Usa-Iran: guerra economica e rischio escalation militare

0
255
Usa Iran

Sanzioni americane allargate, risposta di Teheran e tensioni nel Golfo: gli effetti globali su petrolio, inflazione e sicurezza energetica

La tensione tra Stati Uniti e Iran entra in una fase ancora più delicata, nella quale la pressione economica rischia di trasformarsi nel detonatore di una nuova escalation militare. Donald Trump ha annunciato una campagna di “guerra economica” contro Teheran, prospettando un isolamento di portata senza precedenti e avvertendo che qualsiasi Paese disposto a garantire una “linea di salvezza” all’Iran potrebbe andare incontro a pesanti conseguenze economiche.

Nel mirino di Washington non ci sarebbero soltanto le istituzioni finanziarie iraniane, ma anche banche straniere, imprese, aeroporti, organismi governativi, circuiti commerciali e soggetti coinvolti nell’acquisto o nel trasferimento del petrolio iraniano. La strategia americana punta dunque ad allargare il perimetro delle sanzioni: non colpire soltanto Teheran, ma aumentare il costo economico per chiunque continui a sostenerne gli scambi internazionali.

Il rischio

È questo il passaggio potenzialmente più destabilizzante. L’Iran è infatti inserito in una rete di rapporti commerciali ed energetici che coinvolge importanti attori internazionali, a cominciare dalla Cina, principale acquirente del suo petrolio, mentre Pechino continua a privilegiare la via diplomatica rispetto alla politica delle sanzioni. Se Washington dovesse applicare in maniera sistematica sanzioni secondarie contro società, banche e Governi di Paesi terzi, il confronto potrebbe quindi superare rapidamente i confini iraniani e trasformarsi in uno scontro economico più ampio tra grandi potenze.

Teheran, dal canto suo, respinge la pressione americana. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito la nuova offensiva statunitense una forma di «terrorismo economico» e sostiene che l’inasprimento delle misure non porterà alla capitolazione della Repubblica islamica. (Al Jazeera)

Il confine sottile tra guerra economica e guerra combattuta

Il vero punto interrogativo riguarda però il confine sempre più sottile tra guerra economica e guerra combattuta. La crisi ha già inciso pesantemente sulla sicurezza del Golfo e sul traffico nello Stretto di Hormuz, arteria strategica per il commercio energetico mondiale, mentre i tentativi di arrivare a una tregua stabile non hanno finora prodotto una soluzione duratura. (Reuters) Ogni ulteriore stretta sulle esportazioni iraniane potrebbe spingere Teheran a reagire non soltanto sul terreno finanziario o diplomatico, ma anche attraverso nuove iniziative militari o pressioni sulle rotte marittime.

È qui che il rischio diventa globale: una nuova crisi nello Stretto di Hormuz avrebbe conseguenze immediate sui prezzi dell’energia, sui costi di trasporto, sull’inflazione e sulle economie maggiormente dipendenti dalle importazioni di petrolio e gas. La guerra economica, quindi, non rappresenta necessariamente un’alternativa alla guerra militare. Può diventarne il prolungamento con altri strumenti e, nel peggiore degli scenari, la premessa per una nuova fase delle ostilità.

Washington e Teheran: isolamento o accordo?

Washington vuole costringere Teheran a scegliere tra isolamento e accordo; l’Iran continua invece a mostrare di non voler accettare una trattativa percepita come resa. In mezzo rimangono l’Europa, le potenze asiatiche e soprattutto i Paesi del Golfo, esposti direttamente alle conseguenze di qualsiasi ulteriore deterioramento. La partita non riguarda più soltanto il nucleare iraniano o i rapporti tra Washington e Teheran: riguarda gli equilibri energetici, finanziari e strategici mondiali. Ed è proprio questa sovrapposizione tra sanzioni, petrolio, diplomazia e forza militare a rendere estremamente pericolosa la fase attuale. Quando l’economia diventa un’arma, il rischio è che prima o poi qualcuno decida di rispondere con le armi vere.

 

Michel Emi Maritato

Foto © AI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui