competitiva in Europa e nel Mondo all’insegna delle sostenibilità e del Made in Italy. Questo e molto altro è andato in scena durante la terza edizione dello Young Innovators Business Forum, all’interno della prestigiosa cornice dell’Auditorium Testori, promosso dall’Angi (Associazione nazionale giovani innovatori) in collaborazione con gli Uffici del Parlamento europeo in Italia e alla presenza del gotha del mondo delle imprese, delle istituzioni e degli opinion leader del digitale.

Italia protagonista

Ad aprire i lavori il presidente dell’Angi, Gabriele Ferrieri, che ha evidenziato «l’importanza di rilanciare quel partenariato pubblico e privato fondamentale per lo sviluppo dell’economia italiana ed europea all’insegna dell’innovazione, puntando sui giovani talenti e le startup, sugli incentivi e sulla ricerca per sostenere la competitività del Paese e del comparto economico e industriale».

A seguire l’importante messaggio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha così commentato: «Se l’Italia è protagonista a livello mondiale in molti settori, lo dobbiamo alla nostra capacità di inventare, di innovare, di creare il nuovo. Qualità, questa, che nasce dalla nostra cultura, dalla volontà di studiosi e uomini d’azienda. L’Italia è un Paese ricco di inventiva e povero di materie prime. Questo ci ha sempre portato a cercare soluzioni originali, far valere i nostri talenti dove altri, invece, avevano risorse. Fare di più con meno, usare quello che altri scartano, percorrere strade nuove e mai battute prima: è una sfida, però questo è uno dei motori del genio italiano. Dove altri frenano, noi siamo in grado di accelerare. I frutti li vediamo oggi».

«L’Italia è un Paese del G7 – aggiunge il ministro – la nostra economia appare più sana rispetto ad altre, è tra le più verdi al Mondo ed esportiamo soluzioni sostenibili. L’altro tema è la transizione ecologica, che è gemella della digitale. L’una senza l’altra non potrà resistere, così come entrambe attraversano sfide che sono cruciali per il nostro futuro. Ecco perché l’Italia di oggi e di domani saluta appuntamenti come lo Young Innovators Business Forum con grande favore. Abbiamo bisogno di giovani e di innovatori, dunque buon lavoro a tutti voi».

Sorridere al futuro

A seguire è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, che ha evidenziato come «le tecnologie devono essere considerate come un grande mosaico per ottenere il massimo risultato possibile. I tasselli sono tantissimi; partiamo dall’intelligenza artificiale, pensiamo al cloud, al 5G, il super computer. In Italia, grazie agli investimenti del Governo, e quelli che si stanno producendo per quanto riguarda questa strategia nazionale delle nuove tecnologie, possiamo sorridere a un prossimo futuro che vede un percorso oramai tracciato. Sul tema del super computer, il Belpaese è tra i primi Paesi al Mondo ad averne uno tanto potente e il caso è quello di Bologna».

«Per quanto riguarda l’arrivo dei dati – continua Morelli – in questi giorni a Genova si sta inaugurando il nuovo cavidotto, che è proprio necessario per trasportare i dati da mezzo Mondo verso l’Europa attraverso il canale genovese. Ci sono poi importanti investimenti legati al cloud e all’intelligenza artificiale: mi riferisco in questo caso all’annuncio del Governo dell’intenzione di investire circa sei miliardi di Euro proprio su questo tema, su cui la pubblica amministrazione non deve rimanere indietro, anzi, deve essere il locomotore di tutta una filiera da formare che seguirà. Il compito dei giovani innovatori è proprio questo: essere protagonisti anche nella formazione delle persone».

Soluzioni genetiche

Sul fronte agritech, fa seguito Patrick Gerlich, amministratore delegato Bayer Crop Science Italia, che nel suo intervento ha affermato: «l’innovazione ci guida a cercare costantemente nuove soluzioni a supporto degli agricoltori per garantire loro una maggiore produttività e allo stesso tempo rispondere alle esigenze di sostenibilità ambientale, ottimizzando l’utilizzo delle risorse a disposizione. Ciò avviene attraverso un approccio multifattoriale che integra l’uso di agrofarmaci innovativi, tecnologie digitali che combinano i big data con l’intelligenza artificiale e soluzioni genetiche che offrono varietà di sementi sempre più resistenti alle avversità”. Inoltre sottolinea l’importanza dell’agricoltura rigenerativa che: «rappresenta la nuova frontiera alla quale Bayer sta lavorando. Un modello di produzione che mantiene alti gli standard produttivi e di impatto ambientale ottimizzando l’utilizzo delle risorse a disposizione e, per esempio, rigenerando il suolo alla fine del ciclo biologico delle colture».

Momento centrale della kermesse, la presentazione all’ecosistema milanese del “Manifesto per un’Italia competitiva all’insegna dell’Open Innovation” che rappresenta un passo importante verso un futuro in cui l’Italia possa essere protagonista dell’innovazione a livello globale. A intervenire sul tema il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci, «quella del manifesto è la mission del nostro ministero che con la nuova denominazione punta a creare innovazione e nuove imprese. Sui diversi settori abbiamo un’idea precisa, l’Ue deve indicare gli obiettivi lasciando liberi gli Stati membri di raggiungerli autonomamente, ognuno secondo le proprie eccellenze nazionali. Importante è la neutralità tecnologica secondo cui fissati gli obiettivi e i parametri sono le nostre eccellenze a intraprendere liberamente la propria strada».

Ma cosa rende per i giovani italiani un’impresa innovativa?

In conclusione, di particolare rilevanza il III rapporto dell’Osservatorio su innovazione e Angidigitale promosso da Angi Ricerche in collaborazione con Lab21.01 e a cura di Roberto Baldassari, direttore del comitato scientifico. «I dati raccolti e analizzati mostrano l’andamento dell’innovazione in Italia, la transizione digitale ed ecologica, il rapporto con i megatrend, la ricerca del lavoro e quali siano le caratteristiche per essere un’impresa innovativa, spiega il prof. Roberto Baldassari. I giovani italiani mettono al primo posto la “richiesta di esperienza” (69,7%) seguita dalla “scarsa propensione delle aziende ad assumere” (59,3%;) e dalla “difficoltà per un laureato che spesso viene ritenuto troppo qualificato». Oggi abbiamo riscontrato su questo dato un calo fortissimo, (-8,8% ovvero il 30,1%) cosi premiando i più qualificati.

Il podio dello scorso anno si conferma con lo stesso ordine che vede al primo posto “investimenti in strumenti, macchinari e tecnologie all’avanguardia”, al secondo “un gruppo dirigenziale e in terza posizione “la conoscenza degli strumenti digitali“. Tra i Megatrend delle nuove tecnologie per il futuro in prima posizione troviamo ancora l’Intelligenza artificiale con il (27,3% – +6,7 rispetto al 2023), seguita dalla Blockchain (12,3%), dall’Hyperautomation (11,2%) e dalla Realtà aumentata con il (9,7%) e le Nano tecnologie in coda che però crescono di +1% ovvero 9,6%. Il tema della Cybersecurity rimane sempre di alto interesse anche per i giovanissimi, si evince anche dai risultati ottenuti. Il 30,8% degli intervistati ha dichiarato che andrebbe introdotto come materia scolastica sin dalla scuola primaria.

 

Matteo Vinci

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui