Le relazioni tra Grecia e Turchia potrebbero ulteriormente deteriorarsi a causa della Zee presentata da Atene
Con una decisione storica, la Grecia ha dichiarato la Zona economica esclusiva (Zee) nel Mar Ionio, che copre un’ampia area che arriva fino a Capo Tenaro, il punto più meridionale della Grecia continentale. La decisione, pubblicata nella Gazzetta ufficiale, rappresenta un passo importante verso il rafforzamento dei diritti sovrani del Paese, in conformità con il diritto internazionale e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 10 dicembre 1982.
L’area designata ha coordinate che si estendono da nord, vicino a Corfù, al punto più meridionale, a ovest di Creta. Nello specifico, quelle fornite alla Gazzetta Ufficiale comprendono 16 punti, che formano un poligono basato sul già demarcato confine con l’Italia
Rilevanza della decisione
La dichiarazione della Zee nel Mar Ionio ha molteplici campi:
- economia: la Grecia acquisisce i diritti esclusivi per lo sfruttamento delle risorse naturali (pesca, idrocarburi, fonti di energia rinnovabili) nella Regione.
- Geopolitica: la posizione nel Mediterraneo si rafforza, soprattutto in relazione ai Paesi vicini come l’Albania e l’Italia, con i quali condivide i confini marittimi.
- Ambientale: la Zee consente un migliore controllo per proteggere l’ambiente marino, un’area nota per la sua biodiversità.
Reazioni e prossimi passi
C’è la possibilità che la decisione provochi reazioni da parte dell’Albania. Invece l’allineamento per quanto riguarda l’Italia segue l’accordo già esistente dal 2020, che
ha definito i confini sulle zone marittime. Tuttavia, la dichiarazione della Zee fino a Tenaro apre la strada a ulteriori delimitazioni, forse nell’Egeo fino al Mediterraneo orientale, anche se questa rimane una questione più complessa a causa delle relazioni greco-turche. Sembra che il ministero degli Affari Esteri greco stia lavorando intensamente da 2 anni sul tema, mentre la pianificazione dello spazio marittimo firmata dal nuovo ministero dell’Ambiente a pochi giorni dal suo insediamento può essere considerata come un preambolo.
Le zone marittime di giurisdizione della Repubblica ellenica sono illustrate nella mappa della pianificazione dello spazio marittimo, che è stata annunciata dal Governo. La Grecia adempie al suo obbligo di Stato membro dell’Ue nell’avere un piano del genere e ricorda ad Ankara che, se lo desidera, la strada verso L’Aia per la delimitazione di una Zee o piattaforma continentale è aperta. La mappa è raffigurata in un documento ufficiale a uso della Commissione europea e dell’Unione, dove è illustrata l’attuale situazione nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale e contenente anche le opinioni greche sull’estensione delle zone marittime del Paese.
Due mappe
L’annuncio della pianificazione dello spazio marittimo, nel contesto dell’istituzione della strategia spaziale nazionale per lo spazio marittimo, è il risultato di uno sforzo iniziato quasi dal primo giorno in cui il ministro degli Affari Esteri, Giōrgos Gerapetritīs, ha varcato la porta dell’edificio neoclassico di Vasilissis Sofias. Il Governo ha deciso di procedere per vari motivi principalmente legati all’obbligo della Grecia in quanto Stato membro dell’Ue di avere un piano (con scadenza al 31 marzo 2021) e, naturalmente, alle multe associate al continuo ritardo nella presentazione. L’ultima condanna della Corte di giustizia europea è quella del 27 febbraio (causa C-128/24), che ha agito come un’ulteriore leva di pressione per l’accelerazione del procedimento da parte di Atene.
Il Governo greco, naturalmente, si aspettava anche le reazioni turche – sostanzialmente annunciate – che si riflettono con la pubblicazione di una mappa con le proprie posizioni. Si tratta, insomma, di una reazione puramente comunicativa, per rispondere alle critiche interne sulla presunta “compiacenza” del Governo Erdoğan nei confronti della Grecia.
Confini
In sostanza, tuttavia, la mappa pubblicata dai ministeri degli Affari esteri e dell’Ambiente, raffigura le zone marittime di giurisdizione della Repubblica ellenica. Alcuni di essi sono già delimitati.
In particolare, sono inclusi gli accordi greco–italiani nella delimitazione della Zee del 1977 e del 2020 e l’accordo parziale greco–egiziano del 2020. Per la stesura è stata utilizzata anche la Legge Maniatis (4001/2011), a eccezione degli accordi di cui sopra, che hanno portato a negoziati con l’Italia e l’Egitto con conseguente riduzione dell’influenza di alcune Isole. Sulla carta, la differenziazione più netta rispetto ai confini esterni prevista dalla legge Maniatis è quella relativa alla delimitazione parziale della Zee di Grecia ed Egitto, in base alla quale l’isolotto di Chrissi a sud di Creta, Kasos, Karpathos e metà di Rodi sembrano avere un’influenza limitata rispetto alla costa continentale del grande Paese nordafricano.
