Giornata nazionale della salute della donna

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Salute della donna

Gli studi degli ultimi 10 anni rivelano che prendersi cura della salute femminile, anche di quella mentale, significa costruire una società migliore

Ricorre oggi la giornata nazionale della salute della donna, istituita nel 2015. Per l’occasione l’Istituto Superiore di Sanità, Iss, ha tracciato il quadro di questi 10 anni di studi su cardiologia, tumori, diabete, ed effetti delle vaccinazioni. Innanzitutto risulta evidente che l’attenzione alla salute della donna è cresciuta a livello scientifico in tutto il Mondo e anche in Italia.

Cercando “salute della donna” su PubMed, il principale database ad accesso aperto sui temi della medicina, le pubblicazioni scientifiche relative all’Italia sono triplicate, passando da 1312 nel 2015 a 3491 nel 2024. Il Centro di medicina di genere dell’Iss diretto da Elena Ortona ha elaborato una sintesi degli ultimi 10 anni di studi che includono le differenze di genere. Le ricerche riguardano la cardiologia (+52%), i tumori (+50%), l’efficacia delle terapie oncologiche (+44%), le strategie di prevenzione e stili di vita (+53%), il diabete (+52%), le malattie autoimmuni (+61%), gli effetti delle vaccinazioni (+44%).

Criteri diagnostici

Il Centro evidenzia anche progressi sull’endometriosi e la fibromialgia e la prevenzione dei tumori ginecologici. Infatti l’introduzione del test HPV per il tumore al collo dell’utero che ha sostituito il pap-test nelle donne di età superiore ai 30 anni, ha segnato un progresso in termini di salute al femminile e prevenzione. Si registra altresì un aumento delle iniziative per la diagnosi precoce dell’endometriosi come malattia cronica. Quanto alla fibromialgia prevalente nel genere femminile, è evidente una maggiore conoscenza e consapevolezza. Ne sono stati inoltre definiti i criteri diagnostici: dolore muscolo-scheletrico diffuso e presenza di specifiche aree algogene alla digitopressione.

Anche in oncologia, il Dipartimento di oncologia e medicina molecolare dell’Iss diretto da Mauro Biffoni ha evidenziato il progressivo aumento della sopravvivenza in molti tipi di tumori maligni a motivo dell’introduzione di nuove terapie e diagnosi in stadi più precoci. Dal 2006 al 2021 la mortalità per tumori per quanto riguarda le donne si è ridotta di oltre il 20% nella fascia di età 20-49 anni.

Nel 2024 si stimava infatti che circa 2 milioni di donne vivessero dopo una diagnosi di tumore e di queste la metà con una sopravvivenza che superava i 10 anni. Le sopravvivenze osservate portano a valutare che la speranza di guarigione, cioè di avere una vita di lunghezza uguale alle non malate, sia del 73% dopo una diagnosi di carcinoma della mammella, del 69% di tumore dell’utero, del 58% per il carcinoma della cervice uterina e del 32% per il carcinoma dell’ovaio. Negli anni più recenti sono state introdotte terapie farmacologiche selezionate per specifiche sottopopolazioni di pazienti che promettono di produrre ulteriori miglioramenti nella terapia delle forme avanzate di tumori. I risultati si vedranno nei prossimi anni.

Seguire un percorso

Nel 2017 è stato istituito anche il Sistema nazionale linee guida che ha pubblicato 16 linee guida e raccomandazioni legate alla salute femminile. Gli ambiti sono quelli dell’oncologia ginecologica e senologica, della salute riproduttiva, della ginecologia e uro-ginecologia e della gravidanza e percorso nascita. Il Centro nazionale Clinical Governance ed eccellenza delle Cure dell’Iss, diretto da Velia Bruno, ha contribuito alla promozione della salute femminile principalmente attraverso il lavoro delle linee guida. Queste rappresentano uno strumento centrale per garantire un’assistenza clinica di qualità, sicura e appropriata, fondata sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

Salute della donnaLe 16 linee guida riguardano quindi il tumore della mammella, dell’utero e dell’ovaio, la preservazione della fertilità in chi affronta cure oncologiche, ma anche la gravidanza e la uro-ginecologia. Il loro obiettivo è di garantire cure efficaci, sicure ed eque lungo tutto il corso della vita femminile: dalla salute riproduttiva alla prevenzione oncologica, dalla gravidanza alla menopausa, fino alle patologie croniche e degenerative.

In occasione della giornata nazionale dedicata alla salute della donna, il Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale dell’Iss evidenzia come la salute mentale femminile sia influenzata da fattori biologici e da determinanti socioculturali come gli stereotipi e i ruoli di genere, la discriminazione, la violenza, le molestie, l’equilibrio tra vita privata e lavorativa e le condizioni socioeconomiche. Per realizzare cure efficaci ed eque è essenziale comprendere queste dimensioni. Il benessere psicologico delle donne è un pilastro per la salute pubblica e lo sviluppo sociale. Investendo sulla salute della donna si investe sul futuro della società.

 

Veronica Tulli

Foto © Bollini rosa, Endometriosi, Centro Medico San Magno

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