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Prof. Mattia Carlin è una figura di riferimento nel panorama internazionale, la cui carriera unisce con competenza e visione la diplomazia culturale, le relazioni internazionali, l’accademia e l’economia. Laureato in Filosofia a Ca' Foscari Venezia, ha integrato una solida formazione intellettuale con esperienze significative nei settori accademico, diplomatico e manageriale, creando un ponte tra il pensiero filosofico e le sfide globali contemporanee. Già console onorario della Colombia a Venezia e vicepresidente dell'Unione dei consoli onorari in Italia (con sede al Circolo degli Esteri di Roma), si dedica alla figura del console onorario, con particolare attenzione alle dinamiche internazionali che influenzano la cooperazione tra Stati e culture. La sua esperienza nella diplomazia culturale ha facilitato la circolazione di idee, valori e pratiche culturali tra i popoli. È stato Vicepresidente di ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori), dove ha contribuito a promuovere l'innovazione e l'imprenditorialità tra le nuove generazioni, supportando il progresso tecnologico e la trasformazione digitale. Come direttore del Dipartimento di Turismo, Arte e Cultura presso la MEIER University di Milano, Carlin stimola la formazione di nuove generazioni di leader, combinando scienze sociali, estetica e geopolitica in un approccio accademico innovativo. La sua esperienza nel management strategico e nel settore economico, maturata in aziende globali come Enel, gli consente di coniugare teoria e pratica, mirando a progetti che stimolano la crescita culturale, economica e istituzionale. Ha collaborato con la Biennale di Venezia nell'ambito del nuovo Centro Internazionale di Ricerca delle Arti Contemporanee. Nel corso della sua carriera, il prof. Carlin ha ricevuto importanti riconoscimenti e premi internazionali per le sue attività accademiche, diplomatiche e culturali, sottolineando l'impatto significativo delle sue iniziative a livello globale. Con una visione trasversale e interdisciplinare, il Prof. Carlin è capace di connettere economia e cultura, utilizzando le relazioni internazionali come leva per sostenere lo sviluppo sostenibile e la cooperazione globale. La sua carriera incarna l’integrazione di diplomazia culturale, educazione e economia, dimostrando come questi ambiti, pur apparentemente distinti, siano in realtà profondamente interconnessi, alimentandosi reciprocamente in un contesto globale sempre più interdipendente.