Intenzioni
Le opinioni turche si basano, naturalmente, sull’emergere della cosiddetta mappa di Siviglia come posizione nazionale di Atene e nella costante paura di Ankara di essere “intrappolata” nel Golfo di Antalya. Sebbene i confini esterni della piattaforma continentale siano stati tracciati in base alla piena influenza delle isole, la mappa è disegnata con la zona costiera a 6 miglia nautiche (a eccezione del Mar Ionio dove è estesa a 12 miglia nautiche) e con la nota a piè di pagina che la Grecia si riserva il diritto di estenderli in qualsiasi momento.
C’è un lungo cammino legislativo per specificare tutte le attività che possono essere svolte in queste quattro Regioni. In pratica, si tratta di una serie di parametri, come la resilienza climatica dell’ambiente marino, lo sviluppo del turismo sostenibile, la tutela del patrimonio culturale e in particolare delle antichità subacquee, il miglioramento e la protezione del trasporto, lo sfruttamento delle risorse energetiche del Paese, l’itticoltura e la valorizzazione di progetti transfrontalieri di interesse comune.
Il primo studio sulla pianificazione dello spazio marittimo della Turchia è stato pubblicato poco tempo dopo l’annuncio della Grecia. Secondo Anadolu, l’agenzia di stampa statale
turca, il Centro nazionale di ricerca per il diritto marittimo dell’Università di Ankara (Dehukam) ha pubblicato il primo studio accademico sulla pianificazione dello spazio marittimo che mira a massimizzare l’uso dei mari circostanti da parte della Turchia. Questo studio è indicativo dei piani e delle intenzioni turche, ma non è una presentazione ufficiale dato che non è ancora completo. Secondo la stessa pubblicazione, la parte turca ha iniziato questi studi anni fa con l’obiettivo di proteggere i propri diritti e interessi nei mari circostanti, per valutare meglio l’impatto ambientale delle sue future attività nei mari e per sfruttare al meglio le aree marittime.
Organizzazione
La parte turca insiste nel collegare la propria pianificazione dello spazio marittimo con la narrativa della “Patria blu“, sottolineando che contribuirà a una migliore comprensione della dottrina turca e a un coordinamento più organizzato delle attività della Turchia nei mari circostanti. La parte turca ricorda inoltre che piani analoghi sono attualmente in fase di preparazione da parte dei Territori occupati nel nord di Cipro.
A ciò ha fatto seguito una rigorosa dichiarazione del ministero degli Esteri turco, che sottolinea che “alcune delle aree definite nel piano di spaziale marittimo, dichiarato dalla Grecia ai sensi della legislazione dell’Ue, violano le aree di giurisdizione marittima della Turchia sia nell’Egeo che nel Mediterraneo orientale”. Inoltre sostiene che “ancora una volta, le azioni e le rivendicazioni unilaterali della Grecia non avranno conseguenze legali per il nostro Paese. Ricordiamo che devono essere evitate azioni unilaterali in mari chiusi o semi–chiusi come l’Egeo e il Mediterraneo, che il diritto marittimo internazionale incoraggia la cooperazione tra gli Stati costieri in questi mari e che in questo contesto il nostro Paese è sempre disposto a cooperare con la Grecia nel Mar Egeo”.
“La Turchia”, conclude il testo, “mantiene l’opinione che dovrebbe essere adottato un approccio sincero e globale per risolvere le questioni sulla base del diritto internazionale, dell’uguaglianza e del buon vicinato, nel quadro della dichiarazione di Atene sulle relazioni amichevoli e il buon vicinato del 7 dicembre 2023, che riflette lo spirito che entrambe le parti desiderano mantenere nelle loro relazioni”.
Il corridoio negoziale rimane aperto
Per la stampa turca, invece, questi sviluppi aumentano la tensione con la Grecia, con l’anti-governativo Sözcü che riferisce che una provocazione, che per la Turchia è causa di guerra dal 1995, è tornata sul tavolo. “La Grecia”, scrive il giornale, “presenterà una mappa all’Ue, estendendo le sue acque territoriali a dodici miglia, il 27 aprile”. Lo stesso giornale ritiene che la mancanza di reazione da parte della Turchia sollevi preoccupazioni sul fatto che il Mar Egeo possa diventare essenzialmente un “lago greco”. Al contrario, il filogovernativo Milliyet sottolinea che Atene ha pubblicato la sua mappa dopo la Turchia e che la Patria Blu sta anche causando allarme in Grecia.
George Labrinopoulos
Foto © Regionieambiente, Dehukam












