Mostra Giò Ross a Pesaro: arte tra Urbino e Rossini

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Mostra Giò Ross Pesaro

Un percorso espositivo tra Rinascimento, musica e sperimentazione contemporanea che racconta l’identità culturale delle Marche

La mostra “La Città della Musica” firmata da Giò Ross unisce culturalmente Urbino e Pesaro in un dialogo senza tempo, inaugurata presso il Salone Antonia Pallerini di Palazzo Gradari e ospitata alla Galleria Rossini fino al 4 agosto.

L’esposizione istituzionale intitolata “La Città della Musica. Dal Rinascimento urbinate alla Pesaro di Rossini”, firmata dal maestro Giò Ross, ha riscosso un eccezionale successo di pubblico e critica, consolidandosi come uno dei fulcri artistici e identitari della stagione estiva marchigiana. Il progetto espositivo delinea un ponte storico e ideale tra la Urbino rinascimentale e la Pesaro di Gioachino Rossini, mettendo al centro della narrazione il confronto tra due figure cardine della cultura locale: Raffaello Sanzio e Gioachino Rossini. Attraverso una pittura visionaria e multidisciplinare, le opere creano un percorso caleidoscopico in cui convivono arti visive, musica, danza, cinema, gastronomia e riferimenti alla contemporaneità.

Istituzioni e patrocinio

La forte valenza territoriale dell’iniziativa è testimoniata dalla collaborazione e dal patrocinio del Comune di Pesaro, del Cuum (Club per l’Unesco di Urbino e del Montefeltro), della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive e dell’Ente Olivieri. Al fortunato vernissage hanno preso parte figure chiave del panorama culturale, tra cui il vicesindaco e assessore alla Cultura di Pesaro Daniele Vimini, la direttrice dell’Ente Olivieri Brunella Paolini, il direttore del Rossini Opera Festival Cristian Della Chiara, il presidente del Cuum Jonathan Pierini, lo storico dell’arte Rodolfo Battistini e il saggista rossiniano Giulio Lonzi. In rappresentanza della Città di Urbino è intervenuta l’assessora alla Cultura Lara Ottaviani, che ha espresso profondo orgoglio istituzionale sottolineando come l’arte di Giò Ross si ponga in perfetta continuità con la grande scuola pittorica locale, richiamando anche la contemporanea esposizione dedicata a Federico Barocci attiva a Palazzo Ducale.

Il profilo dell’artista

L’autore della mostra, Giovanni Rossi (in arte Giò Ross), nasce a Urbino il 5 aprile 1972 e vanta un solido background accademico e professionale profondamente radicato nelle Marche. Si forma inizialmente presso il prestigioso Istituto d’Arte di Urbino (Scuola del Libro), conseguendo nel 1991 il diploma in arte della grafica e dell’incisione, per poi laurearsi nel 1996 in Dams presso l’Università di Bologna e ottenere nel 2003 l’abilitazione all’insegnamento di Storia dell’Arte, materia che oggi insegna stabilmente all’Iis Raffaello di Urbino.

Nipote d’arte del celebre pittore Salvatore Fiume, Giò Ross unisce un’eccellente tecnica pittorica a una spiccata attitudine alla sperimentazione multidisciplinare. Con oltre trenta mostre all’attivo, ha esposto in prestigiose sedi nazionali, tra cui le sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino, firmando inoltre importanti scenografie per spettacoli di rilievo come il balletto “Ignota” al Teatro Sperimentale di Pesaro e il concerto di Antonella Ruggiero al Teatro Regio di Parma.

Noto per la sua capacità di far dialogare la tradizione classica con la cultura pop e le nuove tecnologie – come dimostrato dal progetto “NBArt” esposto al Collegio Raffaello, in cui ha reinterpretato i capolavori di Raffaello fondendoli con i miti del basket americano – l’artista collabora attivamente con la Casa delle tecnologie emergenti (Cte) di Pesaro e presiede l’Associazione culturale Enzo Gualazzi.

 

Mattia Carlin

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Mattia Carlin
Prof. Mattia Carlin è una figura di riferimento nel panorama internazionale, la cui carriera unisce con competenza e visione la diplomazia culturale, le relazioni internazionali, l’accademia e l’economia. Laureato in Filosofia a Ca' Foscari Venezia, ha integrato una solida formazione intellettuale con esperienze significative nei settori accademico, diplomatico e manageriale, creando un ponte tra il pensiero filosofico e le sfide globali contemporanee. Già console onorario della Colombia a Venezia e vicepresidente dell'Unione dei consoli onorari in Italia (con sede al Circolo degli Esteri di Roma), si dedica alla figura del console onorario, con particolare attenzione alle dinamiche internazionali che influenzano la cooperazione tra Stati e culture. La sua esperienza nella diplomazia culturale ha facilitato la circolazione di idee, valori e pratiche culturali tra i popoli. È stato Vicepresidente di ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori), dove ha contribuito a promuovere l'innovazione e l'imprenditorialità tra le nuove generazioni, supportando il progresso tecnologico e la trasformazione digitale. Come direttore del Dipartimento di Turismo, Arte e Cultura presso la MEIER University di Milano, Carlin stimola la formazione di nuove generazioni di leader, combinando scienze sociali, estetica e geopolitica in un approccio accademico innovativo. La sua esperienza nel management strategico e nel settore economico, maturata in aziende globali come Enel, gli consente di coniugare teoria e pratica, mirando a progetti che stimolano la crescita culturale, economica e istituzionale. Ha collaborato con la Biennale di Venezia nell'ambito del nuovo Centro Internazionale di Ricerca delle Arti Contemporanee. Nel corso della sua carriera, il prof. Carlin ha ricevuto importanti riconoscimenti e premi internazionali per le sue attività accademiche, diplomatiche e culturali, sottolineando l'impatto significativo delle sue iniziative a livello globale. Con una visione trasversale e interdisciplinare, il Prof. Carlin è capace di connettere economia e cultura, utilizzando le relazioni internazionali come leva per sostenere lo sviluppo sostenibile e la cooperazione globale. La sua carriera incarna l’integrazione di diplomazia culturale, educazione e economia, dimostrando come questi ambiti, pur apparentemente distinti, siano in realtà profondamente interconnessi, alimentandosi reciprocamente in un contesto globale sempre più interdipendente.

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