Fuga di cervelli: più di 1 milione dalla Grecia

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Fuga di cervelli

Apparentemente i dati variano tra prima e dopo il memorandum ma, di fatto, la situazione è comunque problematica

Il problema della fuga dei cervelli in Grecia continua anche dopo il completamento dei memorandum, il ritorno a tassi di crescita positivi, l’aumento dei salari e la riduzione della disoccupazione, secondo un’analisi dell’Istituto ENA. A quanto pare, il problema potrebbe non essere così grave per la fascia di età inferiore ai 1524 anni, poiché alcune persone in questa categoria potrebbero lasciare il Paese per studiare con la prospettiva di tornare.

Il grave problema riguarda la seconda categoria, quella tra i 25 e i 44 anni, che si trova nell’età più produttiva. Questi giovani continuano a lasciare il Paese, a un ritmo un po’ più lento rispetto al periodo dei memorandum, ma chiaramente a un ritmo più elevato rispetto al precedente. La loro partenza non solo priva l’economia greca di prezioso capitale umano, ma è un’ulteriore prova che le perdite subite durante i memorandum hanno avuto conseguenze di lunga durata.

Prima e dopo

Il primo dato interessante è l’intera popolazione che ha lasciato la Grecia dal 2010. A quanto pare, nei 9 anni dei memorandum, 201018, un totale di 796.191 persone appartenenti alla popolazione economicamente attiva hanno preferito andare via. Di questi, 162.591 avevano un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, 472.657 tra i 25 e i 44 anni e 160.943 tra i 45 e i 64 anni. È chiaro che quasi il 60% delle persone che sono emigrate durante il periodo del memorandum si trova nella fascia di età intermedia e più produttiva di 25-44 anni.

Quanto è cambiato negli anni successivi al memorandum? Nel periodo di 4 anni 201922, un totale di 283.801 persone appartenenti alla popolazione economicamente attiva hanno lasciato la Grecia. 71.467 avevano un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, 161.023 tra i 25 e i 44 anni e 51.311 tra i 45 e i 64 anni. Anche in questo caso, la percentuale maggiore (circa il 58%) appartiene alla fascia di età intermedia 25-44 anni.

Infine, per avere un quadro complessivo del fenomeno, dal 2010 al 2022 hanno lasciato il Paese 1.079.992 persone della popolazione economicamente attiva, di cui 234.058 di età compresa tra 15 e 24 anni, 633.680 di età compresa tra 25 e 44 anni e 212.254 di età compresa tra 45 e 64 anni.

Un quadro un po’ diverso

Secondo i dati di cui sopra, il numero di persone che hanno lasciato il Paese durante il periodo del memorandum è stato molto più alto di quelli che lo hanno fatto in seguito. Tuttavia, gli aggregati non sono adatti per confrontare i due periodi poiché includono un numero diverso di anni. Per farlo in modo equo, bisogna guardare alla migrazione media annua, cioè a quante persone hanno lasciato la Grecia ogni anno. La migrazione media annua nella fascia di età 15 24 anni è diminuita impercettibilmente da 18.066 persone nel 2010-18 a 17.867 persone nel 2019-22. Nella fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni, la diminuzione della migrazione media annua è maggiore, passando da 52.517 persone nel 2010-18 a 40.256 nel 2019-22. Infine, nella fascia di età 45 64 anni, è diminuita da 17.883 persone nel 2010-18 a 12.828 persone nel 2019-22.

Tiriamo le somme

La conclusione è che molti giovani continuano a lasciare il Paese, anche se in misura ridotta. Anche in questo caso, tuttavia, il confronto tra i periodi non è del tutto accurato, in quanto non ha tenuto conto delle variazioni della popolazione. I dati demografici di Eurostat aiutano a calcolare il tasso medio annuo di migrazione, ossia la percentuale della popolazione di ciascuna classe di età che migra ogni anno.

È chiaro che il tasso medio della fascia di età 15 24 anni è aumentato tra i due periodi dall’1,58% all’1,64%, quello tra 25 e 44 è diminuito dall’1,71% all’1,51% e quello di età 4564 anni è diminuito dello 0,62% allo 0,43%. Ai fini della comparabilità, vale la pena notare che prima dei memorandum, ossia nel 2008 – 09, era dello 0,72% per la fascia di età 15-24 anni, dello 0,68% per 25-44 e dello 0,2% per  45-64 anni.

Si ricorda che la prima analisi sostanziale sulla fuga dei cervelli greci è stata fatta nel 2011 da L. Labrianidis, seguita nel 2013 da L. Labrianidis & N. Vogiatzis e nel 2016 da L. Labrianidis & M. Pratsinakis e S. Lazaretou. Nel 2021, l’Istituto ENA ha organizzato una discussione dal titolo “La fuga di cervelli e come invertirla” e nel 2023 L. Lambrianidis ha pubblicato un documento di lavoro pertinente.

George Labrinopoulos

Foto © Clcengage

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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