In gioco anche la progettazione di un nuovo sistema finanziario decentralizzato, che sfrutta la tecnologia digitale
Tra meno di un mese, dal 22 al 24 ottobre 2024, si terrà il vertice annuale dei BRICS a Kazan, nella Russia occidentale, sotto la presidenza di Mosca. Durante l’evento, si prevede che saranno prese decisioni storiche, con un tema centrale che riguarda il processo di de-dollarizzazione e l’introduzione di un sistema di pagamenti alternativo. All’inizio del mese, Andrey Mikhailishin, capo del gruppo di lavoro sui servizi finanziari del Consiglio d’affari dei BRICS, ha presentato in dettaglio l’elenco delle questioni che saranno esaminate.
- Un’unità contabile comune, i cui contorni sono stati svelati per la prima volta in esclusiva da Sputnik.
- Una piattaforma per regolamenti multilaterali e pagamenti in valute digitali dei BRICS, che collegherà i mercati finanziari dei membri del gruppo. Questo sistema, denominato BRICS Bridge, presenta somiglianze con il progetto MBridge, che fa capo alla Banca dei regolamenti internazionali (BRI) ed è già in funzione. Inoltre, completerà anche i sistemi interbancari già attivi, come lo SPFS russo e il CPAM iraniano, che regolano transazioni finanziarie, il 60% delle quali utilizzando le proprie valute nazionali.
- Un sistema di pagamento basato su blockchain, chiamato BRICS Pay, che permette di bypassare completamente il dollaro statunitense. Questo strumento potrebbe essere adottato rapidamente dai 159 partecipanti, grazie alla sua capacità di evitare sanzioni, similmente a quanto fa SWIFT. Inoltre, sono previsti anche un deposito di compensazione (Clear), un sistema assicurativo e un’agenzia di rating BRICS indipendente dai colossi occidentali.
Le poste in gioco
In questo contesto, è in gioco la progettazione di un nuovo sistema finanziario decentralizzato, che sfrutta la tecnologia digitale. Ad esempio, il sistema BRICS Clear
utilizzerà la blockchain per registrare e scambiare titoli. Per quanto riguarda la nuova unità contabile comune, chiamata “The Unit“, il suo valore sarà ancorato per il 40% all’oro e per il 60% a un paniere di valute nazionali dei membri. Il Consiglio d’affari BRICS considera l’Unit “uno strumento conveniente e universale”, poiché può essere convertito in qualsiasi valuta nazionale. Questa soluzione potrebbe risolvere il problema dell’instabilità dei tassi di cambio, evitando oscillazioni dovute all’accumulo di riserve in diverse valute nazionali.
Nuovo Bretton Woods?
Secondo il professor Michael Hudson, è necessaria la creazione di un’istituzione simile a una Banca Centrale, che sia autorizzata a emettere crediti per finanziare deficit commerciali e pagamenti tra Paesi, utilizzando uno strumento tipo SDR (Diritti speciali di prelievo), chiamato Bancor. Il professore ritiene che ciò che sta emergendo sarà diverso da un sistema di compensazione per le banche esistenti: si tratterà di un Fondo monetario internazionale dei BRICS. I Bancors, infatti, saranno utilizzati esclusivamente per regolamenti tra Governi e non come valuta di scambio commerciale, evitando così la speculazione finanziaria.
Una Nuova banca di sviluppo (NDB, New Development Bank) riformata, che potrebbe diventare operativa l’anno prossimo sotto la presidenza russa, avrà tutte le caratteristiche per trasformarsi in un “FMI” dei BRICS. Tuttavia, affinché il progetto abbia successo, il vertice di Kazan dovrà essere un “Bretton Woods dei BRICS”.
