La città veronese celebra l’imprenditore con un evento sportivo che unisce memoria, comunità e valorizzazione del territorio
Ci sono Città che custodiscono la loro storia nei palazzi, altre nelle piazze. E poi ci sono Città che la custodiscono nel movimento delle persone.
A Legnago, provincia di Verona, il 24 maggio accadrà proprio questo: una città si metterà in cammino per ricordare Giordano Riello. Non con un monumento, ma con una corsa. Non con parole solenni, ma con il ritmo dei passi.
Legnago, terra di antiche radici e cultura, ha da sempre saputo portare il proprio nome lontano. Qui nacque Antonio Salieri, destinato a diventare uno dei compositori più importanti dell’Europa del Settecento.
Dalla provincia di Verona arrivò fino alla corte imperiale di Vienna, portando con sé talento e identità, dimostrando come un piccolo territorio possa avere un grande respiro.
La Giordano Riello Run: memoria e futuro
Oggi quella stessa città racconta un’altra storia. Diversa, ma legata allo stesso filo: la Giordano Riello Run nasce dal desiderio di ricordare un imprenditore che ha creduto profondamente nella propria terra, un uomo che ha costruito impresa e relazioni partendo da qui, ma con lo sguardo rivolto oltre i confini.

Il progetto non sarebbe stato possibile senza l’apporto diretto della città.
Il sindaco Paolo Longhi ha visto nella corsa un’occasione per unire le persone e valorizzare il territorio, mentre l’assessore al turismo, sport, politiche giovanili, trasporti e viabilità Maurizio De Lorenzi ha lavorato per trasformare un’idea in un evento concreto, coordinando risorse e sostegno delle associazioni locali.
L’eredità di un imprenditore
«Un’azienda cresce perché un imprenditore ha creduto nel territorio», racconta Giordano Riello Jr. «Ma cresce anche perché quel territorio ha creduto in lui».
Questa frase non parla solo di impresa, ma della reciprocità che rende una città viva.
Perché Legnago non è solo il luogo in cui si corre, ma un insieme di persone, istituzioni e valori condivisi, capaci di trasformare una memoria privata in un gesto pubblico che attraversa la comunità.
Nel racconto del nipote affiora soprattutto il legame personale con il nonno, un rapporto fatto di insegnamenti quotidiani e valori trasmessi più con l’esempio che con le parole. «Sono stato profondamente legato a lui», sostiene.
Ed è forse questo il senso più profondo della corsa: non una commemorazione, ma un passaggio di testimone. Un modo per trasformare la memoria in energia viva dentro la città. Se Antonio Salieri portò il nome di Legnago nella grande musica europea, oggi la città continua a raccontare la propria identità attraverso il lavoro, l’impresa e lo sport, sostenuta attivamente dai suoi rappresentanti.
Il 24 maggio, sulle strade di Legnago, si incontreranno queste storie: la memoria di un imprenditore, la partecipazione concreta della città della provincia di Verona e lo sguardo aperto verso l’Europa e il Mondo. Perché alcune città non sono grandi per dimensioni, ma per le storie che riescono a far correre lontano.
Mattia Carlin
Foto © Visit Verona, Viaggi itineranti













