“Piri Reis” o cavo? Tensione nell’Egeo

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Grecia Turchia

La nave turca “Piri Reis” annuncia ricerche nell’Egeo. Atene risponde con un anti-Navtex e accusa Ankara di violare la giurisdizione greca

La Turchia ha emesso un Navtex attraverso la stazione di Izmir, annunciando la sua intenzione di condurre ricerche scientifiche da parte della nave oceanografica “Piri Reis” nelle aree marittime dell’Egeo. Secondo l’annuncio turco, le indagini dureranno dieci giorni e riguarderanno una zona di mare che si estende a ovest, a sud di Chios e fino all’isolotto di Kalogeros, che si trova tra Chios e Andros.

La reazione di Atene

La parte greca ha risposto immediatamente con l’emissione di un anti-Navtex (154/25) dalla stazione di Lemno, sottolineando che l’annuncio turco non è valido, in quanto si riferisce a un’area di giurisdizione greca. Atene monitorerà da vicino la rotta della nave turca e rimane pronta per eventuali sviluppi. Si noti che il “Piri Reis” dovrebbe navigare verso l’area più ampia dell’isolotto di Kalogeros, che è incluso quasi tutto l’anno in un poligono di tiro permanente delle forze armate greche, cosa che da anni causa intenso fastidio ad Ankara.

L’annuncio di Hellenic Energy

Il Navtex turco è arrivato pochi giorni dopo gli sviluppi nel sud di Creta, dove l’americana Chevron ha presentato una proposta ufficiale per l’esplorazione in due blocchi marini a sud di Creta e nel sud del Peloponneso. Questo sviluppo suggella il riconoscimento dei diritti sovrani della Grecia in una Regione che è stata messa in discussione dal memorandum turco-libico.

Nell’ambito del relativo invito a presentare proposte, pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e dell’Energia (Gazzetta Ufficiale 2104/30.04.2025), per l’esplorazione e la produzione di idrocarburi nelle quattro aree offshore a sud del Peloponneso e a sud di Creta, Hellenic Energy annuncia che, in collaborazione con Chevron, ha partecipato a questo processo. L’offerta è stata presentata in conformità alle modalità del relativo Bando. La partecipazione a questo processo per Hellenic Energy mira a integrare le aree in cui è già attiva nella ricerca e nella produzione, mentre per Chevron segna l’ingresso in Grecia.

Poligono di tiro costante

La Piri Reis, una vecchia nave per le indagini turche, è in programma per condurre indagini geologiche nel Mar Egeo e si prepara a salpare dal porto di Izmir, mentre Navtex 0863/25 ha annunciato la sua rotta. Atene ha risposto con il proprio NAVTEX 154/25 da Lemno, avvertendo la nave di non attraversare il confine greco, e i media greci hanno sottolineato che la marina sta monitorando da vicino la rotta del Piri Reis. La tensione sta raggiungendo il picco, secondo la stampa turca, poiché la parte greca ha descritto la zona di attività di Piri Reis come un “poligono di tiro costante”, mettendo così la nave turca sotto costante minaccia, secondo Sozcu.

Secondo il giornale turco, però, il principale punto di attrito non è la nave ma il cavo elettrico sottomarino Nicosia–Atene. La Turchia, attraverso il suo accordo con la Libia sulla Zona economica esclusiva (Zee), limita la capacità di Atene e della parte greco-cipriota di completare il progetto. La tensione tra i due Paesi “non sembra finire fino a quando non si raggiungerà un risultato sul cavo elettrico sottomarino Nicosia-Atene. E davvero, né Ankara né Atene sono vicine a un accordo su questo tema”, titola il giornale.

Creta è come la base di Israele

Intanto pur di attaccare la Grecia i media turchi filo-governativi stanno prendendo di mira Creta ancora una volta, presentando Atene come un “complice” del “genocida” Israele nella guerra di Gaza. Le pubblicazioni incriminano la presenza di navi israeliane nei porti greci e collegano direttamente la Grecia agli attacchi contro la flottiglia di aiuti umanitari “Sumud”.

Ankara implica che Atene sapeva dei droni e ha agito in coordinamento con Israele. Allo stesso tempo, avverte che “la tolleranza della Grecia nei confronti degli attacchi provocherà reazioni da parte del suo stesso popolo“.

In coordinamento, il filo-governativo Sabah ripete la narrazione di una “sporca alleanza” tra Grecia, Israele e Cipro, accusando Atene di permettere a “navi israeliane assassine” di utilizzare le sue coste. L’attacco a Creta da parte della stampa turca non è una novità, ma è la prima volta per Gaza. I media turchi presentano l’Isola come una base strategica per Israele, mentre allo stesso tempo accusano Atene di essersi trasformata in complice del genocidio.

Grecia-Libia

Grecia TurchiaIntanto Il ministro degli Affari Esteri, Giorgos Gerapetritis, ha incontrato il suo omologo ad interim del Governo di accordo nazionale della Libia, Taher Salem Al Baur. Nel corso dell’incontro, i due Ministri hanno dichiarato l’avvio del processo per la delimitazione della Zona economica esclusiva tra Grecia e Libia. In questo contesto si è tenuta la prima riunione dei comitati tecnici. Inoltre hanno concordato che il prossimo incontro si terrà a Tripoli.

All’ordine del giorno c’era anche il rafforzamento della cooperazione nel settore della migrazione. A questo punto, il ministro degli Affari Esteri ha espresso la disponibilità della Grecia a continuare a fornire formazione al personale della Guardia Costiera libica. I due ministri hanno proceduto a uno scambio di opinioni sull’ulteriore rafforzamento delle relazioni bilaterali nei settori dell’economia, dell’energia, dei trasporti e dell’edilizia.

Hanno inoltre espresso la loro disponibilità ad avviare un collegamento aereo diretto tra Atene e Tripoli. Gerapetritis ha sottolineato la necessità di rispettare il diritto internazionale, compreso quello del mare, e ha ribadito la posizione greca ed europea riguardo al memorandum turco-libico, non valido e inesistente.

Infine, ha fatto riferimento al contributo sostanziale della Grecia, in quanto Stato membro dell’Unione europea e membro eletto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, agli sforzi per raggiungere una soluzione politica, basata sull’unità, lo sviluppo e la stabilità in Libia. Durante la prima riunione dei comitati tecnici ad Atene, il primo direttore generale, Andreas Fryganas, è stato messo a capo della squadra greca, mentre la vice ministra degli Affari esteri Alexandra Papadopoulou, che era stata nominata in carica, è a Washington.

 

George Labrinopoulos

Foto © Wikipedia, Scenari Economici, Facebook

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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