L’alienazione della democrazia liberale: una nave senza timone

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Democrazia liberale

Negli ultimi 18 anni ha subito un declino sequenziale dovuto a vari fattori sia interni che esterni

La democrazia liberale, che trasmette i principi fondamentali dei diritti individuali, dello stato di diritto, delle elezioni libere ed eque e della protezione dei diritti delle minoranze, è stata tradizionalmente vista come un pilastro dell’ideologia politica occidentale. Tuttavia, nel contesto globale odierno, le democrazie liberali si trovano ad affrontare sfide e critiche che hanno portato a un senso di alienazione e isolamento sia a livello nazionale che internazionale.

Gli ultimi due decenni non sono stati un buon periodo per l’Ordine internazionale liberale (Oil) e più recentemente la maggior parte dei suoi fondamenti principali si stanno spostando in una direzione sfavorevole. La gran parte delle Organizzazioni internazionali che promuovono la democrazia liberale e i diritti umani sono fondate sulle norme dell’Oil. La dedizione nei confronti di queste norme è importante e preziosa per i Paesi liberal-democratici. In effetti, l’Oil si è trovato in gravi difficoltà e così poco è stato fatto per il suo salvataggio e riparazione.

Un regime troppo fragile

Secondo l’ultimo rapporto della “Freedom House” nel 2024, la democrazia ha subito un declino sequenziale negli ultimi diciotto anni. Questo declino non è stato solo dovuto all’ascesa dei nuovi Paesi autocratici, ma anche alla drastica caduta della democrazia nel mondo democratico. Sembra che l’età d’oro stia per svanire e rimanga solo un bel ricordo per il Mondo occidentale. La caduta dell’ordine liberale può trasformarsi in un incubo, soprattutto per le élites che lo hanno istituito e che credevano che l’Oil fosse l’unica forza portante in grado di mantenere la pace internazionale e promuovere la prosperità in tutto il Mondo.

Probabilmente, molti puntano il dito contro i Governi e i leader illiberali per aver accelerato il declino, ma la domanda è: perché un tipo di regime universalmente sostenuto, che una volta era l’unica forma di Governo forte e favorevole, deve avere fondamenti così deboli che possono essere facilmente messi in discussione dagli illiberali o che perdono la loro attrattiva in un batter d’occhio?

Il declino

La fine della Guerra Fredda ha portato la speranza che il nuovo ordine con la leadership degli Usa avrebbe universalizzato la democrazia liberale e che, una volta raggiunto questo obiettivo, il sistema politico in tutto il Mondo sarebbe rimasto stabile per sempre, fenomeno che Francis Fukuyama chiamò “La fine della storia”. Molti autori e politologi hanno sottolineato che i due concetti di “liberale” e “democraziasono inseparabili sebbene, negli ultimi due decenni, la realtà ci abbia mostrato che possono essere separati l’uno dall’altro. Due regimi autoritari come Russia e Cina hanno perseguito il modello capitalista dell’economia occidentale, ma al contempo rifiutato ogni forma di libertà sociale e politica.

A quanto pare, per un breve periodo di tempo, la tesi di Francis Fukuyama confermò che non ci sarebbe alcuna alternativa alla democrazia. Quella liberale, che è l’obiettivo principale dell’Oil, ha continuato a fiorire ancora di più. A partire dal 2005, l’ordine internazionale liberale ha iniziato a mostrare i primi segni di declino e presto si è trovato in gravi difficoltà.

Divario nella società

L’Europa e gli Usa, che un tempo ne erano la culla, ora ospitano al loro interno alcuni Governi illiberali. Era il 1997 quando Fareed Zakaria, politologo e giornalista, nominò per la prima volta il concetto di “democrazia illiberale”, ma riferendosi allora solo ad alcuni Paesi come Russia e Cina, mentre oggi il termine è usato anche per descrivere regimi autoritari nell’Europa centrale e orientale.

Uno dei fattori chiave che contribuisce all’alienazione della democrazia liberale è l’ascesa delle illiberali come movimenti e leader populisti, sia in Occidente che nel resto del Mondo. I regimi democratici illiberali spesso sfidano direttamente le norme democratiche liberali, attribuendo la priorità ai diritti della maggioranza, piuttosto che alla protezione dei diritti delle minoranze e dello stato di diritto. Ciò ha portato a un crescente divario all’interno delle società e a una polarizzazione del dibattito politico, rendendo difficile il funzionamento efficace delle istituzioni democratiche liberali.

L’avanzata “illiberale”

Per capire meglio cosa è andato storto, dobbiamo concentrarci sul leader dell’Oil, gli Stati Uniti, e sui suoi tentativi falliti di trasformare il Medio Oriente in una Regione contenente la democrazia liberale. La tensione tra Israele e Palestina sembra non essere più gestibile e la speranza e il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi sono minati dall’aiuto degli Usa al Governo israeliano. Dunque ben presto fu evidente che gli obiettivi dell’Oil non erano applicabili alla realtà del Medio Oriente, con l’effetto inaspettato di un’ulteriore diffusione e rafforzamento delle democrazie illiberali anziché quelle liberali.

D’altro canto l’Europa, che è stata una superstar negli anni ’90 e nel primo periodo degli anni 2000 nella promozione della democrazia liberale, si è trovata in una situazione fragile dopo la crisi dell’Eurozona iniziata alla fine del 2009, e più recentemente peggiorata a causa della pandemia di Covid-19 e degli effetti della guerra in corso tra Ucraina e Russia. Questi eventi l’hanno colpita così duramente da non lasciare spazio per la promozione della democrazia liberale. Quindi, mentre i due principali attori chiave dell’Oil sono alle prese con enormi problemi, interni ed esterni, le democrazie illiberali stanno avanzando e si preparano a sfidare la democrazia liberale, ora più che mai.

Sfiducia

Il sostegno storico dell’Occidente alla democrazia liberale talvolta percepito come selettivo Democrazia liberaleed egoistico, portando ad accuse di ipocrisia e di doppi standard. Casi in cui le potenze occidentali hanno sostenuto regimi autoritari per interessi strategici o hanno chiuso un occhio sugli abusi dei diritti umani, minando la credibilità dei valori liberali e democratici sulla scena globale. Ciò ha contribuito a creare un senso di disillusione tra il pubblico sia nazionale che internazionale, portando a un allontanamento dalla democrazia liberale come principio guida.

Alcuni sostengono che l’ascesa delle democrazie illiberali nel Mondo negli ultimi due decenni possa essere legata alle conquiste della Cina. A differenza degli Usa o di qualsiasi altra democrazia liberale, dove la democratizzazione e i diritti umani sono i prerequisiti per gli aiuti economici, la Cina, il regime autoritario più popoloso, non definisce alcuna condizione per i suoi aiuti economici. Ciò potrebbe spiegare come tanti nuovi regimi autoritari stiano prosperando sotto l’ombrello economico di Pechino. Inoltre ha anche avviato una campagna per screditare la democrazia all’interno delle Nazioni Unite, sottolineando la migliore funzionalità del suo sistema rispetto alla democrazia occidentale.

Inoltre, i fallimenti percepiti della democrazia liberale nell’affrontare questioni urgenti come la disparità di reddito, le ingiustizie sociali e il degrado ambientale hanno alimentato critiche sia da sinistra che da destra. L’incapacità dei Governi liberal-democratici di affrontare efficacemente queste sfide ha portato alla perdita di fiducia nel sistema e alla ricerca di visioni politiche alternative che promettano soluzioni più immediate e radicali.

Per concludere, l’alienazione della democrazia liberale e il ritiro dell’Occidente dal sostenerla possono essere attribuiti a una combinazione di fattori interni ed esterni che hanno consumato la fiducia nelle istituzioni tradizionali e nei valori della democrazia occidentale.

 

Hatam Ansari

Foto © Lavoce, Panorama, ekonomi.haber7

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