Un altro punto cruciale, secondo Hudson, riguarda la gestione del debito in dollari dei Paesi del Sud globale, molti dei quali sono membri dei BRICS. Hudson sottolinea l’importanza di non finanziare tali debiti attraverso la Banca dei BRICS, ma piuttosto di considerare una moratoria, vista la strumentalizzazione delle sanzioni economiche occidentali. Immaginando un successo del BRICS+, ciò potrebbe portare alla creazione di un nuovo sistema finanziario globale, sostenuto dalla maggioranza dei Paesi del Mondo, presentando un’alternativa concreta alle attuali superpotenze economiche gravate da debiti per 35 trilioni di dollari.
Cina e Russia
Intanto il presidente cinese Xi Jinping ha assicurato al suo omologo russo Vladimir Putin di essere pronto a «sviluppare ulteriormente» la cooperazione bilaterale tra
Pechino e Mosca, in occasione di uno scambio di congratulazioni per il 75° anniversario del ripristino delle relazioni diplomatiche bilaterali. L’agenzia di stampa ufficiale cinese ha riferito che Xi ha affermato a Putin che il suo Paese è «pronto» a continuare a «sviluppare in modo permanente una cooperazione globale pragmatica tra i due Paesi». Ha parlato di «amicizia permanente», «relazioni di buon vicinato», «pieno coordinamento strategico» e «cooperazione reciprocamente vantaggiosa», che secondo lui sono diventati «gli elementi più essenziali delle relazioni bilaterali tra Cina e Russia».
La Cina si presenta come un attore neutrale nella guerra in Ucraina e sottolinea che non fornisce armi a nessuna delle parti contrapposte. Americani ed europei hanno accusato Pechino quasi fin dall’inizio di offrire a Mosca, che è l’obiettivo delle diffuse sanzioni occidentali, un sostegno finanziario cruciale per il suo sforzo bellico.
Nel 2023, gli scambi commerciali tra Cina e Russia hanno stabilito un nuovo record
Mosca e Pechino dicono di opporsi all'”egemonia occidentale“, in particolare a quello che definiscono un tentativo di imporre il dominio Usa negli affari internazionali. Xi ha, infatti, elogiato gli sforzi dei due Stati negli ultimi anni per rafforzare le relazioni nonostante le grandi sfide che sono senza precedenti in un secolo. «La fiducia politica reciproca tra le due parti continua a rafforzarsi, la cooperazione (…) ha portato risultati notevoli», ha sottolineato il presidente cinese. Xi Jinping dovrebbe partecipare al vertice dei BRICS dove ha in programma un incontro bilaterale con Putin. L’alleanza, che contava quattro membri fondatori (Brasile, Russia, India e Cina) quando è stata creata nel 2009, includeva il Sudafrica nel 2010 prima di allargarla quest’anno per inglobare le economie emergenti, in particolare Egitto e Iran.
Non solo i rapporti con la Russia. Il presidente cinese Xi Jinping si è congratulato con il nuovo primo ministro giapponese Shigeru Ishiba martedì, il giorno dopo il suo insediamento, hanno riferito i media statali cinesi. Shigeru Ishhiba, 67 anni, è diventato il nuovo capo del Governo giapponese martedì dopo un voto in Parlamento. Nella sua prima conferenza stampa da quando è diventato primo ministro, Isiba ha sottolineato che «la sicurezza del nostro Paese non è mai stata affrontata con una minaccia così grande dalla fine della seconda guerra mondiale».
Problema Taiwan sempre presente
Ishiba, che ad agosto ha visitato Taiwan, un’isola che Pechino considera una Provincia cinese, sostiene la creazione di un’alleanza militare nella Regione basata sul modello della NATO, compreso l’articolo 5 sulla difesa collettiva. La scorsa settimana, una nave da guerra giapponese ha attraversato lo Stretto di Taiwan per la prima volta. Una settimana prima, una portaerei cinese ha navigato tra due isole giapponesi vicino a Taiwan.
Il Giappone ha fatto partire ripetutamente gli intercettori nelle ultime settimane a causa dei movimenti di aerei russi e cinesi vicino allo spazio aereo dell’arcipelago e, secondo Tokyo, all’interno dello spazio aereo giapponese.
George Labrinopoulos
Foto © Watcher Guru, India Foundation, Xinhua













