“L’occasione fa il ladro”: Rossini opera festival 2026 a Pesaro

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L'occasione fa il ladro

La burletta rossiniana torna al Teatro Rossini con la regia di Ponnelle e Sonja Frisell. Un cast stellare e direzione di Alessandro Bonato

Nella storia del Rof le riprese di opere che poi sono rimaste nella storia del festival sono sostanzialmente due “Il viaggio a Reims” di Ronconi e “L’occasione fa il ladro” di Jean-Pierre Ponnelle, ripresa con la regia di Sonja Frisell. Un gioiello di improvvisazioni, comicità, canto e ambiguità rossiniane, che il Cigno di Pesaro, ha abituato il pubblico internazionale del Rossini opera festival da anni.

E si perchè bisogna risalire al 1987, quando il geniale regista francese Ponnelle, portò a Pesaro “L’occasione fa il ladro”, burletta per musica in un atto di Luigi Previtali e musica di Gioachino Rossini. Il Rossini buffo ha sempre avuto una grande diffusione popolare non solo nei teatri a livello internazionale, ma anche nelle musiche per film, spot pubblicitari. E soprattutto le sinfonie delle opere comiche, comique, secondo la tradizione francese di cui Rossini fu molto rispettoso, dopo il suo duraturo soggiorno parigino, hanno avuto una grande diffusione anche in concerti non strettamente rossiniani. “L’occasione fa il ladro” fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Moisè di Venezia il 24 novembre 1812. Gli interpreti ne furono Gaetano Del Monte (Eusebio), Giacinta Canonici (Berenice), Tommaso Berti (Alberto), Luigi Pacini (Parmenione), Carolina Nagher (Ernestina), Filippo Spada (Martino). L’autografo è conservato a Parigi presso il Conservatorio.

Il Rossini opera festival e la Fondazione Rossini di Pesaro per l’edizione critica, in collaborazione con Casa Ricordi di Milano a cura di Giovanni Carli Ballola, Patricia I. Brammer e Philip Gossett. Un gotha di musicologi che si affiancarono in un perfetto gioco di squadra all’ideatore e allora sovrintendente del Rof Gianfranco Mariotti, Bruno Cagli e Alberto Zedda, che poi realizzò l’Accademia Rossiniana, oggi in ottimo stato di salute sotto la guida del maestro Ernesto Palacio, attuale sovrintendente del Rof. L’edizione critica che anche nella programmazione del Rof 2026, ricostruisce con particolare attenzione l’originario statuto testuale dei recitativi secchi. Nel tempo le modifiche più significative sono state correttamente riportate dai curatori.

Storia

L'occasione fa il ladro“L’occasione fa il ladro” (1812) è quarta delle cinque opere in un atto che Rossini compose per il teatro veneziano di San Moisè tra il 1810 e il 1813 e che costituiscono un passo fondamentale nella definizione del suo stile comico. Rossini aveva diciotto anni al debutto con la prima delle cinque, “La cambiale di matrimonio” (1810), cui seguirono “L’inganno felice La scala di seta”. Quest’ultima in programma al Rof 2026 per la regia di Micheletto. Per “L’occasione fa il ladro” Rossini potè giovarsi, come poi per “Il signor Bruschino”, dell’esperienza accumulata con la più complessa drammaturgia della Pietra del paragone, che in quello stesso anno aveva segnato il suo debutto alla Scala di Milano.

Composta in undici giorni, e insieme alle altre quattro opere comiche, ha un senso di freschezza e maturità musicale. Un’anticipazione al capolavoro della sua opera comica L’italiana in Algeri. Ne “L’occasione fa il ladro” la vocalità fiorisce in una fantasiosa varietà di scrittura, dal fitto sillabato alle ornamentazioni belcantistiche, i concertati portano all’estremo il gioco di linee, ritmi e timbri.

Rof 2026

L’opera che si basa sulla geniale regia dello scomparso e geniale regista francese Ponnelle e ripreso da Sonja Frisell ha avuto come location il Teatro Rossini. Il direttore d’orchestra Alessandro Bonato ha diretto l’Orchestra sinfonica G. Rossini, in maniera magistrale e spumeggiante, rispettando i ritmi musicali e i movimenti verticosi degli interpreti nel gioco quasi diabolico dello scambio della valigia. Bravi gli interpreti Manuel Amati in Don Eusebio, Damiana Mizzi in Berenice, un grande Dave Monaco, una voce tenorile già consacrata nel repertorio rossiniano, nel Conte Alberto, Matteo Mancini in Parmenione, Martiniana Antonie in Ernestina e Giuseppe Toia in Martino.

 

Paolo Montanari

Foto © Rossini Opera Festival

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