I dati riportati nell’ultimo bollettino pubblicato sono chiari: tra gennaio e dicembre si sfiorerà il limite di 1,5°C, mai registrati fino ad ora. Secondo gli esperti è “necessario aumentare le ambizioni per la Cop29”
Il servizio europeo Copernicus, specializzato nel monitoraggio climatico, ha recentemente rivelato che il 2024 è in procinto di diventare l’anno più caldo mai registrato fin’ora. I dati mostrano un continuo aumento delle temperature globali, con particolari estremi durante i mesi estivi: tra giugno e agosto 2024, la temperatura è stata 0,69°C sopra la media, segnando la stagione estiva più calda mai registrata sia a livello globale che europeo.
Questa anomalia termica si deve sia ai naturali cicli climatici, come El Niño, sia al crescente impatto dei gas serra che intrappolano calore nell’atmosfera. Gli effetti sono già visibili, con eventi meteorologici estremi sempre più intensi e frequenti, tra cui incendi, forti precipitazioni, ondate di calore in varie regioni, soprattutto nell’area del Mediterraneo, in Europa orientale e in Brasile.
Europa e altre Regioni
A subire queste temperature da record è stata soprattutto l’Europa, con una media di
10,83°C sulla terraferma. L’ottobre 2022 rimane al primo posto, con un’anomalia di 1,92°C sopra la media. Le temperature europee sono state maggiormente al di sopra della media nell’Europa meridionale e orientale, mentre si registrano dati al di sotto nelle zone nordoccidentali dell’Irlanda e del Regno Unito, in Islanda, sulla costa occidentale del Portogallo e nella Norvegia meridionale. Uscendo dall’Europa, si riscontrano temperature per lo più superiori alla media nell’Antartide orientale, Messico, Cina, Giappone e Australia. Spostandoci invece nell’estremo oriente della Russia, in Alaska, nel Sud America meridionale e in Pakistan, i dati riportati mostrano temperature al di sotto della media globale.
Oceani e ghiacci marini
Il fenomeno de El Niño ha contribuito in modo significativo al riscaldamento delle acque oceaniche, accentuando l’anomalia termica globale.
Secondo il vice direttore del Copernicus Climate Change Service, Samantha Burgess, «l’aumento della temperatura nel 2024 segna una nuova pietra miliare nei record di temperatura globale e dovrebbe servire da catalizzatore per aumentare le ambizioni della prossima conferenza sui cambiamenti climatici, la Cop 29». Per quanto riguarda i ghiacci marini, le aree maggiormente colpite sono state il nord delle Isole Svalbard (Norvegia), l’Arcipelago canadese e il Mare di Barents. L’estensione del ghiaccio marino è stata la quarta più ridotta mai registrata per il mese di ottobre, scendendo del 19% sotto la media stagionale.
Quest’anno però l’atmosfera alla Cop 29 è molto incerta, anche perché avverrà all’indomani della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali. Il presidente repubblicano infatti non ha mancato, nell’ultima campagna elettorale, di mostrare posizioni di totale disinteresse rispetto al cambiamento climatico («The ocean will rise, who the hell cares?», ha dichiarato in un suo comizio a maggio). Inoltre ha più volte annunciato la volontà di abolire l’Inflation Reduction Act, la più vasta iniziativa messa in atto dagli Usa per contrastare il cambiamento climatico, firmata nel 2022 da Joe Biden con l’impegno, tra le altre cose, di investire 370 miliardi di dollari per ridurre le emissioni serra del Paese del 40% entro il 2030. Il Tycoon avrebbe inoltre stretto accordi con le industrie petrolifere durante la sua ultima campagna elettorale. È verosimile dunque che la sua vittoria influenzerà la delicata partita che si giocherà a Baku.
Precipitazioni estreme
Nel mese di Ottobre 2024, le precipitazioni sono state superiori alla media in varie aree dell’Europa occidentale, tra cui la Penisola Iberica, la Francia e il nord Italia. Queste intense
piogge hanno causato eventi drammatici, come le gravi inondazioni nella regione di Valencia, in Spagna, dove sono state registrate otre 200 vittime. Al contrario, l’Europa orientale ha sperimentato condizioni di siccità, con precipitazioni e umidità del suolo inferiori alla media, soprattutto nella Russia occidentale, in Grecia e nell’area occidentale della Turchia. Al di fuori, precipitazioni superiori alla media sono state registrate nel sud e nell’est della Cina, a Taiwan, in Florida e nell’Australia occidentale. In Florida, l’uragano Milton è arrivato poco dopo dell’uragano Helene, aggravando ulteriormente le condizioni meteorologiche.
Allarme delle Nazioni Unite
Gli ultimi calcoli dell’Onu non sono ottimistici. Secondo gli esperti, il Mondo è sulla buona strada per superare il limite, col rischio di effetti catastrofici del cambiamento climatico come siccità, ondate di calore o piogge torrenziali. Se le politiche attuali saranno mantenute, il Pianeta si sta dirigendo verso un riscaldamento “catastrofico” di 3,1 ºC in questo secolo, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP). Gli scienziati concordano sul fatto che, nella maggior parte del Pianeta, le precipitazioni estreme stanno diventando più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici.
Gli effetti sulla salute preoccupano
Il riscaldamento globale sta alterando il delicato equilibrio degli ecosistemi, minacciando risorse essenziali per la vita umana quali acqua, cibo, aria e cambiando la frequenza e la
diffusione di molte malattie infettive. L’aumento delle temperature creano condizioni ideali per la proliferazione di agenti patogeni, così riporta la Società italiana di medicina ambientale (Sima). Inoltre, aumenta il rischio di malattie idrotrasmesse. Le piogge e le intense alluvioni direttamente legate ai cambiamenti climatici, provocano l’esondazione dei corsi d’acqua e il sovraccarico delle reti fognarie, diffondendo virus come l’epatite A ed E, Enterovirus, Adenovirus, Norovirus e Rotavirus, con possibili contaminazioni della catena alimentare.
Miriam Dei
Foto © Ohga, Copernicus Climate Change Service, OggiScienza, Ansa Brasil













