Rotte artiche e nuovo ordine mondiale

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Rotte artiche

Lo scioglimento dei ghiacci apre le rotte artiche: Russia e Cina protagoniste, Mediterraneo a rischio nei nuovi equilibri commerciali globali

L’inaugurazione, il 20 settembre, di una linea di trasporti commerciali tra la Cina e le città portuali del Nord Europa attraverso le rotte del mare artico, ci pone di fronte alla tangibile evidenza di un orizzonte polare che diventa protagonista della storia del mondo in veloce divenire del XXI secolo.

Nell’intervento tenuto da Ursula von der Leyen a Strasburgo il 10 settembre, la Presidente dell’UE, nel rappresentare le difficoltà che l’Europa sta attraversando nel complesso panorama internazionale, non ha usato mezzi termini facendo diretto riferimento ad un orizzonte in cui si profila “uno scontro per un nuovo ordine mondiale basato sul potere”. Nel nuovo pericoloso disequilibrio di un ordine mondiale in fieri, un elemento estremamente significativo e foriero di novità è ciò che avviene nel mondo Artico. Un palcoscenico che il recente storico incontro tra i leader di Russia e Stati Uniti ad Anchorage e le improvvide affermazioni sulla Groenlandia del Presidente americano, hanno contribuito a portare sotto ai riflettori.

E con ogni probabilità a far parlare di sé saranno, in particolare, le rotte marittime dell’Artico che si stanno lentamente profilando grazie allo scioglimento dei ghiacci. Le rotte polari oggi percorribili sono al momento due, quella ad ovest, che passa davanti alle coste canadesi ed alaskane, e quella che solca i mari antistanti lo stato russo, conosciuta internazionalmente come Northern Sea Route (SNR). Tali tragitti, rispetto a quelli solitamente percorsi dalle navi mercantili, non solo assicurerebbero un considerevole risparmio di tempo e carburante, ma soprattutto permettono di non doversi confrontare con le problematiche connesse con l’attraversamento dei choke-points di Suez e Malacca, caratterizzati da forti instabilità geopolitiche.

C’è però da dire che tra le due rotte che si vanno delineando nei mari del nord, una soltanto inizia a diventare più agevolmente percorribile, ed è quella che attraversa il mare di fronte alle coste russe, la SNR. La gestione di tale tracciato marittimo, fa capo ad un organismo governativo russo, l’Amministrazione generale della rotta marittima settentrionale, che è sotto il controllo del Servizio di sicurezza federale (FSB).

I dati pubblicati di recente dal Center for High North Logistics CHNL, che si basano sui riscontri satellitari AIS sui movimenti delle imbarcazioni, dando conto della prima metà della stagione di navigazione estiva-autunnale, da giugno al 31 agosto, parlano di 52 viaggi (con un poco significativo aumento rispetto ai 45 registrati nello stesso periodo dello scorso anno), di cui 13 viaggi iniziati di recente. I dati riportano una distribuzione uniforme tra viaggi diretti ad est (28 navi) e quelli verso ovest (24 navi), esclusivamente tra Russia e Cina, con il principale flusso di merci in transito nel 2025, come nel 2024, diretto verso est, dalla Russia alla Cina.

Significativo il fatto che, fino ad oggi, la stagione 2025 abbia registrato soltanto 10 viaggi di navi portacontainer, con carichi di materie prime come ferro, carbone, il pregiato legname russo, GNL, petrolio greggio, che quest’anno ha rappresentato il 54% del volume totale da dati CHNL.

A questi dati si aggiunge oggi una novità: la notizia dell’inaugurazione di un trasporto Rotte artichecontainer di linea attraverso la Rotta del Mare del Nord che aprirà le danze il 20 settembre, collegando quattro porti dell’Europa occidentale, ovvero Felixstowez in Gran Bretagna, Rotterdam in Olanda, Amburgo in Germania e Danzica in Polonia, con i porti cinesi di Qingdao, Shangai e Ningbo. Questa nuova linea di trasporto, che potrà rappresentare una vera e propria rivoluzione copernicana, tanto silenziosa quanto del tutto prorompente, si avvarrà dell’attraversamento del mare artico russo, senza però usufruire delle infrastrutture portuali lungo la NSR.

Alla luce di un progressivo sfruttamento di questi percorsi marittimi del nord del globo terrestre, la Cina ha già previsto finanziamenti significativi nella realizzazione di porti di quella che considera parte integrante della sua Belt and Road Initiative, come ad esempio quello di Arkhangelsk, città portuale russa sulla rotta logistica cinese “Arctic Express N1” che, nel 2025, ha ricevuto la prima nave container dalla Cina.

Ecco allora che nel guardare al “nuovo ordine mondiale” accennato solo pochi giorni fa nelle parole della presidente Ue, si dovrà fare i conti anche con un possibile Mediterraneo che rischia di rimanere ai margini dei nuovi percorsi commerciali delle grandi rotte.

 

Emanuela Somalvico

Foto © ISPI, Startmag, Archivio Disarmo

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