L’Australia accusa l’Iran ed espelle l’ambasciatore

0
682
Ambasciatore Iran

Canberra dichiara persona non grata l’ambasciatore iraniano dopo gravi accuse di interferenze e minacce alla sicurezza nazionale

Un vero terremoto diplomatico ha scosso l’Australia martedì 26 agosto 2025, in un episodio senza precedenti nella storia politica del Paese. Durante una conferenza stampa a Canberra, il primo ministro Anthony Albanese, affiancato dal direttore dell’Asio (Australian Security Intelligence Organisation, i servizi segreti australiani) Mike Burgess, ha accusato l’Iran di essere dietro l’organizzazione di attacchi antisemiti sul territorio australiano. Secondo il capo del Governo federale e il direttore dei servizi segreti, tali azioni costituiscono una grave minaccia per la coesione sociale della Nazione.

L’espulsione dell’ambasciatore iraniano

Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, un ambasciatore è stato dichiarato persona non grata dal Governo australiano. Albanese ha spiegato che l’Asio ha attribuito all’Iran la responsabilità degli incendi che hanno distrutto il ristorante Lewis’ Continental Kitchen a Sydney il 20 ottobre 2024 e la sinagoga Adass Israel a Melbourne il 6 dicembre 2024.

«Si tratta di atti straordinari e pericolosi di aggressione orchestrati da una nazione straniera sul suolo australiano. Sono stati tentativi di minare la coesione sociale e seminare discordia nella nostra comunità», ha dichiarato il primo ministro.
Immediata la replica di Teheran: «Accuse infondate», ha risposto il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, avvertendo che «qualsiasi misura diplomatica inappropriata e ingiustificata riceverà una risposta equivalente».

Ambasciata chiusa e Guardie Rivoluzionarie nella lista nera

Intanto l’ambasciata australiana a Teheran è stata chiusa e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica sarà inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche. L’ambasciatore Sadeghi e il suo staff avranno una settimana di tempo per lasciare il Paese. Un provvedimento che non si vedeva dal 1942, quando il giapponese Tatsuo Kawai fu espulso dopo la dichiarazione di guerra al Giappone.

Il direttore Burgess, citato dall’emittente Nine, ha affermato che l’indagine ha raccolto prove concrete di legami tra gli attentati contro le comunità ebraiche e le Guardie Rivoluzionarie iraniane. Ha spiegato che, in operazioni di questo tipo, vengono usati intermediari e persino esponenti della criminalità organizzata per nascondere il coinvolgimento diretto. Pur precisando che la criminalità non è responsabile primaria, Burgess ha sottolineato l’uso di prestanome. Ha inoltre chiarito che nessun diplomatico iraniano accreditato in Australia risulta coinvolto.

Le reazioni politiche interne

Ambasciatore IranIn Parlamento, la leader dell’opposizione Sussan Ley, citata da ABC News, ha definito queste rivelazioni «uno dei peggiori atti di interferenza straniera» e ha sottolineato che l’espulsione dell’ambasciatore era inevitabile. Liberali e Nazionali, che già chiedevano da tempo questa misura, hanno ribadito che tutti gli australiani devono poter praticare liberamente la propria fede senza timori, violenze o persecuzioni.

La posizione di Israele e delle comunità

Soddisfazione è stata espressa anche da Israele. L’ambasciata a Canberra, attraverso i social, ha accolto con favore la decisione, definendola «forte e importante». Le comunità ebraiche hanno ringraziato Albanese per la fermezza, mentre il gruppo Ausiran — che riunisce gli iraniani in Australia contrari al regime — ha salutato positivamente sia l’espulsione sia la designazione delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica. Il gruppo ha inoltre ricordato che diversi membri della comunità avevano denunciato molestie e intimidazioni legate all’ambasciata, definendo il provvedimento «un passo necessario per la sicurezza e la dignità degli iraniani contrari agli Ayatollah».

L’allarme del Ministero degli Esteri

La ministra degli Esteri Penny Wong ha rivolto un avviso ai cittadini, invitandoli a non recarsi in Iran e raccomandando a chi si trova già nel Paese di lasciarlo immediatamente. Ha ricordato che gli stranieri, inclusi gli australiani con doppia cittadinanza, rischiano arresti arbitrari, detenzioni senza motivo e persino rapimenti a scopo di riscatto. L’assistenza consolare in Iran, ha spiegato, resta fortemente limitata.

Le raccomandazioni per chi resta

Il Governo ha inoltre avvertito che i confini terrestri possono essere chiusi senza preavviso, con trasporti interrotti e aree vulnerabili ad attacchi militari, missilistici o terroristici. Per chi non riesce a lasciare l’Iran o sceglie di restare, le autorità raccomandano di rimanere al riparo, vigilare con attenzione sull’ambiente circostante e seguire gli avvisi ufficiali di Smartraveller, il servizio del Ministero degli Esteri che fornisce informazioni di sicurezza ai connazionali.

Frontiere e divieti di viaggio

I cittadini australiani e i residenti permanenti in Iran possono registrarsi sul portale d’emergenza del Ministero per ricevere aggiornamenti e comunicazioni dirette. Attualmente la frontiera con la Turchia è aperta in alcuni punti e consente l’ingresso con visto elettronico. L’Armenia permette l’accesso senza visto per soggiorni fino a 180 giorni, mentre per Azerbaigian e Turkmenistan servono autorizzazioni specifiche. Rimane invece assolutamente vietato recarsi in Afghanistan, Iraq e nelle aree di confine del Pakistan. Le autorità raccomandano inoltre di evitare manifestazioni e proteste, poiché gli attentati possono colpire ovunque, anche a Teheran e nelle principali città turistiche.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © The Canberra Times, Kurdistan24, SBS,

Articolo precedenteGrecia, Turchia e Libia: scontro nel Mediterraneo orientale
Articolo successivoFrancia: l’esecutivo Bayrou a rischio
Giovanni Maria Pontieri
Giovanni Maria Pontieri lavora nel settore dell'assistenza agli anziani in Australia come social support worker e wellbeing assistant ed è anche giornalista freelance per il bisettimanale italo-australiano "La Fiamma" di Sydney. Nato e cresciuto a Pieve Torina, in provincia di Macerata, ha mosso i suoi primi passi nel mondo del giornalismo grazie al settimanale marchigiano "Orizzonti della Marca." Giovanni per "Eurocomunicazione," scrive articoli riguardanti la società e la politica australiana, con qualche incursione anche sugli argomenti legati all'Unione Europea. Con una passione per la storia, Giovanni ama immergersi in eventi musicali e culturali, e non rinuncia mai a una piacevole chiacchierata con gli amici per rilassarsi e stare in buona compagnia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui